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Home»Green Fashion»Milano Fashion Week: la moda si veste di verde per un futuro più etico e sostenibile
Green Fashion

Milano Fashion Week: la moda si veste di verde per un futuro più etico e sostenibile

Milano Fashion week, tante capsule collection, tanti progetti seminari,workshop ed eventi dedicati alla sostenibilità nell'alta moda e luxury
Tessa GelisioDi Tessa Gelisio24 Settembre 20215 min lettura
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Come ogni anno Milano per una settimana si sta trasformando nella capitale della moda, in cui tra sfilate, passerelle, conferenze stampa ed eventi mondani, il mondo del fashion diventa il protagonista indiscusso. 

Quale sarà la tendenza dell’inverno, e quali capi detteranno le linee guida dei prossimi mesi? Vediamo cos’è successo in queste prime giornate di Milano Fashion Week.

Milano “E’ la Green Fashion Week!””

Ad aprire la MFW è stato, come da tradizione, è stato Carlo Capasa, Presidente della Camera Italiana della Moda (CNMI), l’istituzione che sta facendo dello sviluppo sostenibile il suo cavallo di battaglia e che con i suoi Oscar della moda sostenibile, il quale ha esordito con la frase “E’ la Green Fashion Week!”, per riflettere più che mai questo impegno.

Il fast fashion lo sappiamo, ha rovinato il settore, ma per fortuna i segnali incoraggianti stanno arrivando, soprattutto dall’alta moda, è la Milano Fashion Week di quest’anno ne è davvero l’esempio.  

Milano Fashion Week

Un discorso che non manca di emulare piccole e grandi aziende del Made in Italy, come il brand Genny, che nella sua sfilata in digitale, ha svelato diversi modelli totalmente ecologici. 

“Abbiamo utilizzato seta certificata 100% green dall’azienda comasca Taroni. Ovviamente questo costa di più e i tempi di realizzazione sono più lunghi e complicati perché l’intera filiera produttiva non è ancora adeguata a questi standard. Poniamo grande enfasi sulla qualità sostenibile, limitando il più possibile l’impatto sull’ambiente. Pertanto, tutte le nostre collezioni sono prodotte entro un raggio di 100 km, controlliamo la catena di produzione nel rigoroso rispetto delle condizioni di lavoro. Abbiamo anche stilato una carta dei valori globali chiaramente dichiarati sulle etichette dei nostri capi di abbigliamento”, afferma il direttore creativo Sara Cavazza Facchini.

Una delle pioniere è stata Daniela Gregis, che ha sfilato nella giornata di apertura dell’evento, da oltre 15 anni nel calendario della Milano Fashion Week. Rifiutando i dettami della moda, la stilista lombarda ha fatto del riciclaggio il suo credo. Dal 1997 crea collezioni interamente fatte a mano in Italia, ottimizzando il più possibile le risorse. Il suo obiettivo è “lavorare nel rispetto del materiale, utilizzando tutto, compresi gli scarti per accessori o imballaggi“.

Martedì: Togheter by Themoirè alla Milano Fashion Week e la valorizzazione delle minoranze

Themoirè lancia con la p-e 2021/22 Together by Themoirè, una serie di progetti che si pongono come obiettivo la valorizzazione dell’eredità artigianale di alcune minoranze in difficoltà, trasformandolo in prodotti attraverso i quali finanziare progetti a sostegno di quella stessa comunità. 

Together by Themoirè / Capitolo 1 è stato realizzato con la comunità Oxchuc, in Chiapas (dedicata al Messico, terra di origine di uno dei due designer), e in collaborazione con l’associazione Maya Kotan, che riunisce più di trenta donne impegnate nella produzione artigianale di tessuti tradizionali. 

“Con Themoirè vogliamo attivare progetti che possano aiutare comunità in difficoltà, ecco perché abbiamo creato Together by Themoirè, una serie di capsule che oltre a generare lavoro vuole sostenere, attraverso progetti speciali, le donne, i bambini e gli uomini della comunità. La prima collaborazione è stata creata con la comunità di Oxchuc, che produce a mano un particolare tessuto a strisce. Con il ricavato dalle vendite ci siamo adoperati, collaborando con l’associazione Cantaro Azul (che nasce con l’obiettivo di migliorare la salute e la qualità della vita delle persone, molte delle quali, soprattutto in alcune comunità rurali del Messico, non hanno accesso all’acqua potabile), per portare acqua potabile all’interno di 7 scuole rurali in Chiapas aiutando così i bambini ad avere condizioni igienico sanitarie migliori, soprattutto dato il periodo che stiamo attraversando”. Sostengono i creativi del brand. 

Un progetto da appoggiare e far conoscere.

Mercoledì: Alberta Ferretti e il suo stile inconfondibile

Abiti bohémienne con linee morbide, frange, intrecci, traforature e crochet sono protagonisti della nuova collezione di Alberta Ferretti.

Giovedì: sfilano i quarant’anni di Emporio Armani e l’arte di assecondare il tempo e i tempi

Quando la linea giovane di Giorgio Armani apparve sul mercato fu rivoluzionaria per quell’idea di lusso accessibile e democratico, per tutti e alla portata di tutti, che anticipava i tempi. La sfilata vuole celebrare la storia decennale di Emporio Armani omaggiando i codici estetici fondamentali della poetica di re Giorgio: le giacche destrutturate, la palette di mezzi toni, le bluse e gli abiti così leggeri da essere trasparenti, le righe e i gioielli con le pietre dal sapore etnico. Poco Emporio, ma molto Armani.

La moda non è un settore molto ecologico, lo sappiamo bene purtroppo. Trasformarlo non è facile. È un processo che – come testimonia la Milano Fashion Week di quest’anno – inizia ad affacciarsi nelle coscienze di creativi e brand.

Tante capsule collection, tanti progetti seminari, workshop ed eventi dedicati, speriamo che questo non sia soltanto un fenomeno di comunicazione ma che il green possa davvero diventare … di moda! Ma bisogna promuoverlo con tutti i mezzi, affinché le aziende diventino più attente al loro impatto sull’ambiente. Questa deve essere la sfida del futuro.

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