Energia elettrica da fonti rinnovabili: i fornitori | Ecocentrica
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Energia elettrica da fonti rinnovabili: i fornitori

Le aziende che trattano solo energia davvero pulita

Il 2017 verrà ricordato come l’anno che ha battuto tutti i record (negativi) per l’ambiente: il più caldo, il più secco, con il più alto tasso di CO2. L’Overshoot Day, ovvero il giorno in cui terminiamo le risorse naturali che dovrebbero durare un anno, cade sempre prima: il 2 agosto dello scorso anno, contro l’8 del 2016 e il 13 del 2015. Insomma, ogni anno è peggiore rispetto al precedente.

Una voce che incide non poco è l’energia elettrica. Per la sua produzione si utilizzano enormi risorse e le fonti più utilizzati sono le fossili, ovvero petrolio, gas e carbone, che portano all’aumento di gas serra, oppure il nucleare, di cui dopo conosciamo bene i rischi.

Certo non possiamo pensare di tornare indietro ai tempi delle candele o delle lampade a olio, ma la differenza possiamo farla eccome: cominciando dal risparmio energetico, ad esempio scegliendo elettrodomestici in classe A, non lasciando apparecchi in stand-by, sfruttando il più possibile la luce naturale, acquistando lampadine a LED; ma soprattutto, scegliendo un fornitore di energia da fonti rinnovabili.

Una ricerca di LifeGate e Impatto Zero® ha evidenziato la riduzione di CO2 che si può ottenere compiendo alcune scelte: l’uso di energia rinnovabile è la più importante, con quasi 1400 kg di CO2 in meno emessa da una famiglia in una anno.

Ma cosa si intende con fonti rinnovabili? Come dice la parola, sono fonti che in natura si rigenerano di continuo, almeno alla stessa velocità con cui vengono consumate; al contrario dei combustibili fossili, che possono terminare nel giro di poche generazioni e richiedono milioni di anni per rigenerarsi.
Le principali fonti rinnovabili sono l’energia solare, eolica (ovvero l’energia del vento), idroelettrica (quella prodotta dal movimento dell’acqua), geotermica (sfrutta il calore naturale della Terra). Hanno un impatto sull’ambiente molto ridotto, inoltre utilizzarle porterebbe anche vantaggi economici, come non dipendere più dall’acquisto del petrolio e creare numerosi posti di lavoro.

Tanti motivi per scegliere le energie pulite, quindi. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le offerte per fornitura energia 100% rinnovabile, ad esempio Enel con Energia Pura: “Scegli un contratto che rispetta l’ambiente, utilizzando solo l’energia certificata prodotta da fonti rinnovabili come acqua, sole, vento e calore della terra”; Acea: “Acea Viva Luce è l’offerta dedicata a chi vuole rispettare l’ambiente, scegliendo una soluzione che garantisce energia proveniente da fonti rinnovabili”; A2A con Prezzo Sicuro Verde e il suo slogan “Rispetta l’ambiente, scegli energia pulita al 100%”; Sorgenia con EnergiaPulita, “la proposta per chi ama l’ambiente”.

E sottoscrivendo uno di questi contratti, all’atto pratico cosa cambia? Secondo Luca Iacoboni, responsabile Energia&Clima di Greenpeace, praticamente nulla. Aziende come quelle citate hanno già una quota di energia prodotta da fonti rinnovabili: grazie al decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 31 luglio 2009, i fornitori sono obbligati a specificare il loro mix energetico (ovvero le fonti che utilizzano per produrre energia), quindi trovate tutte queste informazioni sul loro sito ufficiale. Nel caso di Enel, l’energia prodotta da rinnovabili è il 48,90% del totale, per A2A il 33,18%, per Acea il 24,53%, per Sorgenia il 29,59%; con queste percentuali riescono già a coprire il fabbisogno di chi richiede energia pulita, quindi in realtà non ne producono di nuova quando chiudono nuovi contratti 100% rinnovabili.

«Le offerte di energia 100% rinnovabile attirano i clienti, ai quali sembra che stipulare questo tipo di contratti porti ad aumentarne la produzione, quando in realtà al consumatore viene destinata una quota di energia che l’azienda ha già: sottoscriverli quindi non cambia nulla, perché il mix energetico e l’assetto produttivo restano gli stessi di prima

Una specie di specchietto per le allodole, quindi, nella fattispecie quelle più sensibili all’ambiente? Ho contattato gli uffici stampa di Enel, A2A, Acea e Sorgenia perché avrei voluto sentire anche il loro punto di vista; dai primi tre non ho avuto risposta, l’unica è stata Sorgenia tramite Claudio Moscardini, Generation & Energy Management Director dell’azienda, il quale replica così: «Il senso di un’offerta 100% rinnovabile è quella di sensibilizzare i consumatori verso il rispetto dell’ambiente, partendo dalla produzione esistente. Lo stimolo a sviluppare più fonti rinnovabili si ottiene da un incremento della domanda di energia rinnovabile.»

Ma, secondo Luca Iacoboni, «se un giorno le aziende non riuscissero più a coprire i kilowattora dei contratti per l’energia rinnovabile, dovrebbero aumentare la produzione, ma è un’ipotesi remota: già oggi la produzione da rinnovabili in Italia è più elevata del consumo residenziale. Sarebbe diverso se le aziende che consumano tanta energia iniziassero a sottoscrivere questo tipo di contratti. Inoltre, se le aziende volessero veramente far crescere le rinnovabili, dovrebbero almeno investire i guadagni di questi contratti nel settore; mi piacerebbe sapere se lo fanno.»

Claudio Moscardini afferma di sì: «Se l’operatore al quale ci si rivolge agisce responsabilmente, è il caso di Sorgenia, di certo i proventi contribuiscono a favorire lo sviluppo delle rinnovabili. Sorgenia consente addirittura di scegliere la fonte e l’impianto di riferimento anche in base a esigenze localizzative, per favorire un sostegno al territorio di appartenenza, in una logica di energia a km zero.»

Altra cosa importante sono le fonti rinnovabili da cui le aziende si approvvigionano: nel caso di Sorgenia, «idroelettrico, fotovoltaico ed eolico sono le fonti di riferimento», mentre per le altre non ci è dato saperlo perché la legge non obbliga a specificarlo, ma queste tre sono sicuramente quelle da preferire. Anche la termovalorizzazione, l’energia prodotta dalla combustione dei rifiuti, è considerata rinnovabile! Io però sono per una gestione dei rifiuti ben diversa dall’attuale: innanzi tutto bisogna crearne meno (gestione del packaging, ad esempio), poi incentivarne il riutilizzo, poi il riciclo dei materiali e per ultimo, quando con un oggetto non si può davvero fare altro, bruciare il rifiuto per ottenere energia. Purtroppo le cose oggi non stanno così. Discorso simile per le biomasse, sarebbero davvero green se si utilizzassero solo gli scarti agricoli, oppure prodotti provenienti da zone in cui non si può coltivare altro che prodotti non commestibili. La realtà è che si deforesta anche l’Amazzonia per fare biomasse.

Per questi motivi, ho fatto una selezione di fornitori di energia green rinnovabile al 100%, che si approvvigionano solo da impianti solari, eolici e idroelettrici.

LIFEGATE ENERGY

Attiva già da diversi anni per le imprese, di recente hanno aperto il mercato delle rinnovabili anche all’energia domestica. Trattano solo energia pulita e dalle fonti più sostenibili, ovvero idroelettrico, eolico, fotovoltaico; hanno scelto di approvvigionarsi solo da impianti italiani, per sostenere il mercato nel nostro Paese.
In più, aderiscono al progetto Impatto Zero®, che calcola e compensa le emissioni di CO2, contribuendo a tutelare e riforestare aree verdi e riserve naturali.

DOLOMITI ENERGIA

 

È un’azienda trentina, segnalata anche da Greenpeace come una delle migliori in Italia. La loro fonte di energia rinnovabile è l’idroelettrica, nel loro caso “a km 0”, perché viene prodotta attraverso l’acqua delle Dolomiti; questi impianti hanno coperto al 100% la produzione del 2015, mentre nell’ultimo mix energetico (quello del 2016) la quota di rinnovabili era scesa leggermente. Il motivo è la scarsa piovosità di quell’anno che ha ridotto la produzione idroelettrica; l’obiettivo del 2017 era tornare al 100% rinnovabili (la conferma si avrà a marzo). È comunque possibile scegliere la fornitura “100% energia pulita” che è tracciabile, ovvero rende conto al cliente dell’impianto utilizzato per acquistare l’energia necessaria al suo consumo.
A proposito di impianti: alcuni di essi sono visitabili. Info su www.hydrotourdolomiti.it.

AB ENERGIE

 

Se volete che il vostro contatto 100% rinnovabili serva per investire ancora di più in questo settore, questa è l’azienda giusta. Anche se nel loro mix energetico compaiono altre fonti di energia, sottoscrivendo l’opzione “Penso in Verde”, ABenergie si approvvigiona da impianti a fonte rinnovabile in quantità pari all’equivalente consumo, incentivando la produzione delle centrali da cui si riforniscono (che sono tutte idroelettriche); l’azienda spinge molto in questo senso, tanto che la totalità dei loro clienti per la fornitura domestica, e buona parte delle aziende, hanno scelto questo tipo di contratto.
Da segnalare poi il progetto DiCE, per una gestione responsabile del consumo di energia, e i progetti di compensazione della CO2 attraverso forestazione urbana, il collaborazione con Rete Clima®.

È NOSTRA

 

Un caso un po’ diverso perché si tratta di una cooperativa senza fini di lucro: i soci sono direttamente coinvolti nelle decisioni, ciascuno contribuendo con il proprio voto. L’energia acquistata è “rinnovabile, sostenibile ed etica”, come la definiscono: proviene esclusivamente da produttori di rinnovabili (impianti fotovoltaici, eolici e a breve idroelettrici), preferendo le realtà locali; la scelta degli impianti spetta ad un Comitato scientifico, che seleziona quelli con la produzione a più basso impatto ambientale e più rispettosi dei lavoratori. Una garanzia in più!

 

I contenuti di questo post non sono legati a nessun tipo di operazione commerciale.
Le aziende e i prodotti segnalati sono stati recensiti di mia iniziativa e in base ai miei gusti e valori.

Tessa Gelisio

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