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Piano di cottura a gas, elettrico o a induzione: quale scegliere?

Tessa Gelisio, piano cottura

Quanto pesa il piano di cottura sui nostri consumi energetici e quale impatto ha sull’ambiente? Per gli appassionati di cucina che, come me, trascorrono molto tempo ai fornelli, queste domande saranno sicuramente balzate spesso alla mente. Soprattutto in questo periodo di crisi energetica, dove le tariffe sia dell’elettricità che del gas schizzano alle stelle e si cerca, quindi, di calmierare la bolletta. Proprio per limitare i consumi, in molti stanno pensando di cambiare i piani cottura per scegliere soluzioni più efficienti e anche più amiche dell’ambiente. Eppure, capire quale tecnologia installare in cucina è tutto fuorché semplice.

Classici fornelli a gas, piastre elettriche e piani a induzione: il mercato presenta oggi le più svariate alternative e scegliere quella che possa fare al caso nostro non è semplice. Per questo ho deciso di capirne di più, mettendo a confronto i vantaggi e gli svantaggi di queste tre alternative.

Piani di cottura tra tipologie, vantaggi e svantaggi

Come ho già anticipato, oggi esistono in commercio diverse soluzioni per cucinare: dal classico fornello a gas alle piastre elettriche, passando per i modernissimi piani a induzione. Tutte presentano dei vantaggi e degli svantaggi e, di conseguenza, operare una scelta non è semplice.

Fornello a gas

Piano cottura a gas

Il fornello a gas rappresenta la soluzione più diffusa all’interno delle case italiane e, ancora tutt’oggi, la più richiesta quando si acquista una cucina nuova. Collegati alla fornitura domestica di metano – o di GPL, dove la rete del metano non è disponibile. Ma quali sono i vantaggi di questa tecnologia, tanto da renderla così popolare?

  • Costo contenuto dell’impianto: i prezzi dei piani cottura a gas sono oggi estremamente bassi, tanto quattro fuochi di media qualità si trovano a meno di 300 euro;
  • Lungo ciclo di vita: con una corretta manutenzione, un piano a gas può durare anche vent’anni, poiché composto perlopiù da parti meccaniche e idrauliche;
  • Facilità d’installazione: ormai tutti i piani sono standardizzati, si adattano perfettamente a qualsiasi tipo di cucina e non vi sono intoppi nell’allaccio al metano;
  • Buona sicurezza: tutti i piani in commercio prevedono apposite sicure che interrompono automaticamente l’erogazione del gas in caso di spegnimento della fiamma.

Tuttavia, non mancano svantaggi anche importanti:

  • Efficienza limitata: nel trasferimento del calore, un piano gas raggiunge tra il 40 e il 60% di efficienza, a seconda della pentola e del fuoco utilizzato. Ciò significa che non viene sfruttato tutto il potere calorifico del gas;
  • Tariffe in crescita: un tempo molto economico, oggi le tariffe del metano sono quelle che più pesano sul caro-bolletta;
  • Necessità d’allaccio: scegliere una cucina a gas costringe a sottoscrivere un contratto di fornitura di metano, anche quando tutte le altre fonti energetiche della casa sono elettriche;
  • Scomodi da pulire: non è di certo un segreto, pulire un piano a gas non è impresa semplice. Dalle scomode griglie agli stessi fornelli, serve molta pazienza, olio di gomito e detergenti per rimuovere sporco incrostato oppure bruciato;
  • Impatto ambientale: non bisogna dimenticare come il metano non solo sia una fonte non rinnovabile, ma è anche un gas serra. Secondo uno studio pubblicato su Environmental Science & Technology, quando cuciniamo l’1.3% di gas si disperde in atmosfera. Questa porzione, sommata ai costi ambientali di produzione e distribuzione, solo negli Stati Uniti ha un impatto annuale pari a 500.000 automobili su strada.

Piano di cottura elettrico

Piano cottura elettrico

Il piano di cottura elettrico è un’alternativa tanto classica quanto il piano a metano. La tecnologia ha preso piede soprattutto a partire dagli anni ‘50 e oggi rappresenta lo standard domestico in Nord Europa, mentre in Italia non ha trovato una distribuzione così capillare. Oggi ne esistono tre tipologie diverse:

  • Piastra radiante: una resistenza elettrica scalda una piastra, solitamente in metallo oppure in ghisa, che a sua volta trasferisce il calore a pentole e padelle. Tra le tre, è l’alternativa più vecchia e meno efficiente;
  • Piano in vetroceramica: evoluzione del precedente, non si avvale più di piastre bensì di un piano di vetroceramica, che permette un trasferimento del calore più immediato e uniforme dalla resistenza alla pentola;
  • Piano alogeno: presenta sempre un piano in vetroceramica, ma non si avvale di resistenze elettriche bensì di speciali lampade alogene a luce infrarossa. Queste producono molto calore in tempi ridotti, aumentando l’efficienza della cottura.

Anche queste soluzioni presentano degli interessanti vantaggi, in particolare:

  • Costo contenuto dell’impianto: similmente al gas, anche i piani cottura elettrici sono ultimamente proposti a prezzi vantaggiosi, fatta eccezione per le soluzioni alogene, più costose;
  • Manutenzione: questi piani cottura richiedono pochi interventi di cura. La pulizia è immediata, trattandosi di una superficie piana in vetroceramica, mentre i guasti sono assai rari;
  • Elettrificazione della casa: per coloro che non si avvalgono del gas per il riscaldamento e l’acqua calda, installare un piano elettrico significa poter svincolarsi dalla fornitura di metano;
  • Sicurezza: tutti i piani in commercio prevedono sensori e sicure per evitare il surriscaldamento eccessivo delle piastre.
  • Possibilità di essere a zero emissioni: se si usa energia al 100% da fonti rinnovabili, sia autoprodotta – ad esempio con un impianto fotovoltaico – oppure affidandosi a fornitori anch’essi al 100% rinnovabili.

Fra gli svantaggi, invece, si elencano:

  • Efficienza ancora ridotta: sono migliori rispetto ai fornelli a gas nel trasferire il calore, ma sempre attorno al 65%;
  • Cambio di pentole e padelle: se si installa una piastra alogena, sarà necessario usare pentole e padelle dal fondo opaco. Quelle lucide, come acciaio e alluminio, hanno un effetto riflettente sulla luce emessa dalle lampade, che ne riduce l’efficienza;
  • Alti consumi energetici: oggi i piani elettrici classici sono la soluzione da cucina dai maggiori consumi energetici, più del gas e dei più moderni elettrodomestici a induzione.

Piano di cottura a induzione

Piano a induzione

Il piano cottura a induzione rappresenta l’evoluzione moderna della cottura elettrica. Anziché avvalersi di resistenze oppure di lampade alogene, il sistema a induzione sfrutta i campi magnetici per riscaldare le pietanze. Sotto alla superficie in vetroceramica sono infatti presenti delle speciali bobine che, per effetto dell’elettromagnetismo, trasferiscono calore a pentole e padelle. Si tratta di una tecnologia che offre diversi vantaggi:

  • Alta efficienza: è la soluzione che riscalda in modo più efficiente rispetto a gas e piani elettrici classici: raggiunge il 90%;
  • Tempi di cottura: proprio per la maggiore efficienza e la scarsissima dispersione di calore, i tempi di cottura si accorciano moltissimo, spesso si dimezzano a parità di pietanze;
  • Piastra fredda: poiché il calore è trasferito per magnetismo, la piastra in vetroceramica rimane fredda. Così facendo, si riduce la possibilità di scottarsi mentre si cucina;
  • Lunga durata: la manutenzione delle piastre a induzione è minima, si limita solo alla pulizia, e l’elettrodomestico ha cicli di vita di decenni.
  • Facilissimo da pulire: la piastra in vetroceramica può essere pulita in modo rapido e senza sforzo, basta un panno con acqua e aceto;
  • Emissioni zero: se si utilizza energia da fonti rinnovabili, autoprodotta con il fotovoltaico oppure affidandosi a fornitori che si avvalgono di energia al 100% rinnovabile.

Per quanto più efficiente, non mancano però gli svantaggi:

  • Pentole e padelle: si possono usare solo pentole e padelle in ferro o acciaio, l’induzione non funziona su ceramica, alluminio, pietra e rame, per le quali bisogna usare una piastra adattatore, da pochi euro. Questo diminuisce l’efficienza, ma ormai tutti i nuovi strumenti di cottura vengono immessi in commercio già compatibili con l’induzione;
  • Costi elevati dell’apparecchio: gli elettrodomestici a induzione sono fra i più cari sul mercato, l’equivalente di quattro fuochi a gas può richiedere cifre superiori ai 500 euro;
  • Alta potenza: per quanto i tempi di cottura siano ridotti, l’induzione raggiunge potenze di picco molto elevate, a volte tali da richiedere un aggiornamento dell’impianto superiore ai 3 kW classici a uso domestico.

Gas, elettrico o induzione: quale scegliere, quindi?

Piano cottura e risparmio

Spiegate le caratteristiche di ogni tecnologia, bisogna rispondere alla domanda iniziale: quale scegliere tra fornelli a gas, piastre elettriche o piani di cottura a induzione? Per farlo, non prenderò in considerazione solamente i consumi, ma anche l’impatto ambientale e la possibilità di recupero dei costi di aggiornamento della cucina.

Se ci si basa unicamente sui consumi e i costi di fornitura, fino al 2020 il fornello a gas rimaneva il più vantaggioso: qualche tempo fa Enea ha calcolato i costi di ogni tecnologia per 150 kWh consumati, pari a 29 euro per il gas, 103.50 euro per le piastre elettriche tradizionali, 94,70 euro per il piano elettrico in vetroceramica e 75 euro per l’induzione. Con la crisi del 2022 il gas è tuttavia sempre meno vantaggioso e, anche con la recente approvazione di tetti massimi ai costi della materia prima, rimarrà una fonte energetica dalle tariffe in crescita.

Non bisogna poi dimenticare come il fornello a gas impedisca di raggiungere la piena elettrificazione domestica che, a livello ambientale, si rivela più sostenibile rispetto all’uso del metano. Ovviamente, sempre che l’energia elettrica stessa venga prodotta sfruttando fonti rinnovabili.

Per quanto riguarda la cucina elettrica, in termini di consumi il piano a induzione è più vantaggioso in termini di utilizzo rispetto a piastre e lampade alogene. Il vantaggio è dovuto principalmente ai tempi di cottura: l’induzione necessita di una potenza più elevata, ma per periodi di tempo minori. Richiede però costi di installazione più elevati e, se necessario, anche una tariffa di 30-50 euro annuali aggiuntivi per passare a contratti superiori ai 3 kW (tipicamente almeno 4.5 kW).

Riassumendo, si può affermare che la scelta più green è sicuramente rappresentata dal piano a induzione poiché, oltre a dimezzare i tempi di cottura – e quindi limitare i consumi – può addirittura essere a emissioni zero. Questo se si sfrutta energia autoprodotta, come quella di un impianto fotovoltaico, oppure se ci si affida a fornitori terzi che producono energia da fonti al 100% rinnovabili. Anche il piano elettrico più classico può essere a zero emissioni, sempre avvalendosi di energia rinnovabile, ma tende a essere meno efficiente. Il gas non è invece una soluzione particolarmente ecologica, poiché si tratta non solo di una fonte non rinnovabile, ma anche inquinante. E nonostante sino a poco tempo fa è risultata la proposta più economica, non è detto che lo sia anche in futuro.

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