Punto di vista

L’Ecocentrismo: la ricerca della felicità

Cercare l’equilibrio mettendosi al centro del proprio ambiente è meglio di una vita che si nutre di oggetti e servizi.

Ecocentrismo

Ecocentrismo è l’unica parola che riesca a descrivere il mio modo di vedere le cose.

A un certo punto della mia vita mi sono guardata attorno e non sono riuscita a scegliere una corrente, un movimento, un’idea che mi rappresentasse veramente. Non sono nemmeno riuscita a cogliere esattamente il senso dell’essere felici. Il benessere di un paese si valuta con il PIL, un bilancio. Ma la vita di un essere umano, la mia vita può essere valutata da quanto si spende e quanto si incassa? Avere una famiglia, non averla; avere una casa di proprietà non averla; tasse e mutui; l’auto che si ha, le vacanze e le mangiate fuori porta. Viviamo davvero per guadagnarci il tempo libero?  Insomma: la nostra vita è quella che ci viene venduta negli spot e nei film?

Perché, siamo sinceri, se “un senso la vita davvero non ce l’ha” è anche meglio affrontare questo viaggio sapendo chi si è. Non so dove vado, ma so chi sono. Nella nostra vita saltiamo su tanti treni ma la maggior parte di noi gira senza carta d’identità. Prende direzioni perché prese da altri. Così, tanto per muoversi. E’ per questo che me la sono voluta creare da me un’idea di vita: l’eco-centrismo, la mia strada alla felicità. Perché non resti solo una parola e non si creino gli equivoci, partiamo col definire cosa non è l’ecocentrismo distinguendolo dai tanti –ismi che ci circondano.

Non è AMBIENTALISMO. O almeno, non nel senso che la maggior parte delle persone intende. L’ambientalismo è stato ed è un movimento, un pensiero che in varie dosi e modalità è presente qua e là. L’ambientalista però è visto essenzialmente in due modi: un fricchettone new age che vive un po’ in un mondo a parte e auspica una specie di ingenuo ritorno incondizionato alla natura oppure  l’attivista genericamente contro tutto e tutti che confonde il progresso e la tecnologia con il male assoluto. L’econcentrismo ha l’amore del primo e l’energia del secondo ma non è né l’una né l’altra cosa.

Non è ECO-INTEGRALISMO. Tramutare l’ecologia in una mania e trasformare la felicità di un individuo in un complesso sistema di rinunce non è per nulla ecocentrico. Non credo che la felicità risieda nell’austerità (anche se la felicità può esserci nella povertà più assoluta).

Primi punti messi. Che cos’è allora l’Ecocentrismo? E’ un vestito che come calza a me sono certa che possa calzare a tutti perché il filo di cui è intessuto è il buonsenso e l’obiettivo è quello di tutti: stare bene, in ogni senso.

E’ ECONOMIA. Nel senso migliore del termine. Il prefisso ECO- sta sia per ecologia sia per economia. Che ci crediate o no, ha lo stesso senso in entrambe le parole: “equilibrio” e l’Ecocentrismo cerca l’equilibrio tra due discipline anche se sia gli ecologi sia i businessmen le vedono troppo spesso contrapposte. Intendiamoci, non credo nel consumismo puro perché sono certa che la felicità non risieda in quello che si possiede. Ma non credo nemmeno in chi in nome dell’ambiente chiede di tornare indietro. Sarebbe impossibile… Richiede molta più fantasia andare avanti cercando l’equilibrio tra innovazione e ambiente, tra mercato e ambiente. Un ecosistema sano è alla base del benessere quanto una solida economia. Si può pensare un mondo in cui produzione industriale e ambiente siano in equilibrio? Sì, si può. Ho deciso di non avere posizioni preconcette e scegliere di possedere le cose giuste, non di non possedere niente. Meno cose magari ma migliori. Qualità e risparmio vanno d’accordo. Si può spendere come sempre comprando cose migliori, semplicemente in numero minore. Sperare di eliminare certi colossi dall’economia mondiale è ridicolo, sperare di assecondare i loro comportamenti migliori criticando i peggiori è un modo in cui tutti noi possiamo educare chi ci fornisce prodotti e servizi a fare meglio. A chi vende interessa prima di tutto fare soldi. Inutile girarci attorno, inutile denigrare un desiderio legittimo se etico. Ma nella giungla del mercato qualcosa è cambiato: noi. Prima eravamo solo prede. Adesso possiamo diventare predatori, fare selezione naturale premiando chi merita ignorando chi sbaglia. Senza pregiudizi: si può premiare anche chi ha sbagliato se a un certo punto decide di fare bene. Ed è quello che cerco di fare ogni giorno anche quando vi segnalo le mie belle esperienze con prodotti e servizi.

E’ AMBIENTALISMO. Quello sano, quello pragmatico.  Utile informare, denunciare, coinvolgere: ma per farlo non c’è bisogno di sbraitare. Intanto che il mondo cambia, è meglio spingere il cambiamento dolcemente cercando di far comprendere e non contrapponendosi in un muro contro muro. Certe forme di estremismi hanno creato nella maggior parte della gente la sensazione che gli ambientalisti siano un po’ matti e soprattutto utopisti. Nel mio piccolo cerco di salvare ecosistemi. Ma non lo faccio solo perché amo la natura. Quello è un fatto personale che non tutti condividono! Lo faccio soprattutto perché gli ecosistemi sono fonte di benessere solo se sani. Lo faccio perché tengo alla pelle e non penso che il mondo sia un posto poi tanto grande: l’Amazzonia scompare? Tutto il Pianeta, noi compresi ne soffriremmo. E molto. E’ puro egoismo… anzi ecocentrismo.

E’ ANIMALISMO. Adoro gli animali. Davvero. Mi affascinano, sono una fonte di gioia per me. Ma anche questo è solo un mio punto di vista. Non posso pretendere che milioni di persone amino gli animali, posso pretendere che li trattino bene e non li facciano soffrire. Posso lottare per interrompere la sperimentazione animale. Senza sbraitare o cercare di saltare al collo di chi non la pensa così: insisto sulle alternative, insisto con il ragionamento. Non dico a miliardi di persone: smettete di mangiare la carne, mostri! Dico: cominciate a mangiarne meno e meglio. Perché non fa bene abbuffarsi di carne e perché non fa bene all’ambiente. Per millenni gli uomini hanno sgozzato e torto colli, vi pare possibile cambiare uno stile di vita antico e globale in un batter di ciglia e arrabbiarsi se questo non accade? Questo è un capriccio da bambini. L’Ecocentrismo non fa i capricci.

L’Ecocentrismo è un percorso, un cammino fatto di conquiste e di conoscenza non di posizioni prese a priori e basato su un principio: ogni piccola abitudine se cambiata in milioni di persone ha un peso enorme. Non c’è bisogno che si sia tutti dei santi, inutile farsi violenza e fare violenza: i cambiamenti radicali creano persone intransigenti che prima del cervello usano la pancia.

L’Ecocentrico ci arriva piano piano e fa qualcosa solo quando la capisce. La ragione è dalla parte dell’ecologia e prima o poi ci arriveremo tutti. Alzi la mano chi è favore dello spreco del cibo, alzi la mano chi è a favore delle discariche (a meno che non ci si speculi ovviamente), alzi la mano chi ama lo smog e chi vorrebbe più cemento e meno verde… Ma per avere tutto questo in pochi sanno che basta fare piccoli passi e per di più uno alla volta, ricordando che per un ecocentrico è tutto ecosistema: lo è una barriera corallina, come lo è casa nostra, lo è una foresta come lo è il nostro stesso corpo. Sono ecocentrica perché mi voglio bene e mi piacerebbe essere circondata da gente che ogni giorno se ne vuole un po’ di più.

 

 

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