Animali selvatici: come aiutarli durante l’inverno
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Animali selvatici: come aiutarli durante l’inverno

Ecco come rendere la stagione invernale meno rigida anche per loro

L’inverno è una stagione ostica per gli animali che vivono all’aperto, perché possono trovare difficoltà nel recuperare cibo e ripararsi dal freddo. Per alcune specie di animali selvatici, in particolare gli uccelli, procacciarsi acqua pulita e soprattutto cibo può essere un’incognita quotidiana, perché il freddo mette a riposo erbe e germogli, gli alberi sono spogli e molti insetti vanno in letargo o muoiono. Aiutare questa tipologia di animali selvatici è un’azione facile e immediata, a costo contenuto ma che può fare la differenza per la loro sopravvivenza. 

Ho chiesto a Francesca Manzia, responsabile del Centro recupero fauna selvatica Lipu di Roma, qualche consiglio utile per rendere meno duro il periodo invernale anche per loro: “Ci sono alcune tipologie di uccelli che patiscono particolarmente l’arrivo dell’inverno, piccoli volatili cittadini come gli insettivori (il pettirosso, la cinciallegra, la cinciarella, il codirosso) o i granivori (i passeri, i cardellini, i fringuelli, i verdoni, i verzellini) che, con il calo delle temperature, potrebbero davvero avere problemi a recuperare il cibo necessario, sia per questioni naturali legati alla reale assenza di cibo durante la stagione invernale, sia per questioni ambientali (di cui noi umani siamo la principale causa) che molto spesso mettono a dura prova la loro sopravvivenza. In questi casi, quello che possiamo fare è:

  • Installare una mangiatoia in giardino, sul balcone di casa o comunque in un luogo al riparo da possibili predatori con una ciotolina di semi, frutta secca, come noci, mandorle e nocciole, o graniglie miste, alimenti contenenti grassi buoni, preferibilmente naturali, facili da assimilare e da riconoscere. In commercio esistono anche delle palline create con semi e grasso, che aiutano gli uccelli a superare l’inverno grazie ad un alimento completo contenente vari tipi di semi, mais, grano, calcio e grasso di origine animale come lo strutto. Solitamente sono racchiuse in una rete e si possono appendere facilmente all’albero in giardino. In dosi veramente minime potrebbero andar bene anche dolci ricchi di burro come pandoro e panettoni. Ideali per gli insettivori sono anche i “cilindretti” da appendere ai rami, a base di mais, arachidi, avena ed insetti disidratati.
  • L’acqua è fonte primaria di vita per chi vive all’aperto e, nonostante l’abbondanza di neve e freddo, potrebbe essere complicato recuperarla. Lasciare una ciotolina di acqua tiepida e pulita, avendo cura di cambiarla ogni giorno perché il freddo può ghiacciarla.
  • Assicurarsi che la mangiatoia sia sempre pulita. 
  • Non mischiare il cibo vecchio con del cibo nuovo, così da evitare la formazione di muffe che potrebbero rivelarsi pericolare per i piccoli volatili, provocando delle intossicazioni.
  • In ultimo, ma sempre molto importante da ricordare, a parte questi piccoli casi eccezionali, gli animali selvatici non hanno bisogno di essere nutriti, per natura sapranno sempre come procacciarsi il cibo. La mangiatoia deve essere solo un’integrazione al cibo che naturalmente procacciano da se, non deve rappresentare in nessun modo la loro unica fonte di sostentamento. Anche ricci e scoiattoli, che sono tra gli animali selvatici “più cittadini”, riescono comunque a trovare il cibo di cui hanno bisogno anche nei periodi freddi. Interferire con la natura selvatica di questi animali è comunque errato, molto spesso la nostra sensibilità ci spinge a pensare di nutrirli perché pensiamo che siano in difficoltà, ma in natura è normale esserlo, perchè è proprio su questo che si basa la selezione naturale: essere in grado di procurarsi il cibo da soli per assicurarsi la sopravvivenza. 

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