I veleni nel piatto: allarme infertilità maschile 
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I veleni nel piatto: allarme infertilità maschile 

Le sostanze tossiche che contaminano gli alimenti e compromettono la funzionalità degli spermatozoi

Fonte: 105.net

Colpisce il 7% degli uomini e interessa soggetti sempre più giovani. Parliamo oggi di infertilità maschile, una problematica spesso sottovalutata e non adeguatamente approfondita da chi ne soffre. I medici ritengono che in 1 caso su 2 la difficoltà nell’ottenere una gravidanza dipenda da problemi riproduttivi maschili, in particolare da una insufficiente produzione di spermatozoi o da anomalie nella qualità degli spermatozoi prodotti.

Difetti genetici, varicocele, disfunzioni erettili o abuso di farmaci: possono essere numerose le cause responsabili della bassa qualità – e quantità – di spermatozoi prodotti dall’organismo maschile. Ma non solo. La scienza oggi non ha alcun dubbio sulla correlazione diretta tra infertilità maschile e cattivo stile di vita!

Non sarebbero, infatti soltanto il fumo o l’alcool a danneggiare il DNA degli spermatozoi, ma anche un’alimentazione scorretta e poco sana e, soprattutto, i pericolosi veleni chimici contenuti nei cibi che abitualmente portiamo in tavola. 

Fonte: fidelityhouse.eu

Ogni anno, sottolineano gli esperti, ingeriamo almeno 250 grammi di pesticidi, microplastiche e altri inquinanti chimici tossici, per non parlare della contaminazione da ftalati, additivi chimici che rendono la plastica morbida e flessibile e sono presenti soprattutto nei contenitori per alimenti, dai quali “migrano” per finire direttamente nel cibo.

Agenti nocivi che, oltre ad avere conseguenze negative sulla salute in generale, possono nuocere alla fertilità maschile, causando non solo la riduzione del numero di spermatozoi, ma anche un drastico calo nella loro motilità e capacità di fecondare l’ovocita.

Comportandosi da interferenti endocrini, gli ftalati e i fitoestrogeni “mimano” il comportamento di alcuni ormoni naturalmente presenti nell’organismo come, ad esempio gli estrogeni e gli androgeni, alterando drammaticamente i normali equilibri ormonali.

Altrettanto dannosi sono i pesticidi, purtroppo ancora largamente utilizzati nelle pratiche agricole intensive. Gli alchilfenoli, ad esempio, hanno una struttura chimica molto simile a quella degli ormoni sessuali e in grandi quantità possono contribuire a confondere il metabolismo e innescare pericolosi scompensi ormonali. Persistenti, bioaccumulabili e tossici per gli organismi acquatici, contaminano non solo i prodotti sui quali vengono direttamente applicati, ma anche la catena alimentare ad ogni livello, avvelenando, ad esempio, i molluschi e alcune specie ittiche come il tonno e lo sgombro.

Fonte: blogspot.com

Anche l’Università di Harvard conferma l’allarme pesticidi: consumare frutta e verdura con elevati residui di veleni chimici ridurrebbe di quasi il 50% la qualità e quantità dello sperma, compromettendo la capacità di mettere al mondo un bambino. I ricercatori hanno scoperto che gli uomini che consumano spesso frutta e verdura con alti livelli di pesticidi residui hanno il 49% di spermatozoi in meno al giorno e il 32% in meno di spermatozoi normali rispetto ai soggetti che seguono una dieta totalmente chemichals free.

Infine, non dobbiamo dimenticare il pericolo microplastiche: i dati sulla quantità di particelle presenti nei cibi sono davvero preoccupanti. Sappiamo infatti che il consumo annuale si attesta fra le 39 mila e le 52 mila particelle di microplastiche, a cui si aggiungono fino a 90 mila particelle se siamo abituati a bere soltanto acqua in bottiglie di plastica: ne ingeriamo l’equivalente di una carta di credito a settimana, circa 5 grammi, con effetti persistenti sulla funzionalità riproduttiva maschile, oltre che sulla nostra salute in generale.

Un avvelenamento lento ma progressivo, che contamina silenziosamente il nostro organismo e compromette la qualità degli spermatozoi, con gravi conseguenze a livello relazionale, psicologico e sociale.

Ecco perchè, ricordano gli andrologi, è importante preservare la funzione sessuale e la fertilità con scelte alimentari sempre più responsabili e consapevoli, eliminando dalla nostra alimentazione quotidiana i prodotti confezionati industriali e prediligendo cibi biologici e provenienti da filiere sicure e certificate. 

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