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Gambe gonfie: quando diventa un problema

Prevenire e rimediare alla cattiva circolazione

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Uno dei disturbi più frequenti in estate è gonfiore e pesantezza a gambe e piedi: a chi non è mai capitato? Meglio non prenderlo sottogamba, però, perché è uno di quei segnali che la circolazione non è al top dell’efficienza.

Parliamo di uno degli apparati più vasti, di cui però si parla e si conosce poco (finché non cominciano i guai). Ma siccome io sono fermamente convinta che sia meglio prevenire che curare, ho fatto qualche domanda alla Dott.ssa Lidia Rota Vender, ematologa e Presidente di ALT onlus, che mi ha spiegato tutto con un’interessante metafora: «Pensiamo al tronco di un albero, che si ramifica in vasi sempre più piccoli per portare ossigeno e nutrimento a tutti gli organi.»

Il sangue scorre ininterrottamente nel nostro corpo, ma se trova ostacoli sulla sua strada questo processo si inceppa: «Le vene devono essere intere e sane. Se sono compresse da un eccesso di grasso, o si dilatano, come succede con il caldo, o sono poco elastiche (come nel caso delle vene varicose), la corsa del sangue viene rallentata.»

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Foto: www.tantasalute.it

Da qui i disturbi che conosciamo: gonfiori, crampi, formicolii, capillari in evidenza.
Se si tratta di semplici fastidi, possiamo combatterli con qualche accortezza, a partire dallo stile di vita, come la giusta alimentazione e un po’ di movimento.

La Dott.ssa Sofia Bronzato, Medico Nutrizionista, ci ha preparato qualche consiglio su cosa portare in tavola (e cosa abolire). «Vale sempre il suggerimento di limitare il sale, ma bisogna fare attenzione anche a quello nascosto, contenuto ad esempio nei cibi pronti; non tutti poi sanno che anche lo zucchero causa ritenzione idrica. Sì invece a frutta e verdura, soprattutto quelle ricche di acqua dal potere drenante (asparagi, cetrioli, zucchine, ananas) o di vitamina C (pomodori, albicocche), che rinforzano la parete delle vene. Così come quelle contenenti antociani, un potente antiossidante: lo trovate in tutti i frutti rossi, come ciliegie, mirtilli, lamponi. Anche gli antiossidanti del cioccolato fondente migliorano la circolazione.
Privilegiare poi i cibi ricchi di grassi buoni, come pesce azzurro, e vitamina E, come semi oleosi e frutta secca (le mandorle, ricche di magnesio, aiutano anche a combattere il gonfiore).
Al caffè meglio preferire il the verde e ricordarsi di bere tanta acqua, che oltre ad eliminare i liquidi in eccesso aiuta anche a fluidificare il sangue.»

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Foto: www.diredonna.it

Un aiuto in più, poi, può venire dalla natura. «In questi casi si ricorre ai cosiddetti vasculotropi, in grado di regolarizzare la circolazione, contenuti anche nelle piante: hamamelis virginiana, mirtillo, ippocastano, rosmarino. Con questi estratti si possono preparare dei bendaggi da fare sulla cute, oppure delle tisane da bere» consiglia Annamaria Previati, naturopata e titolare di BioStudioNatura. «Vanno bene anche tutte le tisane drenanti, perché depurano l’organismo; per il drenaggio si può anche fare un bagno con la torba. Un gel a base di ginkgo biloba può essere utile soprattutto per il tessuto connettivo, oppure si possono usare oli essenziali di agrumi o rosmarino per un massaggio; attenzione però, perché non sempre si possono fare: sono indicati per dolori muscolari o problemi linfatici, ma non per quelli venosi.
Uno dei trattamenti più utili è il Percorso Kneipp, ovvero la camminata attraverso vasche d’acqua con temperature diverse ; se non si ha la possibilità di andare alle terme, lo si può replicare anche a casa, alternando getti di acqua calda e fredda su gambe e piedi.»

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Foto: www.cure-naturali.it

La Dott.ssa Angela Maio, specializzata in omeopatia, punta tutto sulla prevenzione: «Io consiglio sempre una cura a base di ippocastano, sorbo e mirtillo in macerato glicerinato; 30 gocce ciascuno da assumere 3 volte al giorno, da un paio di mesi prima che arrivi il gran caldo fino a fine estate.»
Per rimediare, invece, «Sepia è utile soprattutto per varici e congestioni, Hamamelis per il gonfiore, Zincum metallicum se compaiono formicolii. Alnus glutinosa aiuta il drenaggio, mentre Vipera rinforza le pareti venose.»

Per migliorare la circolazione poi, si sa, il movimento è fondamentale. Per questo ho chiesto a Ioana Dunica, Personal Trainer, quali sono gli sport più indicati: «Le attività maggiormente consigliate sono la camminata a passo veloce, il nuoto, corsi in piscina come acqua fitness e andare in bicicletta (non nelle ore più calde della giornata!); va bene anche fare le scale, sollevando bene le ginocchia. Se siete in vacanza al mare, potete approfittarne per fare delle belle nuotate o delle salutari passeggiate in acqua: entrate in acqua fino alla vita e camminate per 10 minuti, alternando 10 passi sulle punte a 10 sui calcagni.»

Ecco invece qualche semplice esercizio da fare a casa, a piedi scalzi:

  1. In posizione supina o seduta, flettete le caviglie verso l’alto e poi estendetele verso il basso con movimenti lenti e molto ampi. Ripetete il movimento 10 volte.
  2. In posizione eretta, sollevatevi ripetutamente sulle punte dei piedi. 10 ripetizioni.
  3. In posizione supina o seduta, ruotate le caviglie alternativamente, prima verso destra e poi verso sinistra. Ripetete 10 volte.

Anche lo yoga può aiutare a ritrovare benessere e leggerezza. Ecco 2 posizioni (asana) che, se eseguite con costanza, contribuiscono a migliorare la circolazione, oltre ad essere un toccasana per rilassarsi a fine giornata e sciogliere le tensioni:

Viparita karani (semicapovolta), che va a migliorare la circolazione sanguigna degli arti inferiori aiuta a tonificare la muscolatura dorsale e a sciogliere le tensioni

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Halasana (aratro), che rafforza la colonna vertebrale e nel tempo contribuisce a migliorare la circolazione

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Mantenersi in forma può essere semplice, ma va ricordato che i disturbi della circolazione possono anche trasformarsi in seri problemi di salute, come la trombosi. Spiega la Dott.ssa Rota Vender: «Quando il sangue viene rallentato, da liquido diventa denso e può formare dei “tappi”, ovvero i trombi; nutrienti e ossigeno non arrivano a destinazione e le cellule dell’organo iniziano a morire. Oppure, dal trombo possono partire dei frammenti, gli emboli, che arrivando al polmone causano embolia polmonare, con conseguenze invalidanti se non letali.»

Quali sono i fattori di rischio? «Sicuramente fattori genetici, a cui si aggiungono sostanze come fumo, ormoni, alimenti grassi, oppure malattie infiammatorie acute e croniche; in alcuni momenti il sangue coagula di più, ad esempio in gravidanza, dopo un’ingessatura, con farmaci come i chemioterapici. Anche i lunghi viaggi in aereo, oltre le 4 ore, sono un rischio nelle persone predisposte, sia per la disidratazione che per la posizione scomoda.»

Non dimentichiamo però la cosa più importante. «Anche se le malattie da trombosi sono molto più diffuse di quanto si creda, possono essere previste, conoscendo i sintomi e i fattori di rischio, evitate, correggendo i fattori di rischio modificabili, diagnosticate e curate in modo appropriato e senza conseguenze, se vengono sospettate.»

Proprio per questo è nata ALT onlus: informare e prevenire. Come dice la Dottoressa, la prima prevenzione non sono i costosi esami diagnostici, siamo noi stessi con il nostro stile di vita.

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