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Home»EcoNews»PFAS in assorbenti e tamponi: cosa dice davvero la ricerca tra pesticidi e microplastiche
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PFAS in assorbenti e tamponi: cosa dice davvero la ricerca tra pesticidi e microplastiche

PFAS, metalli pesanti e pesticidi negli assorbenti: cosa dicono davvero gli studi scientifici e perché la normativa europea è inadeguata.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino29 Aprile 20263 min lettura
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Donna dubbiosa che guarda assorbente femminile
FreePik

Secondo quanto diffuso da un rapporto pubblicato dall’ong francese Règles Élémentaires, i prodotti mestruali femminili sarebbero pieni di sostanze chimiche potenzialmente dannose per l’organismo; in particolare, assorbenti e tamponi conterrebbero residui di pesticidi, metalli pesanti, ftalati, PFAS e microplastiche. Una denuncia, quella dell’associazione, che punta il dito soprattutto verso la normativa europea che non classifica questi prodotti né come cosmetici né come dispositivi medici e quindi non impone alcun obbligo di trasparenza sulla loro composizione. Eppure, in media una donna utilizza tra i 5.000 e i 15.000 assorbenti nel corso della vita, tutti a diretto contatto con le zone più delicate del corpo, senza che la loro sicurezza venga mai testata.

Il problema è reale e pressante; tuttavia, per avere un quadro completo della situazione, è essenziale comprendere quello che ha effettivamente dimostrato il report e ciò che invece rimane ancora da chiarire. Per quanto riguarda la presenza di metalli pesanti in assorbenti e tamponi, le evidenze scientifiche sono solide. Uno studio del 2024 pubblicato su Environment International, rivista peer-reviewed tra le più autorevoli nel settore ambientale, ha analizzato 30 tamponi per 16 metalli diversi, tra cui piombo, arsenico, cadmio e mercurio. Sono state riscontrate concentrazioni misurabili in tutti i campioni esaminati e alcune rientrano nella categoria delle sostanze già classificate come potenzialmente dannose per la salute umana.

Prodotti mestruali
FreePik

Passando agli additivi plastici, a fare chiarezza è uno studio del 2025, condotto da un gruppo di ricercatori dell’IDAEA-CSIC di Barcellona e pubblicato su Environmental Science and Technology; i test effettuati su 41 prodotti mestruali, sia monouso sia riutilizzabili, segnalano in tutti i campioni la presenza di composti derivati dalla plastica, indipendentemente dalla tipologia di prodotto.

Il discorso sui PFAS è invece più articolato e complesso. Queste sostanze, definite “eterne” per la loro capacità di accumularsi nell’ambiente e nell’organismo senza degradarsi, sono state rilevate in alcuni prodotti mestruali, ma al momento non esiste ancora uno studio scientifico ufficiale e metodologicamente solido che ne quantifichi in modo definitivo la presenza e l’esposizione effettiva. Il dibattito, insomma, è aperto e la ricerca in corso. Del resto, non è la prima volta che i PFAS finiscono sotto la lente: sono stati rilevati anche in oggetti di uso quotidiano come la carta da forno.

Nel caso specifico degli assorbenti, ciò che deve essere ancora messo a fuoco è la combinazione tra le singole sostanze. Il problema è che i sistemi di valutazione del rischio tendono a esaminare i composti uno alla volta, ma l’esposizione reale avviene in modo diverso, con più sostanze contemporaneamente, anche a basse dosi e attraverso contatto costante. È questo effetto cocktail, e la sua potenziale interferenza sul sistema endocrino, immunitario e riproduttivo, a essere il centro delle prossime ricerche.

In questo senso, mancano studi in grado di valutare gli effetti a lungo termine di un’esposizione cronica. Il rapporto di Règles Élémentaires è sicuramente un primo passo, soprattutto per migliorare le normative nell’ambito dell’etichettatura, affinché le consumatrici scelgano in maniera informata quale sia il prodotto migliore per le proprie esigenze. La questione, inoltre, non si esaurisce solo nella salute individuale, ma si estende naturalmente anche all’ambiente. Molte delle sostanze individuate, infatti, contribuiscono a un inquinamento difficile da contrastare, se non attraverso regolamentazioni ben precise.

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