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Il compost domestico puzza? Ecco cosa sbagli


Compost domestico

Sono sempre più le persone che decidono di produrre autonomamente compost, approfittando degli scarti di cucina: un ottimo progetto di sostenibilità, che riduce sensibilmente l’impatto dei rifiuti domestici. Eppure, per quanto predisporre una compostiera sia davvero semplice, molti si trovano a combattere con una conseguenza ben poco gradita: il cattivo odore. Un effetto collaterale, almeno in senso lato, che non dovrebbe in realtà esserci: gli olezzi insopportabili sono infatti indicatori di errori nel processo di compostaggio. Ma dove si sbaglia?

Perché la compostiera produce odori

Puzza del compost

Innanzitutto, è necessario comprendere perché la compostiera produca cattivi odori. Quando si inseriscono scarti alimentari e vegetali all’interno dell’apposito contenitore, si possono attivare due distinti processi:

  • la degradazione anaerobica, ovvero dovuta a batteri che agiscono in assenza di ossigeno;
  • la degradazione aerobica, cioè generata da batteri e altri microorganismi che necessitano di ossigeno per poter proliferare.

La decomposizione anaerobica è solitamente quella responsabile del cattivo odore: i batteri deputati producono infatti composti come ammoniaca, idrogeno solforato – il tipico odore di uova marce – e metano. Per contro, i processi aerobici non determinano questi sottoprodotti, evitando quindi la comparsa di fastidiosi olezzi.

Gli errori che portano il compost a puzzare

Compresi i due distinti processi, è anche abbastanza semplice individuare gli errori che possono portare a uno sbilanciamento dei batteri anaerobici, a discapito di quelli che invece agiscono con una buona ossigenazione.

Ridotta rimescolanza del compost

Mescolare il compost

Il primo problema è collegato alla cattiva abitudine di non mescolare regolarmente il compost. I batteri anaerobici proliferano infatti quando il materiale è troppo compatto, umido e poco poroso: ciò determina un ridotto ricambio d’aria, riducendo i livelli d’ossigeno e favorendo perciò la puzza.

Risolvere questo problema è molto semplice:

  • quando si prepara il terriccio iniziale, è bene aggiungere anche un po’ di ghiaia, sassi o palline di argilla espansa, per garantire una migliore ventilazione e favorire il deflusso dei liquidi;
  • ogni volta che si aggiungono degli scarti in compostiera, è necessario rimescolare il materiale, aiutandosi ad esempio con una paletta o un bastoncino.

Lo squilibrio fra le tipologie di scarto

Scarti per il compost

A determinare cattivi odori potrebbe essere anche la tipologia di scarti che vengono inseriti in compostiera: affinché la degradazione avvenga senza conseguenze sgradevoli, è infatti necessario che i rifiuti siano vari e, soprattutto, equilibrati.

In linea generale, si possono distinguere gli scarti in due grandi gruppi:

  • i materiali verdi, come frutta, verdura, fondi di caffè e altri vegetali freschi, normalmente ricchi di azoto e umidità;
  • i materiali marroni, come cartone, carta, segatura, foglie secche e rami secchi, invece ricchi di carbonio.

Un eccesso di parti verdi aumenta l’umidità e la compattezza del materiale, alimentando così la proliferazione di batteri anaerobici maleodoranti. A livello scientifico, viene consigliato un rapporto tra carbonio e azoto del 25:1 o del 30:1, ma ovviamente si tratta di un calcolo molto difficile a livello domestico. Nella pratica, per ogni secchio di scarti umidi, bisognerebbe inserire in compostiera una quantità analoga di secco.

Altri errori minori che possono alimentare la puzza

Compostiera

Infine, bisogna considerare anche altri errori minori che possono contribuire a generare cattivi odori, sebbene con un peso inferiore rispetto ai precedenti. In particolare, meglio prestare attenzione:

  • a una buona popolazione di organismi buoni, come ad esempio i vermi del terreno, che aiutano ad arieggiare il materiale e accelerano la decomposizione degli scarti;
  • all’eventuale eccesso di scarti che possono attirare insetti – carne, latticini, oli e cibi cotti – che possono aumentare il rischio di fastidiosi olezzi;
  • a un contenitore poco adatto, ad esempio perché troppo piccolo o, ancora, privo di fori di aerazione. I bidoni chiusi ermeticamente, molto diffusi sui portali di vendita online, in realtà non sono adatti per il compost perché impediscono una buona ossigenazione;
  • all’errata esposizione, come ad esempio su balconi molto soleggiati, che potrebbero favorire una decomposizione puzzolente per via dell’eccessivo calore. Bisogna infatti considerare che il contenitore, soprattutto se in materiali plastici, potrebbe fungere come una vera e propria serra.

In definitiva, con pochi e facili accorgimenti si potranno evitare cattivi odori dalla compostiera, approfittando così di un terriccio nutriente per fertilizzare le piante ornamentali o, ancora, per un piccolo orto domestico.

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