Filiera 2.0: Le adozioni a distanza
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Filiera 2.0: Le adozioni a distanza

Esperienze virtuose per salvaguardare l’agricoltura e il territorio

Comprare direttamente dai produttori è sempre la scelta migliore, perché si accorcia la filiera così come le distanze tra produttore e consumatore con un guadagno per entrambe le parti. E’ su questa base che nascono le tante iniziative di adozioni a distanza lanciate da piccole aziende agricole, un modo per instaurare un rapporto diretto col consumatore in una filiera che sulla trasparenza fonda la sua qualità. Questo porta vantaggi per ambo le parti: il consumatore ha la garanzia di acquistare prodotti a un prezzo equo e una qualità dei prodotti decisamente migliore, difficilmente trovabile tramite altri canali, mentre il produttore, ha la certezza che quanto produce sarà venduto, senza correre il rischio di essere sfruttato dai meccanismi della grande distribuzione, che porta inevitabilmente ad abbassare la qualità e i costi di produzione. Le adozioni per sostenere le aziende agricole, ricevendo in cambio prodotti biologici, genuini e di sicura provenienza, sono diventate ormai la nuova frontiera del consumo: si possono adottare pezzi di orto, coltivarlo da sé o farlo coltivare, una pecora e seguirla nelle varie fasi dell’allevamento o magari partecipare attivamente al processo produttivo dell’azienda attraverso il web. Esperienze creative e virtuose messe in campo dai nuovi imprenditori agricoli, tra cui spiccano proprio le tante iniziative di adozione a distanza, utilizzate dai giovani manager agricoli per risollevare le sorti delle loro piccole aziende e salvaguardare così l’agricoltura del territorio e l’ambiente! 

Eccone alcune:

AdoptMe Italy

Adopt Me Italy offre l’opportunità di adottare alberi di ulivo e di custodirli per un anno intero, dai quali poi raccoglierne i frutti e trasformarli in olio extra vergine di oliva di alta qualità, certi della sua provenienza e delle tecniche di lavorazione che sono state eseguite. La piattaforma offre la possibilità di conoscere personalmente i produttori e di vistare gli uliveti, ricevendo un attestato di donazione. Adopt Me Italy è una start up innovativa, nata da Antonio Vaccariello, giovane agricoltore e Lucia Delvecchio, laureata in Scienze della Comunicazione, entrambi figli di agricoltori pugliesi, che hanno avuto la fortuna di vivere a contatto con la terra sin da piccoli e di assaporarne i suoi frutti attraverso le produzioni familiari. Il progetto nasce dalla necessità di valorizzare la filiera corta, accorciando le distanze tra il produttore e il consumatore, e salvare dall’abbandono gli ulivi, simbolo straordinario delle terre pugliesi.

Biorfarm

Biorfarm nasce da un’idea molto semplice: dare alle persone la possibilità di adottare alberi da frutta, seguirne la crescita e ricevere, comodamente a casa, la frutta appena raccolta. Attraverso una app, gli agricoltori possono condividere immagini e contenuti con gli utenti, e mostrare come coltivano. Ogni albero è geolocalizzato e chi l’ha adottato può andare visitarlo, partecipando anche alle attività di raccolta. Il mondo virtuale permette così di creare una relazione reale tra produttore e consumatore, cosa che è molto importante anche per l’agricoltore, perché raramente viene gratificato per il proprio lavoro. Tutti gli agricoltori che collaborano con la piattaforma devono avere una certificazione biologica, e soprattutto devono avere voglia di condividere dai campi il proprio lavoro, per mostrare quanta fatica, sacrifici, esperienza ci siano dietro una cassetta di frutta. Biorfarm nasce nel 2015, quando Osvaldo De Falco torna, da Milano, nell’azienda agricola di famiglia, in Calabria, per dare una mano al padre. L’obiettivo, suo e del suo socio, Giuseppe Cannavale, è quello di valorizzare le proprie coltivazioni e di supportare i tanti piccoli agricoltori sparsi per tutta la Penisola, tramite l’adozione. 

La Porta dei Parchi

Adottare una pecora può essere un utile sostegno all’attività di pastorizia, ricevendo in cambio prodotti caseari e agricoli di primissima scelta. Questa è l’iniziativa lanciata dal bioagriturismo La Porta dei Parchi, che si trova ad Anversa degli Abruzzi (AQ): “Mantenendola – si legge sul sito – si contribuisce a difendere la natura, prevenire l’abbandono delle montagne e aiutare gli allevatori a non sentirsi soli nella tutela delle aree montane”. Il progetto si propone di invertire questa grave tendenza, proponendo ai naturalisti, agli amanti dell’ambiente e ai buongustai, di adottare a distanza una pecora che, in cambio delle spese di manutenzione e di allevamento, può garantire non solo i propri frutti (carne, latte, formaggi, ricotta, lana, fertilizzante) ma anche la salvaguardia della porzione di territorio dove il gregge pascola. Gli allevamenti aderenti al progetto, garantiscono con marchi di qualità i propri prodotti, offrendo inoltre, la possibilità di soggiornare nelle strutture ricettive delle aziende agricole, in modo da seguire periodicamente l’allevamento, nelle varie fasi della sua attività, dal pascolo, al parto, all’allattamento, alla tosatura, fino alla transumanza. Tutto nel pieno rispetto degli animali e delle loro esigenze, come i disciplinari di produzione biologica impongono.

Nido di seta 

Miriam, Domenico e Giovanna, hanno scelto di tornare in Calabria e di riportare il tempo a quando, tra il 1400 e il 1700, Catanzaro poteva essere considerata “Capitale della seta”. Hanno fondato una start-up aderente e oggi sono i custodi di 3.000 gelsi e di migliaia di bachi da seta. Nido di Seta nasce con l’intento di supportare in modo etico il made in Italy e gli agricoltori/artigiani resistenti alla crisi economica con il progetto “adotta un gelso” della loro cooperativa che si trova a San Floro (CZ). In pratica si adotta uno degli alberi del loro gelseto, ottenendo in cambio i prodotti della cooperativa a scelta tra l’agrifashion (filati e tessuti in seta) o bontà gastronomiche. L’adozione è annuale e rinnovabile, garantisce un certificato, notizie costanti sullo stato di salute dell’albero e la possibilità di vedere da vicino il gelso adottato. Le spese di spedizione sono incluse e la quota adottiva è variabile e si può scegliere due confetture alle more di gelso, una al gelso e bergamotto, tisane a base di gelso ed erbe officinali e un pacchetto di cosmesi naturali che comprende i bozzoli del baco. Per chi fosse interessato ai prodotti tessili, invece, può optare per una spesa annuale e scegliere tra kefieh e sciarpe in seta, tessute su telaio a mano. L’adozione sosterrà tutta la filiera dei piccoli artigiani del territorio che si è messa in moto a partire dalla coltivazione del gelseto, oggi al centro di un circuito virtuoso di economia sostenibile.

Ortiamo

Francesco e Mirko Tassi, sono due fratelli con la grande passione in comune per la terra. Così, insieme, hanno fondato la start up Ortiamo, una piattaforma che mette in contatto un circuito selezionatissimo di piccoli agricoltori e i consumatori. I primi sono i fattori, i secondi gli ortisti, come vengono definiti sul sito. Senza necessità di registrarsi è possibile prenotare l’adozione di un orto personale. In pratica grazie ad un template si comincia scegliendo le dimensioni in base al proprio fabbisogno e consumo, poi si prosegue selezionando i propri ortaggi preferiti. Infine si identifica l’azienda agricola che ospiterà l’orto prendendosene cura. E quando è tempo di raccolta, tra le opzioni, c’è la consegna direttamente a casa mediante il fattore “di fiducia” o il ritiro sul posto. Ortiamo è nata circa tre anni fa e ad oggi conta oltre 200 ortisti. Le aziende agricole sono sparse tra alte Marche e la Romagna. I due fratelli le selezionano con cura e secondo un protocollo rigido, ad ogni azienda, per lo più a conduzione familiare, viene infatti richiesto di coltivare gli orti con le metodiche della produzione biologica ovvero rispettando i tempi della natura, ruotando le colture, rispettando le consociazioni, senza l’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi chimici: insomma l’orto deve essere coltivato “come facevano i nostri nonni”.

I contenuti di questo post non sono legati a nessun tipo di operazione commerciale.

Le aziende e i prodotti segnalati sono stati recensiti di mia iniziativa e in base ai miei gusti e valori.

Tessa Gelisio

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