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Come riciclare vecchi maglioni: 5 idee creative


Tessa Gelisio, vecchi maglioni

Basta un vecchio maglione per lanciarsi in un’idea non solo creativa, ma anche amica dell’ambiente. Ogni anno l’industria tessile produce oltre 120 milioni di tonnellate di rifiuti e, purtroppo, la maglieria rappresenta una delle categorie che più frequentemente viene abbandonata nelle discariche o incenerita. Questo perché i processi di recupero delle fibre sono particolarmente costosi ed energivori, tanto da scoraggiare buona parte degli impianti, fatta eccezione per alcune aziende esemplari. Quando non si può donare un vecchio maglione ad amici i parenti, la soluzione più sostenibile è allora quella del riciclo creativo.

Recuperare il filato dei vecchi maglioni

Lana da vecchi maglioni

Il primo passo per dare una nuova vita a un maglione è, senza troppe sorprese, il recupero completo del filato. Spesso questi indumenti non vengono infatti scartati perché troppo consumati, bensì perché ormai fuori moda o, ancora, per un semplice cambio di taglia. Ma come fare?

È sufficiente prendere il maglione, rovesciarlo e procedere:

  • individuando il filo di chiusura, solitamente sul bordo inferiore del maglione, sotto l’orlo;
  • tirando delicatamente il filo, per sfilare uno per uno i punti;
  • raccogliendo, durante il processo, il filo in morbide matasse circolari.

Se il maglione è realizzato in fibre naturali – in particolare la lana – e lavorato in maglia rasa, lo si recupererà praticamente per intero, senza evidenti deformazioni. I filati sintetici, come l’acrilico, potrebbero risultare invece ondulati, perché tendono nel tempo a prendere la forma del punto.
Una volta disfatto l’intero maglione, la matassa morbida può essere immersa in acqua tiepida e poco detersivo ecobio delicato, per permettere alle fibre di allargarsi e riprendere la loro elasticità. Le matasse vanno poi asciugate all’aria, preferibilmente non esposte alla luce diretta del sole, e poi raccolte nei classici gomitoli, pronti per nuovi progetti per chi ama lavorare con i ferri.

Una coperta patchwork per gli animali domestici

Coperta patchwork da maglioni

Un’idea altrettanto semplice è la creazione di una coperta patchwork, perfetta per il riposo dei nostri animali domestici o, ancora, da donare a rifugi e gattili. È facilissima da realizzare, basta infatti:

  • tagliare i maglioni in quadrati, di circa 15-20 centimetri per lato. Non è necessario essere precisissimi, le piccole irregolarità garantiscono un effetto artigianale molto piacevole;
  • cucire fra di loro i vari quadrati, a macchina con un punto a zig-zag robusto o, ancora, con un filo grosso di lana a contrasto, per un effetto ancora più originale;
  • se si vuole ottenere una coperta più morbida e calda, basta sovrapporre due o più file di ritagli da vecchi maglioni.

In un precedente articolo qui su Ecocentrica, sono disponibili tutti i passaggi nel dettaglio.

Realizzare manicotti o scaldacollo zero waste

Manicotti zero-waste

Per chi proprio non riesce a sopportare il freddo, le maniche e il collo alto dei maglioni possono essere facilmente recuperati, trasformandoli in caldissimi accessori: ad esempio, degli originali manicotti e scaldacollo.

Per i manicotti, è sufficiente tagliare la manica alla lunghezza desiderata, fissando poi i bordi con una cucitura – a mano o a macchina – resistente: una soluzione davvero immediata, che si realizza in pochi minuti. 

Per lo scaldacollo, si procede sempre tagliando la manica della misura desiderata. Dopodiché, recuperando del tessuto in cotone – ad esempio, una vecchia t-shirt – si crea a macchina un sacchettino della medesima lunghezza, dove inserire dei noccioli di ciliegie, del riso o del grano. La sacca potrà essere riscaldata al microonde all’occorrenza: i semi che contiene garantiranno un piacevole caldo a lungo. La manica in maglia servirà invece come custodia, per un abbraccio avvolgente a ogni utilizzo.

Rivestimenti per la casa a scopo termico

Copritazze da vecchi maglioni

Non bisogna inoltre dimenticare che la lana ha eccellenti proprietà isolanti: i vecchi maglioni possono quindi diventare degli irrinunciabili accessori per la casa. Ad esempio:

  • dalle maniche dei maglioni si possono ricavare, armandosi di forbici, dei pratici copribicchieri e copritazze: l’ideale per mantenere il più a lungo possibile calde le tisane, nelle giornate più fredde dell’anno;
  • dai ritagli irregolari di vecchi indumenti in maglieria si può ottenere una morbidissima imbottitura. Inseriti in una federa, possono diventare un caldissimo cuscino per rilassarsi sul divano mentre si legge un bel libro o, ancora, per gli animali domestici.
Cuscino da vecchi maglioni

Infine, sempre dagli scarti di vecchi maglioni, cuciti fra di loro grossolanamente, si possono ricavare paraspifferi, coprivasi, rivestimenti per tubature esterne e molto altro ancora.

Un tappeto in maglia per attutire i rumori

Tappeto

Infine, i vecchi maglioni possono essere utilizzati per creare un tappeto fonoassorbente, magari da utilizzare nelle camerette dei bambini, affinché possano liberamente giocare senza disturbare – con salti e corse – chi si trova ai piani inferiori. È sufficiente:

  • tagliare delle lunghe strisce di maglia, di circa 3-5 centimetri di lato;
  • intrecciare tre strisce di lunghezza analoga alla volta, cucendo poi ogni treccia l’una con l’altra, fino a ottenere una lunga corda;
  • arrotolare la corda su se stessa, fino a ottenere un tappeto circolare, da fissare all’estremità con punti a macchina o, più semplicemente, con della colla a caldo.

In definitiva, i vecchi maglioni diventano un alleato prezioso per nuovi oggetti: bastano poche idee creative e tanta manualità.

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