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Home»Provato per voi»Dado vegetale: quando è da evitare
Provato per voi

Dado vegetale: quando è da evitare

Adriano MarianiDi Adriano Mariani20 Settembre 20164 min lettura
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Gli ingredienti nascosti che non fanno bene a cucina e salute

2.dadi vegetali in commercio - FullSizeRender

Il dado è uno dei condimenti più usati. In effetti è molto comodo, non solo per fare il brodo: lo prendi, già pronto, e lo butti in padella; qualunque piatto, anche quelli non particolarmente elaborati, diventano subito più saporiti.

Ma come spesso accade, ogni medaglia ha il suo rovescio: non tutti i prodotti sono proprio salutari. La maggior parte dei dadi è base di glutammato, un esaltatore di sapidità già bandito dagli alimenti per l’infanzia ma forse non del tutto innocuo, secondo molti studi, neanche per gli adulti. Intanto non è un ingrediente naturale, ma di sintesi chimica; inoltre il suo consumo viene spesso associato a intolleranze e allergie, con sintomi come tachicardia, nausea, mal di testa, arrossamenti, asma.

Inoltre, spesso il secondo ingrediente dei dadi sono i grassi, quasi mai “buoni”; per finire, solitamente sono anche ricchi di sale, e grosse quantità di questo alimento fanno tutt’altro che bene alla salute. Insomma, il dado vegetale non è per forza più sano e leggero.

Vi siete mai chiesti cosa contengono i prodotti sugli scaffali dei supermercati e che finiscono spesso nelle nostre cucine? Io sì: leggete qui, forse rimarrete sorpresi.

 

STAR – Il mio dado – vegetale -30% sale (€ 1,30 / 10 dadi)

star

La confezione attira: un bel po’ di sale in meno! In realtà, resta comunque il primo tra gli ingredienti, presente al 38% del prodotto; di seguito troviamo grasso vegetale di palma e glutammato. Zucchero, verdure al 6%, spezie e aromi, che indicati così sono artificiali. Cominciamo male, non solo per gli ingredienti, ma soprattutto per la “ecofurbata”.

 

KNORR – Vegetale (€ 2,09 / 10 dadi)

knorr

Anche questo fa la sua bella figura in etichetta: niente conservanti né grassi idrogenati, pochi grassi… leggiamo gli ingredienti. Primo fra tutti il sale, al 42%, poi grassi vegetali tra cui quello di palma (e fa poca differenza se è idrogenato o meno). Seguono il glutammato, appena il 4% di verdure, spezie, zucchero, aromi e destrosio, un altro zucchero. Complimenti, ci avevo quasi creduto.

 

DIALBRODO – Classico (€ 3,50 / 250 g)

dialbrodo

Il sale è al primo posto tra gli ingredienti, segue poi il glutammato; le verdure sono solo l’8%. L’unico grasso è olio di semi di mais e non sono presenti altri ingredienti chimici, ma l’inizio con sale e glutammato non è dei migliori.

 

PORTA DEL SOLE – Brodo granulare vegetale (€ 1,60 / 250 g)

porta del sole

Anche qui il primo ingrediente è il sale (ben 62 g in 100 g di prodotto!), seguito dal glutammato. Le verdure sono un 6%, poi ci sono zucchero e proteine della soia e del mais. Anche in questo caso non ci sono grassi, ma c’è comunque troppo sale ed è un prodotto a base di glutammato; inoltre, soia e mais (se non europei) non sono proprio ingredienti ecocentrici.

 

FERIOLI – Brodo di verdure 7% (€ 1,27 / 10 dadi)

ferioli

Viene presentato come la “versione salutistica”: senza glutammato, a base di verdure, olio extravergine italiano… poi ti soffermi a leggere l’etichetta e trovi il sale in prima posizione (ben il 49% del totale degli ingredienti) e subito dopo l’olio di palma. In fondo verdure e olio evo, con un misero 1%! Non c’è glutammato ma per il resto non è molto diverso dagli altri: tipico specchietto per le allodole…

 

Attenzione quindi con i dadi industriali, soprattutto quelli che sembrano super salutari…

Il mio consiglio: prepararlo da sé! Ci sono molte ricette, semplici e veloci: almeno avrete la certezza di utilizzare ingredienti di qualità, e non coprirete i vostri piatti con sapori artificiali!

Se poi la pigrizia è così dura da combattere, si possono cercare prodotti buoni e sicuri per la salute… lo farò anch’io e presto vi racconterò cos’ho trovato!

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