Punto di vista

Che razza di uomo sei?

Le prove della scienza che smentiscono l’esistenza di razze

Se seguite l’attualità, avrete notato che il concetto di razza viene utilizzato molto spesso. Razzismo e discriminazioni sono problemi antichi quanto il mondo, ma negli ultimi anni, con l’avvento delle ondate migratorie, sono tornati con prepotenza alla ribalta.

Sentir parlare di razza bianca porta immediatamente alla mente Hitler e l’Olocausto, che è costato la vita a 6 milioni di ebrei, considerati una razza invece che una comunità religiosa; se però allora queste teorie di odio e supremazia potevano trovare terreno fertile, oggi, più di 70 anni dopo, abbiamo la scienza dalla nostra parte: e nella scienza moderna, non c’è nulla che dimostri l’esistenza delle razze.

Proprio per questo, un gruppo di scienziati (medici, biologi, antropologi), supportati da istituzioni come la Fondazione Veronesi e la società Merck, ha organizzato una raccolta firme da presentare al Parlamento italiano per eliminare il riferimento alla razza dalla Costituzione: lo ritengono motivo di discriminazioni, oltretutto senza fondamento scientifico.

Ho voluto approfondire l’argomento con il portavoce di questa iniziativa, il Prof. Carlo Alberto Redi dell’Università di Pavia, genetista e accademico dei Lincei, autore del libro “No razza, sì cittadinanza”, che sostiene: «Va eliminato perché altrimenti rafforza la convinzione che esistano razze umane. È vero che non cancella il problema del razzismo, ma questo si combatte con la giusta informazione scientifica.»

E proprio per fare informazione, scopriamo perché finora ci siamo sempre sbagliati classificando la specie umana in “razze” basandoci più che altro su semplici differenze estetiche.

COSA SIGNIFICA SPECIE E COSA SIGNIFICA RAZZA?

Foto: www.ideegreen.it

«Le specie sono gruppi vegetali o animali i cui individui si possono riprodurre tra loro; le razze sono come delle “sottocategorie”, ma esistono solo in alcune specie, ad esempio nei cani (create però dall’uomo nei secoli, selezionando alcune caratteristiche genetiche).
Per molto tempo, fino a circa 30 anni fa, c’era la convinzione che esistessero anche nella specie umana, pensando che fossero determinate da alcune caratteristiche fisiche, come il colore della pelle.»

PERCHÉ NON SI PUÒ PARLARE DI RAZZE NELLA SPECIE UMANA?

Foto: www.studiarapido.it

«Perché questa teoria si è rivelata infondata: nonostante i numerosi studi nel campo della genetica, non si è mai trovata una caratteristica specifica in chi ha la pelle scura o chiara, non esiste il gene che fa la pelle nera. Non si può insomma dividere la specie umana in categorie basandosi su differenze genetiche, come avviene invece per i cani.»

SI POSSONO CREARE LE RAZZE PER PROVENIENZA GEOGRAFICA?

Foto: www.galileonet.it

«Nemmeno, perché lo studio del genoma dimostra che noi esseri umani condividiamo il 99% del DNA con quello delle scimmie antropomorfe e che il DNA può essere molto diverso anche tra persone della stessa popolazione di origine geografica.
Cito come esempio l’esperimento dei biologi James Watson, Craig Venter (americani di origine tedesca) e il collega asiatico Seong-Jin Kim, che hanno analizzato il proprio DNA; ebbene, i due più diversi tra loro erano proprio quelli dei due americani entrambi di origine europea!
A volte ci sono meno differenze con qualcuno di lontano che non con i nostri vicini di casa, e ne sono prova le numerose vite salvate grazie a trasfusioni di sangue e organi che viaggiano da un continente all’altro, risultando comunque compatibili.
Insomma, non si riesce a dimostrare in nessun modo l’esistenza di razze nella specie umana

DISCENDIAMO TUTTI DALLO STESSO GRUPPO DI ANTENATI

Foto: www.thewpwire.org

Sapete perché la biologia dimostra che siamo così simili dal punto di vista genetico? Perché i nostri antenati sono gli stessi. «La specie Homo sapiens è nata circa 150-175 mila anni fa in Africa, e da allora ci sono sempre state ondate migratorie verso altri continenti come Europa o Asia: quella attuale non è che l’ultima

Tra noi e queste o altre popolazioni non esistono disuguaglianze cognitive o intellettive, solo differenze estetiche che sono semplicemente frutto dell’adattamento alle condizioni ambientali: «Il DNA di chi è bianco e di chi è nero è uguale, ma vivendo in ambienti in cui c’è tanto sole la pelle produce più melanina. Allo stesso modo è un adattamento la capacità di digerire il latte, acquisita per selezione dalle popolazioni che già in tempi preistorici vivevano di allevamento di mucche: si tratta di sopravvivenza.»

 

L’unico significato della parola razza, oggi come nell’epoca in cui è stata coniata, è quello discriminatorio: la storia racconta che sia sempre stato usato per denigrare, soggiogare o isolare il gruppo di persone più deboli.

«Proprio perché questo termine viene usato da troppo tempo in modo improprio, vogliamo che venga eliminato. È un gesto simbolico ma aiuterà a comprendere che non esiste alcun carattere che permetta di classificare gli umani. Siamo una sola grande famiglia di individui: umani senza razze!»

Come rispondereste alla domanda che dà il titolo a questo articolo? Io vi cito una famosa frase di Einstein: “Appartengo all’unica razza che conosco, quella umana”.

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