Ebola e le altre malattie che ci siamo andati a cercare | Ecocentrica
Punto di vista

Ebola e le altre malattie che ci siamo andati a cercare

 

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Le chiamano “nuove malattie infettive emergenti” sono circa una quindicina quelle identificate per certo, quasi certamente molte di più ci aspettano in qualche angolo sperduto del pianeta. Ebola è in buona compagnia… l’elenco è lungo e ce le siamo andate tutte a cercare!

Da dove viene Ebola? Scopritelo. Attaccatevi a Google per un paio di minuti e troverete un fiume con lo stesso nome nella regione settentrionale della Repubblica democratica del Congo, un corso d’acqua nel cuore più profondo dell’Africa. Ebola si è sviluppato da qualche parte lungo il corso di quel fiume. E’ lì che ha convissuto per millenni con i suoi ospiti abituali, forse alcune specie di innocui pipistrelli volpe, grandi volatori succhiatori di nettare (anche se non se ne ha ancora la certezza). Avrebbe potuto rimanere lì nel folto della foresta per chissà quanto tempo invece, alla fine degli anni Settanta, il virus è uscito dalla sua area originaria per incominciare il suo cammino verso i centri urbani seguendo la via inversa della deforestazione. Gli uomini avanzavano nel cuore della foresta a colpi di sega elettrica e buldozer, il virus viaggiava rapido di villaggio in villaggio lungo le arterie artificiali tracciate da tagliatori d’alberi e cercatori di minerali preziosi. A questo vanno aggiunti eserciti di guerriglieri che scorazzano da decenni nella foresta mangiando bush meat (carne di foresta, che comprende di tutto dalle scimmie, ai roditori ai pipistrelli) e i profughi in fuga dai villaggi verso sovrappopolate e insalubri baraccopoli. Questo scenario è diventato il parco giochi di Ebola che ha avuto all’improvviso a disposizione milioni di potenziali nuovi ospiti.

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Ebola ha soltanto colto l’occasione che gli abbiamo offerto e non è altro che un esempio di una lunga serie di nuovi virus e patogeni vari che nel secolo scorso ha cominciato a finire nelle provette dei centri di profilassi di tutto il mondo, specialmente dalla fine anni Sessanta in concomitanza con la maggior crescita economica dei paesi occidentali, la rivoluzione verde in tutto il mondo e l’inizio della corsa alle risorse naturali della zone di foresta. Anche l’HIV viene dalla foresta africana. Si incomincia a ipotizzare che l’AIDS abbia compiuto il salto scimmia-uomo forse persino negli anni ’20, in Uganda e che sia stato portato dalla globalizzazione in dono al resto del pianeta.

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Il mondo negli ultimi trent’anni è diventato piccolo per gli esseri umani, enorme per i virus. Gli habitat scompaiono e i loro orfani si rifugiano sempre più vicino agli uomini. Insetti, roditori, pipistrelli, scimmie… I veicoli delle nuove infezioni possono essere infiniti e ora si trovano tutti sulla soglia della civiltà che ha spostato il suo limite un passo più in là ogni anno. Il dengue, la febbre-spacca-ossa, è diventato il terrore dei turisti in viaggio nei paesi caldi. Sempre nell’Africa occidentale i roditori selvatici sono diventati il veicolo di un’altra febbre emorragica, Lassa, che ha fatto la sua comparsa alla fine degli anni Sessanta. In Sud America nel 1989 è comparsa la febbre venezuelana provocata dal cosiddetto virus Guanarito, parente di Lassa e di altri sei o sette cugini altrettanto pericolosi comparsi in giro per il mondo, soprattutto in America, tra gli anni Sessanta e Ottanta: tutti trasportati da roditori. Sempre da roditori viene portato all’uomo il virus Hanta nel centro America e la Chikungunya, altra febbre è stata trasportata dalla zanzara tigre dai tropici fino alla riviera romagnola qualche anno fa. Il Lyssavirus dei pipistrelli volpe australiani causa una patologia simile alla rabbia e ha forse colpito un umano per la prima volta nel 1996… L’elenco è lungo, lunghissimo, ed Ebola forse non è il virus con le maggiori possibilità di diffusione.

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Le cause per l’esplosione di così tante minacce sono diverse e di varia natura. I ricercatori puntano il dito anche verso la deforestazione, il cambiamento climatico e l’aumento demografico. Le stesse problematiche che preoccupano gli ecologisti preoccupano i virologi. Molte delle malattie che ho citato provengono dalla foresta. Distruggere la foresta per creare pascoli, scavare miniere o coltivare soia come strategia è ottima per riempire le tasche di compagnie e imprenditori poco lungimiranti e molto avidi ma anche per andare inconsapevolmente a caccia di virus, spostando i patogeni con metodo e costanza verso i centri abitati. Il cambiamento climatico aumenta l’area di diffusione di malattie tropicali e sub tropicali, specialmente quelle trasportate da animali che grazie al riscaldamento globale stanno invadendo ecosistemi prima inospitali per le temperature troppo basse; l’aumento demografico, specialmente nelle grandi metropoli del Terzo Mondo, rappresenta un rischio enorme date le condizioni di scarsissima igiene dovute alla mancanza delle più fondamentali infrastrutture (anche banalmente di sistemi fognari) così come repentini flussi migratori portano con sé be noti rischi sanitari.

Tutto questo offre opportunità a nuovi virus di avere uno sterminato terreno su cui proliferare: i virus si adattano, mutano, saltano di ospite in ospite, sono microscopici maestri del mimetismo in continuo cambiamento. Gli esseri umani sono lenti nell’adattarsi al pianeta che cambia, piuttosto che affrontare le sfide offerte dal futuro negano l’evidenza del collasso ecologico globale e continuano a distruggere pur di arraffare le risorse rimanenti incuranti del proprio futuro e del proprio presente in egual misura. Ora, stabilite voi chi sia più intelligente tra uomini e virus…

PS: i pipistrelli italiani non hanno nulla a che fare con Ebola; non fatevi prendere dal panico. Non credo che sarà ebola la pandemia del secolo ma la paura che ci attanaglia.

 

3 Commenti

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    Ilaria
    5 novembre 2014 at 14:37

    infatti una volta i villaggi erano isolati e un virus non si diffondeva da una parte all’altra… il varco l’abbiamo aperto noi! (comunque, secondo me sul virus dell’ebola stanno facendo un po’ di terrorismo… cioè a oggi non è una minaccia in italia, abbiamo problemi più gravi che dovremmo vedere e risolvere!)

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    Luigi
    5 novembre 2014 at 15:02

    Ci è stato donato il sole ,il mare,il cielo .le stelle ,la terra,la luna l’aria,gli animali l’acqua,le stagioni,ogni cosa perfetta,tutto gratis,qualche intelligentone per il suo profitto sta distruggendo tutto questo,stiamo andando in un punto di non ritorno,e allora ci si rende conto che i soldi non anno nessun valore ,e tutto questo che senso ha avuto.Se la natura si rivolta contro e solo colpa nostra,e quando lei incomincia non avrà pietà di nessuno,e il prezzo che dobbiamo pagare,forse siamo in tempo a salvare quel poco che ci rimane con la sia per la nostra vita che per i nostri figli,e lasciare in eredità un mondo migliore.Ma la vedo dura.

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      tessa
      8 novembre 2014 at 18:02

      come condivido….

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