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Home»A tavola»Un cucchiaino di malessere: il lato amaro dello zucchero raffinato
A tavola

Un cucchiaino di malessere: il lato amaro dello zucchero raffinato

Tessa GelisioDi Tessa Gelisio25 Novembre 20144 min lettura
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FOTO_COVER

 

Diciamo addio allo zucchero raffinato: fa male a noi e all’ambiente. Ecco le alternative (di casa nostra) allo zucchero industriale. 

 

FOTO1_zucchero

 

Perché non consumare zucchero raffinato? I motivi sono molti se non moltissimi. Sembra che lo zucchero raffinato e i dolcificanti artificiali contribuiscano persino in vario modo ad accorciare la vita (alcuni recenti studi americani dicono addirittura del 20%). Mettere un po’ di dolcezza nella nostra vita può significare colpire cuore e cervello esattamente come se ci dessimo un po’ troppo dentro con l’alcol. La letteratura medica di questi ultimi anni è piena di riferimenti ai danni causati all’organismo dallo zucchero bianco. Danni che vanno al di là dell’obesità e del diabete di tipo 2 che derivano da un suo esagerato consumo. Non c’è di che stupirsene se si pensa a come avviene la raffinazione delle zucchero di barbabietola.

In sintesi: dalla barbabietola al cucchiaino o alla bustina, nei vari passaggi industriali, lo zucchero perde non certo il suo potere calorico quanto piuttosto buona parte del suo benefico contenuto in vitamine e sali minerali. E come potrebbe essere altrimenti? Partendo dal tubero il succo di barbabietola viene depurato con calce, trattato con anidride carbonica e persino con acido solforoso, decolorato con carbone e sbiancato con altri prodotti chimici alcune dei quali potenzialmente cancerogeni. Per assimilare un così buon prodotto, in più, il nostro organismo deve mettere in gioco oligo elementi fondamentali come il cromo e calcio (che così non è più disponibile per la costruzione di ossa e la struttura dei denti).

Anche all’ambiente lo zucchero non fa bene: oltre all’energia impiegata nella lavorazione industriale del prodotto, il 30% del peso del raccolto corrisponde a terreno agricolo prelevato dal campo insieme alle barbabietole: questo contribuisce all’erosione dei terreni coltivabili e alla dispersione di nutrienti di cui le nostre pianure sono semplicemente affamate. Ora, se lo zucchero raffinato, è davvero questa piaga bianca che si annida in alimenti e bevande, quando non siamo noi stessi ad aggiungerlo, esistono alternative?

La prima strategia vincente consiste nell’evitare il più possibile lo zucchero, a prescindere. Bevande zuccherate e dolciumi confezionati sono mine vaganti per la nostra salute. Tanto che gli americani, che hanno un serio problema con l’obesità, stanno riflettendo sul futuro di bibite e snack. Ma si possono cercare alternative. Nessuno si sogna di negarsi la dolcezza di tanto in tanto.

 

FOTO2_zucchero di canna

 

La scelta migliore in un bilancio ragionevole tra salute e ambiente sarebbe lo zucchero grezzo di canna bio equo solidale si trova ovunque ormai.

 

FOTO3_miele

Per chi decidesse di provare una vita sugar free (dolcificanti artificiali inclusi) si possono provare vere e proprie alternative. Come per esempio, il miele. L’”industria dell’alveare” non usa né calce, né anidride carbonica e il miele contiene saccarosio, glucosio e maltosio, fruttosio e destrosio. Nessuno può contestare il suo potere energetico e nemmeno dolcificante. Con moderazione (le calorie contano) può sostituire lo zucchero anche se non si presta molto alla cottura dei dolci…

FOTO5_riso

Il malto d’orzo e il succo di riso (nella foto qui sopra) contengono buone quantità di maltosio ma anche sali minerali e aminoacidi utili al nostro metabolismo, presentano un ottimo bilancio impatto ambientale-salute. Non sono dei super dolcificanti ma danno quel tocco di dolce che potrebbe mancarci dicendo no allo zucchero raffinato e, magari, anche al miele se fossimo vegan.

 

FOTO6_sciroppo di mele

 

Per chi cucina dolci e vuole fare senza zucchero di canna o raffinato e senza miele, lo sciroppo di mele può dimostrarsi un inaspettato ma efficace alleato. Più difficile da impiegare il succo d’uva che ha un gusto più invadente. Alcuni usano la polvere della pianta brasiliana Stevia, altri amano lo sciroppo d’acero, dolcificante tipico della cucina nord americana.

Ma la vera morale di questo articolo è la più antica di tutte: andateci piano con lo zucchero! Guadagnerete anni di vita!

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