Green lifestyle

Mobilità elettrica: il futuro è arrivato

Le risposte ai dubbi

In molti avete seguito i post che ho fatto lo scorso weekend dalle Canarie, dove ho avuto l’onore e il piacere di provare in anteprima la nuova Nissan LEAF, l’auto elettrica più venduta al mondo.

Avete sollevato diversi dubbi su questo tipo di veicoli, non tutti sono ancora convinti del fatto che la mobilità elettrica sia la migliore delle soluzioni (e quella con l’impatto ambientale più basso), perciò ho deciso di realizzare questo post per approfondire e rispondere alle vostre domande .

IMPATTO AMBIENTALE DELLA PRODUZIONE

Qualcuno sostiene che quello delle macchine elettriche sia più alto rispetto ai normali veicoli con motore a scoppio. La verità è che non esistono studi certi e affidabili sul tema, perché è impossibile confrontare completamente tutte le fasi della produzione. Ci sono troppe variabili da prendere in considerazione, molto dipende ad esempio da dove e come queste auto vengono costruite.

Nel caso di Nissan LEAF, la produzione avviene nello stabilimento di Sunderland, in Inghilterra, dove l’impianto è alimentato da 190.000 pannelli solari e 10 pale eoliche. Con quale macchina potremmo metterla a confronto per capire quale ha l’impatto ambientale maggiore durante la sua produzione? Dovremmo mettere a confronto una LEAF elettrica con una identica ma con il motore a scoppio realizzata nello stesso stabilimento. Non esiste una LEAF con motore a scoppio…

IMPATTO AMBIENTALE DELL’USO DELL’AUTO

Su questo non c’è proprio gara. Le auto elettriche non emettono CO2 o altri gas climalteranti (i responsabili dell’effetto serra) né gas di scarico pericolosi per la salute, come monossido di carbonio, ossido di zolfo irritante per le vie respiratorie, idrocarburi come il benzene (cancerogeno) e le polveri sottili, i famosi PM10 di cui leggiamo spesso sui giornali perché la loro concentrazione spesso supera il livello considerato sicuro.

Possono esistere però le emissioni relative alla produzione di energia elettrica che le alimenta. Ma se io alimento una macchina elettrica solo con energia rinnovabile, diventa anche su questo fronte a zero emissioni! Certo bisognerebbe avere un fornitore green oppure un proprio impianto fotovoltaico con cui alimentarla.

Qualcuno però ha obiettato che, in caso di utilizzo di energia proveniente da fonti fossili, le emissioni di CO2 sarebbero uguali o addirittura superiori a quelle di un’auto con motore a scoppio: in questo caso, ho dati certi. Guardando questa tabella, realizzata da RSE (Ricerca sul Sistema Energetico), potete vedere come le auto elettriche rimangano comunque quelle con minore emissione di climalteranti anche rifornendosi con il mix medio nazionale di energia, che comprende anche le fonti fossili:

Anche nella peggiore delle ipotesi, ovvero con energia prodotta esclusivamente da petrolio o carbone, le auto elettriche sarebbero comunque quelle con la minore emissione di CO2. Lo dimostra uno studio realizzato dall’Università di Bruxelles, che ha preso in considerazione il mix energetico medio dell’Unione europea: il risultato è il dimezzamento delle emissioni di CO2 per tutto il ciclo di vita dell’auto, smaltimento delle batterie compreso, rispetto a quelle diesel. Nel caso invece dell’Est Europa, la cui produzione di energia elettrica è fortemente incentrata sulle fonti fossili, i veicoli elettrici producono comunque il 25% in meno di CO2.

PRODUZIONE E SMALTIMENTO DELLE BATTERIE

Altro dubbio che avete sollevato: le batterie delle auto elettriche sono al litio, la cui produzione effettivamente ha un alto impatto ambientale. Ma partiamo dal solito presupposto: con le attività umane, non esiste l’impatto zero. Esistono però strade più green come quella delle rinnovabili, che poi grazie al miglioramento delle conoscenze e delle tecnologie saranno rese più amiche dell’ambiente. Insomma, non è detto che le batterie del futuro sanno fatte con il litio! E poi le batterie di litio si possono riutilizzare e riciclare (sembra infinite volte, ancora non è chiaro a livello tecnologico).

Nello specifico, quelle di LEAF, arrivate “a fine carriera” vengono riutilizzate o per il progetto X-Storage (un accumulatore di energia pulita, che si può usare per la propria abitazione: trovate il video alla fine del post) oppure per sostituire i vecchi generatori di energia degli stadi, come accaduto per il famoso Amsterdam ArenA.

Riguardo al fatto che le batterie durino poco, nel caso di Nissan LEAF non è così: lo stato d’efficienza delle batterie è garantito per 8 anni o 160 mila km.

Nell’ottica poi dell’economia circolare, va detto anche che i veicoli elettrici hanno meno parti meccaniche, e quindi meno pezzi da smaltire.

AUTONOMIA

 

Quello che è invece il principale deterrente alla diffusione di macchine elettriche, è il problema del rifornimento: la rete di distribuzione di colonnine in Italia non è ancora particolarmente estesa.

Inoltre, giocano a sfavore anche i tempi: 40 minuti per la ricarica veloce, dell’80%, 6 ore per quella completa.

L’autonomia è piuttosto buona, 378 km, certo è sicuramente più adatta a un uso in città che non per tragitti medio-lunghi.

Mi auguro che nel giro di qualche anno il problema delle colonnine si risolva, e sono sicura che con l’aumento della diffusione di questi veicoli aumenteranno gli investimenti in ricerca che supereranno anche il problema dei tempi di ricarica.

I COSTI

Qui veniamo un po’ alla nota dolente: non posso darvi torto quando affermate che non è un acquisto alla portata di tutti. Il costo di Nissan LEAF parte da € 33.070,00.

Il prezzo più alto però non è dato solo dal fatto che sia elettrica, ma dalle tantissime dotazioni di questa macchina. Si guida con un pedale solo, la frenata è rigenerativa (ovvero ricarica di energia), ha il parcheggio automatico (basta premere un pulsante e l’auto calcola da sola spazi e manovre!), i sistemi di assistenza alla guida permettono di impostare una velocità e non superarla, mantenere la distanza di sicurezza, frenare in caso di ostacoli, rimanere al centro della propria corsia. Insomma, non è un’utilitaria.

Bisogna però tenere conto del risparmio che si avrà tra rifornimento, minore manutenzione (niente cambio dell’olio o dell’acqua del radiatore, ad esempio) ed accesso ad aree a traffico limitato. Certo, servirebbero degli incentivi statali, come già avviene in altri Paesi europei, in modo da velocizzare la transazione ad una mobilità elettrica (avverrà, ne sono sicura, è solo una questione di tempo).

Durante il mio viaggio sono rimasta colpita anche dal sistema casa-automobile a zero emissioni (Vehicle to Home e Vehicle to Grid) che Nissan ha presentato. Guardate un po’ cosa mi ha raccontato Francesco Giacalone, Marketing Director Nissan Europe per i veicoli elettrici:

 

La mobilità elettrica sembrava un futuro ancora molto lontano… e invece è già presente, un presente che ho toccato con mano!

 

Avviso di trasparenza: i contenuti di questo post sono legati a collaborazione commerciale.
Le aziende e i prodotti con cui è stato realizzato, sono stati selezionati in coerenza con i miei gusti e valori.

Tessa Gelisio

3 Commenti

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    Tessa Gelisio
    20 febbraio 2018 at 16:27

    Per chi volesse approfondire lo studio dell’Università di Bruxelles: https://www.vub.ac.be/en/2020/mobility

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    Daniel
    21 febbraio 2018 at 12:44

    Complimenti per il post eccellente! E’ solidamente documentato, citando bene la Roadmap Mobilità Sostenibile di RSE e lo studio dell’università di Bruxelles. Sulla sostenibilità della produzione della Leaf: è stata fatta fin da subito con tantissimi materiali riciclati per evitare dubbi di maggior impatto rispetto ai veicoli a combustione interna, oggi la situazione è anche migliorata perché si sa meglio come farla. Il 100% elettrico è la scelta che possono fare ormai tutti, se lo si volesse.
    Sono Leafista dal 2012, ho co-fondato il gruppo dei proprietari su facebook #NissanLeafItalia, ad ottobre ho fatto il primo viaggio Milano-Roma-Milano su rete di ricarica rapida aperta al pubblico con una Leaf 30 kWh (sulla pagina https://www.facebook.com/emissionizero/ si trova la cronaca e la sintesi dell’evento).

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    Daniele Bonafede
    21 febbraio 2018 at 12:46

    Complimenti per il post eccellente! E’ solidamente documentato, citando bene la Roadmap Mobilità Sostenibile di RSE e lo studio dell’università di Bruxelles. Sulla sostenibilità della produzione della Leaf: è stata fatta fin da subito con tantissimi materiali riciclati per evitare dubbi di maggior impatto rispetto ai veicoli a combustione interna, oggi la situazione è anche migliorata perché si sa meglio come farla. Il 100% elettrico è la scelta che possono fare ormai tutti, se lo si volesse.
    Sono Leafista dal 2012, ho co-fondato il gruppo dei proprietari su facebook #NissanLeafItalia, ad ottobre ho fatto il primo viaggio Milano-Roma-Milano su rete di ricarica rapida aperta al pubblico con una Leaf 30 kWh (sulla pagina https://www.facebook.com/emissionizero/ si trova la cronaca e la sintesi dell’evento).

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