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Dieci tuffi nel blu dei nostri mari da non perdere

Chi ama il mare ama il Mediterraneo e i sub di casa nostra lo sanno: i nostri mari sono scrigni di bellezza

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In tutti questi anni ho capito di preferire all’esibizionismo dei mari tropicali il carattere riservato dei mari italiani che nulla, davvero nulla, hanno da invidiare ai tropici: quello che non ci regalano in colori sgargianti ce lo danno in paesaggi meravigliosi, splendide formazioni rocciose e scenari incantati che possono essere ammirati in tutta la loro complessità per la limpidezza di un’acqua certamente più fredda di quella delle Maldive ma incredibilmente cristallina.

Allora ecco a voi le mie dieci immersioni italiane preferite: prendetelo come un suggerimento, un consiglio, un invito a scoprire quello che resta dietro l’angolo prima di fare migliaia di chilometri per raggiungere qualche meta esotica e meglio pubblicizzata.

 

LA SECCA DELL’ISUELA (Promontorio di Portofino)

A sud-ovest del Promontorio di Portofino, nella zona B dell’area marina protetta, si trova uno dei siti di immersione più belli del Mediterraneo, a soltanto un’ora e mezza di macchina da Milano. La Secca dell’Isuela è un alto panettone roccioso che si innalza da un fondale di 50 m fino ai 14 metri di profondità toccati dal cappello della secca. Giunti al bordo della secca si comincia a scendere verso la base con gli occhi pieni dei colori di una grande distesa di gorgonie rosse che ricopre la roccia fino al fondale. Tra le gorgonie fa capolino anche qualche ramo fiammeggiante di corallo rosso e il ché la dice lunga sull’ottimo stato di conservazione dell’area. Cernie, scorfani, gronghi, polpi e murene sono gli inquilini più comuni della secca e vi accompagneranno per tutto il tragitto fino a una trentina di metri di profondità, punto più basso dell’immersione. Sembra di essere immersi in una vasca dell’acquario di Genova. Quando è tempo di afferrare la catenaria che si segue dal cappello della secca per tornare in superficie non si vuole più risalire in barca.

 

GROTTA DI NEREO (Capo Caccia)

Capo Caccia sfiora i 170 metri di quota sul livello del mare ed è situato a circa 20 chilometri da Alghero, sul lato Ovest della Baia di Porto Conte, ed è caratterizzato da falesie vertiginose in cui il mare ha scavato meravigliose grotte. Una di queste, la Grotta di Nereo, si trova sulla parete a nord-ovest della punta estrema del promontorio e rappresenta una delle immersioni più belle della Sardegna. La più classica delle immersioni nella grotta prevede di raggiungere il suo ingresso più profondo situato a -32m. Qui si accendono le torce e si entra nell’antro. Il primo tratto è veramente ciclopico con i suoi 15m di larghezza e gli addirittura 20 di altezza, una cattedrale in cui vivono musdee, gronghi, aragoste e grandi astici. Rami di corallo rosso ovunque. Si percorre poi un lungo tunnel di 100 m largo dai 5 ai 10 metri, un viaggio nel cuore del promontorio.Si giunge al termine del tunnel al cospetto grandi aperture di nord ovest della grotta, brillanti, dalle dimensioni gigantesche, con un diametro di circa 12m. Si percorre la parte interna di 4 ampi archi a una profondità media di 15m per circa 40m, per poi uscire in un piccolo golfo adiacente alla punta e popolato da una moltitudine di pesci, anche di grossa taglia: cernie e dentici sono quasi indifferenti alla presenza dei sub, abituati come sono alle visite. Dopo aver percorso un altro tunnel (più corto) si guadagna l’uscita e il ritorno in superficie. Un’esperienza quasi dopo aver circa 300m di grotta di cui almeno 200 illuminati solo dalle torce, per una permanenza sott’acqua di circa 50 minuti! Imperdibile per chi ama le grotte.

 

SECCA DEL PAPA (Arcipelago della Tavolara)

Paramuricea clavata (Risso, 1826)

Forse la più suggestiva immersione compresa nelle acque dell’amp di Tavolara, ricchissima di vita sin dai primi metri. Collocata in corrispondenza della punta del Papa (nome che deriva da un picco costiero che ricorda la testa di un papa con tanto di tiara), a nord-est dell’isola di Tavolara, la secca si presenta come una strepitosa formazione rocciosa composta da una serie di picchi vertiginosi che in immersione sembrano le guglie di una cattedrale gotica! L’immersione inizia lungo la parete di uno di questi picchi (“Papa1”), un vero spettacolo di colori grazie a fioriture rigogliose di paramuricee rosse e gialle. Oltre alle cernie, dentici e ricciole, gettando uno sguardo nel blu può capitare di scorgere anche tonnetti e barracuda che dal mare aperto si avvicinano all’isola in cerca di prede. Tra un picco e l’altro si può ammirare una colorata distesa di gorgonie rosse, Parazoanthus e gorgonie gialle. Data la sua posizione in prossimità dell’isola e la scarsa ampiezza del braccio di mare che la separa dalla sua costa, in genere è percepibile una discreta corrente che a volte raggiunge intensità fastidiose.

 

SECCA DEI MONACI (Arcipelago della Maddalena)

L’Arcipelago della Maddalena è vero luogo incantato per gli appassionati di subacquea e la Secca dei Monaci è una di quelle immersioni che devono essere fatte per forza se ci si trova in zona. A circa 3 miglia dalla costa orientale di Caprera, si avvista un gruppo di scogli granitici affioranti noti come “i Monaci” perchè con un po’ di immaginazione possono ricordare dei frati in processione. Non lontana dai monaci il complesso roccioso sommerso della Secca. Tanti i percorsi possibili anche per i neofiti. Ne amo in particolare uno che inizia con un tuffo su di un fondale scosceso di 16 m composto da pietrame e massi di varie forme circondati da nugoli di castagnole. Ci si infila in un canyon dal fondo sabbioso a quota 27 metri che conduce a fitti prati di gorgonie rosse e margherite di mare fino a sbucare nel cuore di un complesso di massi appuntiti le cui guglie che si stagliano sull’azzurro di un mare generalmente cristallino. le paramuricee tappezzano praticamente qualsiasi superficie verticale disponibile creando vere e proprie piccole foreste fiammeggianti. Pullula la vita di scoglio: triglie, saraghi maggiori, Anthias e, a volte, qualche sparuta piccola cernia o qualche murena che fa capolino dalla tana. Una volta aggirate le guglie, allo sbocco del canyon ci si rivolge verso il punto di partenza puntando senza troppa fretta la sommità della secca. L’immersione data la profondità e la splendida visibilità di cui in genere si gode nell’arcipelago non rappresenta particolari difficoltà se non per un unico fattore: la corrente che molto spesso batte la secca. Per i sub in possesso di un brevetto deep diver, attorno ai 45m, è possibile incontrare branchi di grandi corvine, cernie di dimensioni ragguardevoli e una vera folla di murene e gronghi.

 

SECCA DI WASHINGTON (Arcipelago della Maddalena)

La Secca di Washington, segnata sulla carta nautica come “secca di Spargi”, è situata a mezzavia tra le isole di Budelli e di Spargi all’interno dell’arcipelago della Maddalena. La Secca deve il proprio nome alla fantasia dei subacquei che hanno riconosciuto nella sagoma di un imponente masso che si incontra nel corso dell’immersione il profilo del primo presidente americano. L’immersione si snoda in mezzo a distese di rocce granitiche che gli elementi hanno scolpito in forme sinuose e surreali. Dalle fenditure tra i grossi massi fanno capolino alcune cernie curiose e già a basse profondità si ammirano i colori accesi delle gorgonie (fatto piuttosto insolito). Si procede a zig zag costeggiando complessi rocciosi imponenti, percorrendo fenditure e gallerie tutte tappezzate di vita. Persino durante la risalita di sicurezza ci si può distrarre ispezionando le spaccature che incidono la vasta sommità della secca: e murene di varie grandezze e piccoli crostacei quali Stenophos, galatee e favolli rendono pullulante di vita la roccia. La zona è sotto tutela del Parco Nazionale della Maddalena perciò per immergersi (o anche solo per navigarci), occorre essere muniti dell’autorizzazione dell’ente parco o essere accompagnati da un diving autorizzato.

 

SECCA DELLA MOLARA (Ventotene)

barracuda

Le acque di Ventotene sono particolarmente amate dai sub italiani, tanto che diportisti e amanti delle immersioni costituiscono la maggior fonte di reddito per gli abitanti. Uno dei siti più famosi è la Secca di Molara collocata nello stretto tra l’isola maggiore e Santo Stefano. La secca deve il suo nome a una serie di pesanti moli di pietra per la macinazione del grano, finite in mare verosimilmente dopo uno dei tanti naufragi avvenuti alle porte dell’antico approdo: i cocci di anfore, ancore e altri resti archeologici son ancora sparsi e in bella vista sul fondale. I grossi massi della secca giacciono sul fondale sabbioso ricoperto da una prateria di posidonia. La fauna e la flora sono estremamente ricche e comprendono specie costiere stanziali e pelagiche di passaggio. Cernie e murene di varie taglie non possono mancare mentre nel blu nuotano guizzanti di nugoli di castagnole e pigri branchi di corvine. Ormai vero habitué della Molara, un grande branco di barracuda del Mediterraneo che staziona quasi sempre nei pressi della cresta rocciosa. L’immersione non tocca quindi quote inaccessibili, ma c’è un particolare che la rende di media difficoltà: la corrente. La vita a Ventotene ha trovato il posto giusto per esprimersi la meglio!

 

SCOGLIO DEL MEDICO (Ustica)

Parete

Lo Scoglio del Medico è una delle immersioni che hanno reso famosi i fondali di Ustica. Qui, tra anfratti e volte di roccia vulcanica, tra cernie brune e barracuda, si può effettuare un’immersione di facile accesso, anche per sub non particolarmente esperti, tra le più belle del Mediterraneo. Lo Scoglio del Medico è uno scoglio affiorante in prossimità della zona A della riserva, posto a qualche centinaia di metri dalla costa ovest dell’isola. Una delle principali caratteristiche di questa immersione sono le acque particolarmente limpide in cui è immersa una complessa formazione rocciosa segnata da profondi canyon, anfratti e grotte. E’ impossibile non notare le cernie che già a basse profondità popolano gli anfratti dello scoglio: di varie dimensioni (ce ne sono anche di piuttosto grandi) stazionano in prossimità delle tane e possono essere avvicinate se ci si muove con cautela. Le vere star dello Scoglio sono i barracuda, immancabili in grossi branchi. Nei tanti tragitti possibili da non perdere l’attraversamento della Grotta del Medico, tunnel lungo una ventina di metri quasi orizzontale. Gli splendidi giochi di luce che si creano nell’antro dovuti alla luce che filtra attraverso l’apertura sull’altro versante impediscono l’insinuarsi di emozioni claustrofobiche anche nei più eccitabili. La volta illuminata con i fari esplode in un tripudio di colori tappezzata da Astroides, Parazoanthus e brulicante di costracei come granchi facchino, gamberetti, cicale e paguri.

SECCA DI LEVANTE (Lampedusa)

La Secca di Levante è l’immersione più ambita nelle acque lampedusane, una cresta lunga un paio di miglia e larga circa un terzo di miglio e, data la sua estensione, offre un’ampia gamma di immersioni possibili che di volta in volta vengono scelte dai sub locali in base alle condizioni meteo e di corrente, fattori piuttosto variabili in questo angolo di Mediterraneo. Questa è un’immersione per sub esperti e sempre accompagnati da professionisti locali. Immergendosi qui si ha la certezza di avvistare una gran varietà di pesce e di fare anche incontri insoliti con pesci luna, razze, palamite, piccoli squali o branchi di tonni di passaggio. Anche la popolazione delle aragoste è straordinariamente consistente con la nota di colore che sa già di Africa di vivaci pesci pappagallo. Lo spettacolo della secca è imponente, maestoso e lo si può godere appieno nelle non rare giornate in cui la limpidezza dell’acqua permette di ammirarne i picchi che si stagliano verso la superficie.

SECCA DELLA VEDOVA (Isole Tremiti)

È l’immersione più rappresentativa delle isole Tremiti, estremamente varia (si possono vivere pareti, grotte,franate) che rispecchiano una grande biodiversità, un pullulare di vita che ha dell’eccezionale. Il punto d’immersione è situato lungo le rive dell’isola di Capraia, zona B dell’area marina protetta, sul versante nord occidentale, a est di Cala Sorrentino. Il cappello della secca emerge fino a toccare i -7m di profondità. L’immersione viene effettuata girando attorno a un massiccio panettone roccioso. A –20m si incontra una spaccatura, un profondo canyon che deve essere imboccato in fila indiana per essere percorso. Si ha la sensazione di entrare in un galleria d’arte: pareti coloratissime di arancione grazie alla presenza della spugna Crambe crambe, del giallo dei Parazoanthus. Nei tanti anfratti della roccia è facile scorgere qualcuno degli inquilini abituali della secca come per esempio un grande grongo dagli occhi gialli. Piccole grotte come la “Sala grande”. dalle pareti completamente colonizzate da svariate e colorate forme o la “Sala gialla”, in cui fioriscono i Parazoanthus sono momenti di commovente bellezza. L’immersione alla Secca della Vedova regala scenari quasi “tropicali” per la ricchezza di fauna e flora, una quarantina di minuti indimenticabili per gli amanti del Mediterraneo.

PUNTA SECCA (Isole Tremiti)

Punto di immersione meraviglioso situato nei pressi della punta nord dell’isola di Capraia. Questo sito permette di svolgere diverse immersioni tutte entusiasmanti già a partire dai primi metri di profondità. Una volta scesi lungo la catena dell’ancora si rimarrà sorpresi dalla quantità di pesce presente rispetto agli altri siti di immersione. Un impatto che spesso desta sincera meraviglia in chi visita il sito per la prima volta: un’enciclopedia sulla vita marina nel Mediterraneo! L’immersione segue una lunga dorsale rocciosa caratterizzata da una fitta prateria di rare gorgonie bicolore, paramuricee clavate rosse con le estremità gialle, magnifici ventagli fiammeggianti tra i quali si nascondono grossi scorfani immobili. Nella discesa è facile incontrare banchi di barracuda che nuotano placidi nella corrente, Per i più esperti, con brevetti tecnici, esiste la possibilità di scendere Per chi ha la possibilità di svolgere immersioni tecniche a Punta Secca si può effettuare un’immersione tanto impegnativa quanto emozionante: ai punti estremi della secca, verso il mare aperto, si aprono due imponenti archi naturali a quota -60m che hanno contribuito alla fama di questo splendido punto di immersione.

Vi ho fatto venire voglia di fare un tuffo nel blu? Bene! Mi raccomando però: massima attenzione, massima cautela e mai da soli! Il mare è bellissimo ma richiede rispetto.

4 Commenti

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    Ilaria
    10 agosto 2015 at 14:52

    come al solito si nota qua e là la sardegna 😛
    belle anche le eolie o la baia sommersa di napoli… comunque decisamente sì, mi è venuta voglia di tornare a immergermi al più presto!!

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    Francesco
    10 agosto 2015 at 20:39

    Metterei anche : Marettimo il pozzo
    È la secca di San Simone

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