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Il mio albero di Natale? Rigorosamente green, ecco come sceglierlo

Tessa e albero di Natale

 I primi giorni di dicembre ci accompagnano come ogni anno verso il periodo delle festività natalizie. Molti di noi fin da piccoli non vedono l’ora di poter mettere mano a luci e decorazioni con cui realizzare il nostro albero di Natale.

Crescendo abbiamo conservato questo spirito, pronti a rinnovare anche quest’anno la tradizione dell’albero di Natale. La nostra coscienza ecocentrica ci spinge però a ricercare soluzioni che possano impattare il meno possibile sulla Terra. Parliamo sia della possibilità di utilizzare decorazioni fai da te, realizzate ad esempio attraverso il riciclo creativo, ma anche e soprattutto la scelta di un albero di Natale che sia davvero green.

Da diversi anni si è acceso un dibattito intorno a una scelta di fondo: albero vero o di plastica? Partiamo da un presupposto, ovvero quello che l’albero di Natale più green di tutti è quello che abbiamo già. Se a casa ne abbiamo uno finto che ci accompagna da anni e potrà ancora servirci in futuro allo l’ideale è cercare di conservarlo al meglio e rimandare il più a lungo possibile il momento della sua sostituzione. La loro produzione ha un alto impatto ambientale ma se già lo avete, fatelo durare a lungo.

Altre possibilità sono quelle di decorare un albero presente in giardino, che sia un abete o un ulivo poco importa. L’importante è che possa continuare la sua vita di sempre al termine delle festività natalizie. Anche una pianta in casa può servire allo scopo, sempre a patto che terminate le feste resti ancora lì a rendere più verde l’abitazione.

Albero di Natale green, perché vero e autoctono

Se invece non è possibile recuperare quello dell’anno scorso o magari si deve ancora scegliere il primo albero di Natale allora ecco un suggerimento che vorrei tanto prendesse piede: prendi un albero vero, autoctono (presente naturalmente nella tua zona), decoralo, poi a feste terminate piantalo. Che sia in giardino o in campagna non importa, purché continui a vivere e a rendere il mondo un posto migliore. Ricordiamo soprattutto la capacità degli alberi di assorbire la CO2 e quindi di contrastare i cambiamenti climatici.

In questo caso non si tratta semplicemente di scegliere un albero vero anziché un modello in plastica. Purtroppo, in molti acquistano alberi veri, ma con le radici tagliate, quindi destinati ahimè a spegnersi piano piano una volta trascorse le festività, non è un grosso impatto ambientale ma non è la scelta migliore. È necessario fare un ulteriore passo in avanti, così da rendere il nostro Natale ancora più bello e sostenibile.

Qualcuno potrà dire che un semplice albero ogni anno non cambierà le cose. Proviamo però a pensare cosa succederebbe se ciascuno di noi “adottasse” un albero ogni Natale e successivamente lo piantasse, arricchendo così la vegetazione locale? Migliaia, perché no, milioni di nuovi alberi in Italia e nel mondo ogni Natale.

Albero di Natale autoctono: quale scegliere?

Veniamo ora al momento della scelta: quale albero di Natale scegliere in base alla propria zona? Chiaramente si tratta di guardare nello specifico alla vegetazione circostante, così da tutelare la biodiversità del proprio territorio.

Di seguito alcuni esempi di piante che possono essere utilizzate per un albero di Natale green, divise per aree geografiche. Ovviamente si tratta soltanto di suggerimenti, è possibile variare la specie utilizzata purché si rispettino i requisiti di base, che sono:

  • Specie autoctona;
  • Esemplare vivo con radici;
  • Possibilità di piantarlo in un’area adatta;
  • Disponibilità a prendersene cura durante le festività e se ne necessario anche dopo la piantumazione.

Nord Italia e zone di montagna

In queste zone temperature e clima sono adatte anche a un classico albero di Natale: l’abete. In Italia sono presenti due varietà: l’abete bianco e l’abete rosso. Nel Bel Paese il territorio coperto da queste specie si è ridotto negli ultimi anni, complici anche i cambiamenti climatici e gli eventi meteo estremi. Il loro habitat naturale è a un’altezza compresa tra i 500 e i 2000 metri s.l.m., ma può adattarsi anche a livelli inferiori se in corrispondenza di zone umide e piovose. Ciò rende questi alberi potenzialmente adatti non soltanto alle regioni del Nord, ma anche a quelle zone montane del Centro-Sud a ridosso della dorsale appenninica.

Nello specifico l’abete rosso è di casa nei territori alpini e pre-alpini, oltre che in zona Abetone a ridosso dell’Appennino Tosco-Romagnolo.

Per quanto riguarda invece l’abete bianco, esistono diversi boschi naturali lungo lo Stivale. Sono presenti in diverse Regioni:

  • Abruzzo;
  • Calabria;
  • Emilia Romagna;
  • Friuli Venezia Giulia;
  • Liguria;
  • Lombardia;
  • Molise;
  • Piemonte;
  • Provincia Autonoma di Trento;
  • Provincia Autonoma di Bolzano;
  • Toscana.

Centro Italia

Interessante per le Regioni del Centro Italia la scelta del Cipresso mediterraneo, portato in Italia all’epoca degli Etruschi e dei Fenici e ormai divenuto parte integrante della vegetazione nostrana. Alcune varietà specifiche di Cupressus sempervirens tendono ad assumere una forma più arrotondata, tendenzialmente ovale. La corteccia è di colore marrone grigio-bruno mentre le foglie di un intenso verde scuro. Una scelta che si rivelerà particolarmente affascinante una volta che l’albero sarà stato addobbato. Da tenere in considerazione il fatto che con gli anni raggiungerà un’altezza di 25 metri circa, con punte di quasi 50 metri per quanto riguarda gli esemplari più anziani.

Pianura Padana

Nota a parte per quanto riguarda la Pianura Padana, dove risulta molto diffusa la varietà di quercia nota come Roverella. Di solito raggiunge nel corso degli anni meno di 20 metri d’altezza, garantendo comunque ombra in estate e un riparo per l’inverno.

Merito della sua chioma, che risulta piuttosto ampia. Le foglie tendono a seccare nei mesi invernali, ma restano comunque attaccate ai rami. Anche in questo caso, quando piantata occorrerà tenere da conto la distanza da eventuali fabbricati.

Stesso “effetto autunno” anche per il Carpino Bianco, altra specie autoctona della Pianura Padana. Appartiene alla famiglia delle Betulaceae e può vivere fino a circa 150 anni. Raggiunge un’altezza di 15-20 metri.

Diversamente da altre zone quella padana presente specie tendenzialmente a foglie caduche o decidue. Le due citate permettono anche durante il periodo invernale di avere in casa alberi con ancora la chioma presente. Magari con quel fascino autunnale che richiama i tanto amati colori del foliage.

Sud e Isole

Per chi fosse alla ricerca di un albero di Natale più adatto alla tradizione italiana e mediterranea, ecco che un’idea decisamente affascinante è quello dell’acquisto di una pianta di ulivo.

Un albero forte, robusto, dalla chioma ricca e capace di abbellire il proprio giardino durante tutto l’anno, non soltanto a Natale. In più è facile trovare un posto in campagna dove piantarlo una volta che saranno passate le festività natalizie.

Messa a dimora dell’albero di Natale

Per chi fosse alla ricerca di un albero di Natale più adatto alla tradizione italiana e mediterranea, ecco che un’idea decisamente affascinante è quello dell’acquisto di una pianta di ulivo.

Un albero forte, robusto, dalla chioma ricca e capace di abbellire il proprio giardino durante tutto l’anno, non soltanto a Natale. In più è facile trovare un posto in campagna dove piantarlo una volta che saranno passate le festività natalizie.

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