
Non è di certo un segreto: dormire su un materasso pulito è essenziale sia per il comfort che per la salute. Ogni notte, infatti, si rilascia sudore e altri oli corporei, nonché cellule morte, che contribuiscono a un habitat ideale per acari, batteri e allergeni. Ma ogni quanto pulire i materassi? Molto dipende dalle condizioni dello stesso e dai materiali, tuttavia è importante farlo ricorrendo solo a rimedi ecologici che, oltre a essere rispettosi della salute, hanno un impatto ridotto sull’ambiente.
I batteri e i contaminanti sul materasso

Spesso ci si dimentica che il materasso è uno degli oggetti più utilizzati in casa: in media si trascorrono a letto otto ore al giorno, un terzo della vita. È quindi più che fisiologico che accumuli polveri, detriti cutanei, oli e contaminanti ambientali, che contribuiscono alla proliferazione di batteri e allergeni anche pericolosi.
Alcune ricerche condotte negli Stati Uniti hanno rivelato che un materasso di 7 anni può ospitare più di 16 milioni di batteri per pollice quadrato: sebbene non tutti siano dannosi per la salute, alcuni possono avere conseguenze negative per la salute. È il caso dei Dermatophagoides, ovvero i comuni acari della polvere, che possono rilasciare allergeni pericolosi per i soggetti ipersensibili.
In linea generale, nei materassi si può rilevare la presenza di:
- cellule morte e sudore, fino a 1,5 grammi al giorno per persona;
- batteri, funghi e muffe di varia specie;
- acari della polvere e allergeni vari;
- contaminanti ambientali, in particolare COV, dovuti sia all’esposizione negli ambienti domestici che rilasciati dallo stesso materasso, se trattato con impermeabilizzanti, schiume o polimeri plastici.
L’esposizione prolungata può determinare dermatiti da contatto, rash cutanei e reazioni allergiche e, nei casi più gravi, sintomi respiratori.
Ogni quanto pulire il materasso

Mantenere il materasso il più pulito possibile è essenziale per dormire bene, ma ogni quanto è necessario intervenire? Non esistono tempistiche univoche, perché molto dipende sia dai materiali dello stesso – le fibre naturali tendono ad accumulare meno detriti e batteri rispetto a quelle sintetiche – che da fattori legati al proprio organismo, come i livelli di sudore.
In linea generale, gli esperti consigliano una pulizia profonda almeno ogni 6 mesi, tuttavia si può adottare una routine più regolare, per evitare inutili rischi:
- ogni giorno è bene arieggiare la stanza e lasciare il letto sfatto per almeno 2-3 ore, con il materasso in evidenza, per disperdere l’umidità;
- settimanalmente è utile aspirare la superficie del materasso;
- ogni due settimane è bene lavare il coprimaterasso e controllare che non vi siano macchie sul materasso stesso;
- mensilmente si procede all’eliminazione delle macchie superficiali sul materasso;
- ogni cambio di stagione è utile dedicare del tempo alla pulizia profonda di tutto il letto.
I rimedi ecologici per pulire il materasso
La pulizia del materasso si esegue in due momenti distinti: l’aspirazione delle polveri e degli eventuali detriti cutanei e l’eliminazione delle macchie. Per farlo, è indispensabile utilizzare rimedi ecologici, o detergenti specifici ecobio, al fine sia di ridurre l’impatto ambientale che potenziali conseguenze sulla salute. Non bisogna infatti dimenticare che il materasso presenta materiali assorbenti, quindi eventuali detergenti sintetici allergizzanti – come i profumi dei detersivi – potrebbero penetrare in profondità, per poi essere lentamente rilasciati nel tempo.
Come arieggiare e aspirare il materasso

Il primo indispensabile passaggio è arieggiare quotidianamente il materasso. Questa operazione riduce infatti l’umidità assorbita con il sudore, che rappresenta uno dei fattori che più alimenta la proliferazione batterica. Ideale è lasciare scoperto il materasso per 2-3 ore o, meglio ancora, esporlo alla luce solare: i raggi UV del sole sono molto efficaci nel ridurre le colonie batteriche sulla superficie.
Almeno una volta a settimana il materasso deve essere aspirato, preferibilmente utilizzando un’aspirapolvere con filtro HEPA, in grado di trattenere acari, polveri e detriti. In assenza, sostanze e microorganismi pericolosi potrebbero essere nuovamente rilasciati nel pulviscolo, per poi ricadere nuovamente sul materasso.
Con cosa pulire il materasso

Sono diversi i rimedi naturali, o comunque a basso impatto ambientale, che si possono usare per pulire efficacemente il materasso. In particolare:
- il bicarbonato, per quanto non abbia funzioni igienizzanti, è ottimo per assorbire odori e umidità in eccesso. Si può cospargere in modo generoso sulla superficie del materasso, lasciare agire circa un’ora – o anche tutto il giorno – e poi rimuovere con l’aspirapolvere;
- il percarbonato di sodio è ideale per macchie organiche, come quelle di sudore. Basta sciogliere uno o due cucchiai in acqua calda – almeno 40 gradi – immergere un panno in cotone assorbente e tamponare le aree colpite. Si lascia quindi agire per circa 15-30 minuti, dopodiché si aspirano eventuali residui di polvere e si procede con un’asciugatura naturale;
- l’acqua ossigenata, ovvero il perossido d’idrogeno, rappresenta un rimedio utile per rimuovere le macchie più ostinate, sempre di origine organica, accumulate nel tempo. Si versa direttamente sulla superficie del materasso, si lascia agire qualche minuto – tendenzialmente, quando la soluzione smette di produrre bollicine e schiuma – e si lascia poi asciugare naturalmente;
- il Tea Tree Oil è infine l’alleato ideale per eliminare ospiti indesiderati: diversi studi dimostrano infatti che, utilizzato sulla superficie del materasso, riduce la proliferazione batterica, limita la crescita delle muffe e distrugge le spore di molte specie di funghi.
In definitiva, la corretta pulizia del materasso è essenziale per un sonno confortevole: farlo è molto semplice, grazie a rimedi naturali efficaci, economici e, soprattutto, ecologici.