Punto di vista

#GIULEZAMPE: quando lo Stato non distingue tra soldi e sentimenti

 

Un anello nuziale non può essere pignorato in quanto bene dal grande valore affettivo. Un cane con pedigree sì. Perchè? Diciamo no al pignoramento degli animali che amiamo (e che ci amano).

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Un dobermann di razza può costare dai 1200 fino a 3000 e oltre, un pastore tedesco dai mille in su, un  mastino napoletano di razza 800 in su, un bull terrier dai 1500 e via dicendo: ogni cane di razza, ma potremmo parlare anche di gatti o a maggior ragione di cavalli, ha un costo. Gli animali da compagnia, infatti, hanno a volte anche un grande valore economico e se n’è accorto anche il fisco che in più di un’occasione ha ipotizzato, in questi tempi di crisi, ai pignorati la possibilità del sequestro dei loro animali da compagnia.

 

Senza entrare nel merito dei pregi e dei difetti di Equitalia, trovo semplicemente assurdo che lo Stato possa sequestrare, pignorandolo, un animale esattamente come farebbe con un quadro o un’automobile.

 

Se non avessi ricevuto un’altra segnalazione del possibile pignoramento di un cane da parte degli esattori forse non avrei scritto questo pezzo… ma considerando che il caso di qualche mese fa,finito anche nelle cronache, non è rimasto isolato mi viene da pensare che forse ci sia bisogno di chiarire un paio di punti.

 

Punto uno: esiste un articolo del codice civile,, il 514 per l’esattezza, che fa esplicito riferimento ai beni di valore affettivo come “beni impignorabili”. Un tocco di umanità nell’ingrata ma a volte necessaria procedura del pignoramento. Ora, sembra assurdo che qualcuno possa non inserire gli animali da compagnia in questa categoria. Lasciamo perdere il fatto che mi disturba considerare la mia gatta un “bene” al pari di un tostapane, nessuno può negare il legame affettivo che si crea tra padrone e animale. Nessuno, davvero. E in effetti è difficile che un giudice di fronte a tanta evidenza permetta il sequestro di un cane o un gatto, ma è comunque assurdo già semplicemente il fatto che possa trovarmi nella condizione di dover sottoporre un caso simile a un tribunale! Non dovrebbe esistere nemmeno la questione.

 

Punto due: se giustamente puniamo i maltrattamenti e l’animalicidio è proprio perché persino la legge ha realizzato che gli animali non sono oggetti.  Le leggi in vigore (che hanno persino influenzato secolari tecniche di macellazione) non lasciano dubbi sul fatto che i legislatori italiani conoscano la differenza tra un cane e un televisore. Tuttavia, per chi non lo sapesse, se qualcuno per un qualunque motivo vi rapisse il cane provate ad andare a denunciare il rapimento dell’ animale: la reazione sarà la stessa di quando si registra il furto dello scooter. Ecco che ci troviamo di fronte a una terribile contraddizione: gli animali hanno diritti ma agli occhi dello stesso stato che glieli riconosce sono, in pratica, oggetti, beni, per l’appunto. Ma pignorare un cane non è una coltellata al cuore soltanto del padrone ma anche un trauma e per l’animale stesso. Che qualcuno ci pensi, per favore.

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Ecco il senso della campagna #GIULEZAMPE e della petizione online che ho lanciato ieri  e che sta avendo una risposta al di là di ogni più rosea previsione. Ritroviamo coerenza nella legge: sia messo ben in chiaro che gli animali non sono beni! Vogliamo per una volta riconoscere il loro status esplicitamente? Almeno diamo un peso all’affetto che ci lega a loro! Un affetto che dubito nessuno che abbia un compagno di vita a 4 zampe si sentirebbe di quantificare. Rimettiamo le cose a posto: firmate la petizione (https://www.change.org/p/no-al-pignoramento-degli-animali-domestici-firma-giulezampe-4) e postate sui social network (Facebook, Twitter e Instagram) una foto con il vostro amico non umano sotto l’hashtag #GIULEZAMPE dicendo NO AL PIGNORAMENTO DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA! L’appello è stato indirizzato direttamente al Presidente del Consiglio e al Governo. Non importa se i vostri animali hanno un valore o no, non importa il pedigree: mettetevi nei panni di chi corre questo rischio (2 milioni di animali e rispettivi padroni), guardate il vostro cane adesso e ditemi cosa provereste se un ufficiale giudiziario venisse a portarvelo via.

 

 

 

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5 Comments

  • Reply
    Nina
    7 Febbraio 2015 at 15:37

    Non avrei mai pensato possibile il pignoramento di un animale d’affezione.
    Vergognoso che la legge lo consenta.
    So che è una citazione trita, ma esprime un concetto in cui credo: “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” (M. Gandhi).
    Abbiamo molta strada da fare…
    Grazie per aver posto all’attenzione di tutti questo tema.
    Ho appena firmato la petizione.

    • Reply
      tessa
      10 Febbraio 2015 at 11:50

      grazie a te x il sostegno!!!!

      • Reply
        Nina
        11 Febbraio 2015 at 11:56

        Mi sembra il minimo! 🙂

  • Reply
    Carlo Lauletta
    12 Febbraio 2015 at 14:12

    Ferrara, 12 febbraio 2015
    Gentile signora,
    forse Lei lo sa già, comunque mi compiaccio di informarLa che il 2 luglio 2004 il Tribunale di Ferrara, nella persona del giudice Carlo Lauletta, che sono io, ha dichiarato
    il pignoramento di un animale domestico “atto abnorme”, da
    “ritenersi come non avvenuto”.
    La notizia si trova su internet facilmente; io, che ho poca
    dimestichezza con la tecnologia, ho digitato “carlolaulettapignoramentoanimali”.
    I migliori saluti.
    Carlo Lauletta. PS Viva i gatti!

    • Reply
      tessa
      1 Marzo 2015 at 14:08

      E’ su gente di legge come lei, sul buon senso di persone come lei che facciamo affidamento. Purtroppo tra tante persone sensibili potrebbe prima o poi saltare fuori qualcuno che applica la legge senza mitigarla col buonsenso. In fondo l’umanità è varia anche nei tribunali… Ecco perché ci piacerebbe che fosse esplicitamente dichiarato dall’articolo del Codice civile e una sentenza umana e intelligente come la sua non può che darci ancor più fiducia.

      La ringrazio per aver preso visione della nostra iniziativa (un gesto piccolo e dimostrativo che però sta muovendo qualcosa là dove si può decidere qualcosa) così come la ringrazio per avermi segnalato la sentenza emessa dal tribunale di Ferrara nella sua persona.

      Le auguro una buona giornata.

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