
Il microonde è un elettrodomestico ormai indispensabile in cucina: permette di riscaldare il cibo in un attimo e velocizzare la cottura dei cibi e, per ricette molto veloci, è anche utile per abbattere i consumi energetici rispetto al classico forno. Eppure, nonostante sia ormai diffusissimo, non tutti ancora utilizzano contenitori adatti a questo apparecchio. I più diffusi sono certamente quelli in plastica, che tuttavia presentano dei profili di rischio contaminazione da non sottovalutare e, fatto non meno importante, hanno un impatto ambientale elevatissimo. Ma quali sono le alternative?
I problemi della plastica nel microonde

Non si può dire non sia comoda, anche perché disponibile nelle più svariate forme e dimensioni, così da adattarsi a ogni esigenza in cucina. Eppure, la plastica non rappresenta il miglior materiale per l’utilizzo del microonde.
Innanzitutto, è necessario sapere che non tutte le tipologie di plastica possono essere utilizzate nell’apparecchio: le cosiddette “microwave safe” sono solo il polipropilene (PP), il polistirene (PS) e il polietilene tereftalato (PET), perché resistono al calore senza deformarsi facilmente. Dopodiché, la plastica porta con sé dei rischi da non sottovalutare:
- la migrazione di sostanze chimiche nei cibi, come ftalati, bisfenolo A (BPA) e ritardanti di fiamma bromurati. Si tratta di noti interferenti endocrini e, in alcuni casi, anche cancerogeni: secondo alcuni studi, 5 minuti di microonde possono comportare la migrazione di ben 534.000 particelle dannose;
- il rilascio di microplastiche e nanoplastiche, a causa del calore e delle onde elettromagnetiche, che ne favoriscono il distacco.
L’ingestione di residui chimici e plastici può comportare disturbi all’apparato endocrino e alla fertilità, al contempo danneggiando la corretta funzionalità dei reni. Non è però tutto, poiché oltre alle questioni di salute vi sono anche quelle ambientali: i contenitori di plastica, soprattutto se usa e getta, rappresentano oggi la principale forma di inquinamento ambientale e degli ambienti marini.
I materiali sani ed eco-friendly per il microonde
Al fine di ridurre la propria impronta ambientale, così come anche i rischi per la salute, bisognerebbe evitare di ricorrere alla plastica per il microonde, preferendo invece altri materiali. Il tutto ricordando che questo elettrodomestico non è compatibile con la gran parte dei metalli a uso domestico, per via del suo funzionamento elettromagnetico.
Il vetro temperato per il microonde

Una delle migliori soluzioni per il microonde è rappresentata dal vetro temperato, come ad esempio il pyrex: materiali appositamente pensati per resistere alle alte temperature, il tutto senza porosità, riducendo quindi l’assorbimento di odori e macchie.
Il vetro è completamente inerte, non rilascia sostanze tossiche e può essere facilmente riciclato senza perdere qualità, anche se per pyrex e vetro temperato vi sono percorsi di recupero diversi rispetto alla classica raccolta del vetro, dedicata solo agli imballaggi. Inoltre, ha un basso impatto ambientale sul lungo periodo.
La ceramica, purché senza piombo

Anche la ceramica rappresenta un materiale perfetto per l’utilizzo nel microonde, anche perché molto resistente al calore e priva di sostanze che possono facilmente migrare nei cibi. È però fondamentale verificare come sia stata prodotta:
- alcune ceramiche possono contenere metalli pesanti, come ad esempio il piombo, quindi è sempre necessario acquistare prodotti certificati come “lead free”;
- alcune vernici sintetiche possono rilasciare COV nel tempo, anch’essi dei pericolosi interferenti endocrini, oltre che inquinanti interni.
La ceramica tradizionale è invece del tutto sicura: viene realizzata a partire da risorse naturali, come l’argilla, ed è completamente biodegradabile al termine del suo ciclo di vita.
La comodità del silicone alimentare

Altro alleato per le ricette al microonde è il silicone alimentare, purché di elevata qualità: può infatti facilmente resistere al calore, fino a 220 gradi centigradi.
Lavabile, flessibile e riutilizzabile, ha un impatto ambientale decisamente minore rispetto alla plastica e tende a non rilasciare sostanze nei cibi, a meno che non siano stati impiegati coloranti poco sicuri. Per questa ragione, è sempre indicato scegliere silicone alimentare privo di colorazioni artificiali e, in ogni caso, controllare le certificazioni presenti sulla confezione.
Bambù e legni derivati

Infine, è utile sapere che esistono delle varietà di bambù – o di bagassa, ovvero una fibra legnosa ricavata dalla canna da zucchero – perfettamente resistenti al microonde, spesso impiegati per la cottura al vapore.
Abbastanza malleabili e del tutto riutilizzabili, questi contenitori presentano un impatto ambientale ridotto: le piante di origine crescono molto velocemente, spesso con un’impronta idrica non eccessiva. Tuttavia, bisogna prestare attenzione alle modalità di produzione: è infatti indispensabile che il legno non sia stato esposto a grandi quantità di pesticidi, che potrebbero essere rilasciati nel cibo nel tempo.
In definitiva, il microonde è un alleato irrinunciabile in cucina: per usarlo al meglio, e soprattutto senza rischi, bisogna però scegliere i contenitori giusti.