Green lifestyle

Vietato l’accesso ai cani

Cosa dice la legge riguardo agli animali nei luoghi pubblici

3.cani nei luoghi pubblici - FullSizeRender

Chi porta il proprio cane a spasso come me, l’avrà visto un centinaio di volte: un cartello sulla porta con la sagoma di un 4 zampe e la scritta “Io non posso entrare”; o magari non si trova nessuna segnalazione, ma c’è qualcuno pronto a mandarti via.

Ma cosa dice la legge? I cani possono entrare o meno nei luoghi pubblici?

Ho chiesto nuovamente delucidazioni alla mia amica Avv. Barbara Marascio, che innanzi tutto mi ha fatto una distinzione fondamentale: i luoghi pubblici come proprietà del demanio dello Stato (vie, piazze, ma anche uffici pubblici) e i luoghi privati aperti al pubblico (negozi, bar o ristoranti).

A livello nazionale gli animali possono accedere a qualunque luogo pubblico, purchè i cani siano tenuti al guinzaglio ed eventualmente museruola e gatti e altri animali stiano nel trasportino; unica eccezione, sono i luoghi in cui si preparano o si conservano gli alimenti: quindi il cane non può entrare nella cucina del ristorante o al supermercato. Esistono poi dei casi particolari in cui può essere vietato l’ingresso anche in altri luoghi pubblici: bisogna essere in presenza di concrete e inderogabili esigenze di tutela igienico-sanitaria certificate dalle autorità sanitarie, come avvenuto ad esempio per Expo2015, un evento incentrato sull’alimentazione.

supermercati - www.geapress.org

Foto: www.geapress.org

Nei luoghi privati aperti al pubblico, invece, è tutto più complicato perché ci sono solo regolamenti comunali. L’ordinanza di Ministero del Turismo e ANCI nel 2010, che invitava i Comuni a stabilire il libero accesso di cani e animali di affezione in strutture pubbliche e luoghi aperti al pubblico, ha sicuramente aiutato a fare una svolta pet friendly in molte regioni: in Emilia Romagna gli animali sono ammessi in ospedali e strutture sanitarie, in Friuli Venezia Giulia nelle spiagge pubbliche. Il Regolamento per la tutela degli animali del Comune di Bologna permette libero accesso ai cani, con guinzaglio e museruola, in tutti i luoghi aperti al pubblico, salvo indicazioni contrarie date dal gestore del locale.
A Firenze, il proprietario che vuole vietare l’ingresso agli animali deve spedire una raccomandata in Comune; a Torino libero accesso, salvo autorizzazione rilasciata dal Comune per validi motivi igienici e sanitari, che permette l’apposizione del cartello di divieto all’ingresso.

Già, perché gli animali sono ammessi o meno anche secondo le regole stabilite dal proprietario, che però deve seguire un iter, simile a quello delle spiagge che abbiamo trattato la scorsa estate: perché il cartello sia valido, è necessaria la comunicazione all’Ufficio competente e deve riportare l’indicazione della normativa; inoltre, anche se il divieto d’accesso degli animali è già previsto dal regolamento comunale, il proprietario del locale è tenuto ad esporlo comunque. Se non vedete il cartello, non può mandarvi via: potreste chiamare la Polizia municipale e riceverebbe una bella multa!

cartello - www.ondanews.it

Foto: www.ondanews.it

A proposito di multe: i gestori rischiano grosso anche se vietano l’ingresso al cane guida di un non vedente. Il loro ingresso nei locali pubblici, uffici pubblici ed esercizi commerciali è libero, anche se il cane non è munito di museruola, e chi ne ostacola l’accesso può ricevere una sanzione che va da 500 a 2.500 euro.

cane-guida - www.oltrelebarriere.net

Foto: www.ondanews.it

 

Cosa dobbiamo fare quindi quando vogliamo entrare da qualche parte con il nostro quattro zampe?

Cerchiamo di informarci prima sulla normativa vigente, soprattutto se ci rechiamo in un altro Comune, verifichiamo che abbiano recepito l’ordinanza dell’ANCI o abbiano adottato particolari regolamenti. E se proprio dovremo discutere, almeno sapremo di non essere nel torto!

2 Commenti

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    Luana
    10 gennaio 2018 at 10:59

    Premetto che ho due cani anch’io, ma stamani è entrata una signora, nel mio negozio di cartoleria perciò frequentato anche da bambini, con due cani senza chiedere il permesso, senza museruola e con le zampe bagnate. Ha lasciato sporco e cattivo odore ovunque e sono stata costretta anche in presenza di altri clienti a passare il disinfettante dappertutto. Poi vado a vedere se posso mettere il cartello per non far entrare più i cani, dopo 36 anni di attività durante i quali mai avrei pensato di arrivare a tanto, e scopro che non lo posso fare. Ora chiedo a tutti gli amanti degli animali è giusto così? Ma se lo facessero a casa vostra?

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      Tessa Gelisio
      11 gennaio 2018 at 19:35

      cavolo…. mi dispiace

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