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Acqua del rubinetto: “l’ultimo miglio”

Dalle analisi dell’acqua fino ai sistemi di filtraggio, ecco quello che c’è da sapere

Continua il nostro viaggio nel complesso mondo dell’acqua di rete. Qualche settimana fa, parlando con Andrea Aliscioni, direttore della Divisione Servizio Idrico Integrato di MM S.p.A., società di ingegneria che gestisce l’acquedotto del Comune di Milano, abbiamo scoperto che “l’acqua del sindaco” è sana, sicura e super controllata grazie ai numerosissimi test che vengono effettuati con regolarità ed efficienza dai gestori dei servizi di rete. L’unico problema che potrebbe compromettere la salubrità dell’acqua è rappresentato dal cosiddetto “ultimo miglio”, ovvero l’ultimo tratto di viaggio che l’acqua compie dal contatore per arrivare al rubinetto di casa, attraverso le tubature, e che potrebbe causare cessione di metalli pesanti o proliferazione batterica. 

Il dottor Aliscioni, durante la nostra chiacchierata, ha consigliato, se abbiamo dubbi, di effettuare delle analisi in grado di rilevare la presenza di tutti quei parametri come rame, ferro, nichel, cadmio, cromo totale, piombo, che potrebbero alterare qualitativamente l’acqua, se ci troviamo di fronte a vecchie tubature o non mantenute correttamente. Ma anche di andare ad indagare sulla componente batterica, con analisi su legionella o pseudomonas aeruginosa, batteri che potrebbero creare problemi sia agli impianti che alla salute.

Ma ci sono altri elementi da tenere in considerazione per conoscere appieno tutte le caratteristiche dell’acqua del nostro rubinetto, così da fugare ogni dubbio? L’ho chiesto a Fabrizio De Mattia, fondatore e CEO di FEM2-Ambiente Srl, spin-off dall’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che, tra le tante attività, effettua anche analisi sulle acque nelle abitazioni private. FEM2-Ambiente fornisce un servizio di analisi dell’acqua di rubinetti, pozzi e sorgenti che permette di verificare il rispetto dei requisiti di potabilità e di conoscere le caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche dell’acqua. Nei pacchetti di analisi sono inclusi i parametri più importanti ai quali se ne possono aggiungere degli altri in base alle caratteristiche del proprio impianto. Insomma un servizio semplice, veloce e disponibile su tutto il territorio nazionale, che ho testato personalmente. 

Qui la videointervista 

Secondo quanto mi ha raccontato Fabrizio De Mattia, tra le richieste più classiche quando si decide di indagare sulla qualità dell’acqua di rubinetto c’è sicuramente il trittico durezza, residuo fisso e conducibilità. La durezza dell’acqua per la maggior parte delle persone è sinonimo di calcare, ma questo parametro ci indica anche il contenuto di sali di calcio e magnesio presenti nell’acqua, due nutrienti fondamentali che favoriscono importanti funzioni vitali per il nostro organismo, tanto da essere stati riconosciuti come fattori di protezione per le malattie cardiovascolari (a questo proposito vi lascio un documento, se volete approfondire l’argomento). Il calcio è inoltre utile per contrastare l’osteoporosi, soprattutto nelle persone anziane. E’ altresì vero che un’acqua troppo calcarea potrebbe non essere l’ideale per quelle persone che hanno una predisposizione alla formazione dei calcoli. Residuo fisso e conducibilità sono invece, parametri che ci indicano il quantitativo di sali minerali disciolti nell’acqua, la loro concentrazione può influire sulla salute, per questo è importante valutare caso per caso.  Altri elementi che possono essere oggetto di analisi sono nitriti e nitrati: i primi ad esempio, possono essere generati ad opera di batteri nelle tubature zincate. E ancora il sodio, elemento che nelle giuste quantità fa bene, ma se si soffre di ipertensione potrebbe costituire un problema. E infine il pH che rappresenta uno dei parametri indicativi per il monitoraggio della qualità dell’acqua, dicendoci quanto è acida o basica la nostra acqua. Il pH dovrebbe essere neutro, ma ci sono dei casi in cui i batteri vanno ad alterare questa neutralità, compromettendo il giusto equilibrio tra sapore, odore e trasparenza dell’acqua. 

  • A questo punto, fatte le analisi, quali sono gli scenari che potrebbero presentarsi?

Se i test ci dicono che la nostra acqua è sana, ma vogliamo eliminare il fastidioso sentore di cloro o abbassare la durezza dell’acqua, prima di imbarcarci in costosissimi sistemi di filtraggio, possiamo optare per sistemi di trattamento come quello a carboni attivi in grado di bloccare cloro, odori fastidiosi e cattivi sapori che l’acqua può avere. E’ sempre bene ricordare che il cloro non sempre viene usato per la disinfezione delle acque, quando questo avviene, si utilizza in quantità veramente minime e ininfluenti per la salute. Ha inoltre il vantaggio di essere un composto estremamente volatile, e come dicevamo anche la scorsa volta, basterà far decantare l’acqua in una brocca per pochi minuti e la fastidiosa sensazione di cloro andrà via.

Circa la durezza invece si può optare per un sistema a scambio ionico, il classico addolcitore utilizzato nei condomini, un sistema che permette la sostituzione degli ioni di calcio e magnesio con gli ioni del sodio evitando così la formazione del calcare. Però anche in questo caso dobbiamo fare attenzione: se l’addolcitore lavora troppo potremmo trovarci di fronte ad acque distillate, quindi private di tutti gli elementi che servono all’organismo, ma soprattutto, alla lunga, potrebbero creare squilibri cellulari. Inoltre quest’attività di scambio di ioni potrebbe portare ad un accesso di sodio presente nell’acqua, dannoso soprattutto per le persone che soffrono di pressione alta. 

  • Quali sono le soluzioni da adottare in caso di presenza di metalli pesanti?

Per questo tipo di problematica si entra nel grosso gruppo dei sistemi a microfiltrazione, ultrafiltrazione, nanofiltrazione fino ad arrivare all’osmosi inversa. Tutti questi sistemi sono composti da membrane filtranti, più o meno spesse, in grado di bloccare e ridurre la presenza di metalli pesanti contenuti nell’acqua. L’osmosi è sicuramente il sistema più funzionale per affrontare questo tipo di problematica, ma in alcuni casi è anche il più eccessivo, perché oltre a bloccare le sostanze nocive, blocca anche i sali minerali. Quando si sceglie quest’opzione di filtraggio, è molto importante fare una corretta taratura degli elementi che andiamo a togliere dall’acqua, magari puntando su quei sistemi in grado di rifornire all’acqua il giusto quantitativo di sali minerali evitando così di questa diventi distillata. 

  • E se dovessimo avere invece, problemi di proliferazione batterica?

In questo caso possiamo agire in due modi: il più complesso, ma anche il più sensato, è quello di chiedere una disinfezione dell’impianto idrico al proprio amministratore di condominio. Altrimenti si possono adottare dei sistemi antibatterici come gli ioni d’argento, il classico cloratore che va a immettere cloro (in maniera tarata, ovviamente) nell’acqua per abbattere la carica batterica oppure si può optare per le lampade UV, un sistema di raggi ultravioletti che va a sterilizzare l’acqua e a eliminare gli elementi patogeni.

Niente più scuse quindi, possiamo dire finalmente addio all’acqua in bottiglia e iniziare a bere l’acqua del rubinetto, naturalmente dopo averla controllata fino in fondo!

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