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Home»Provato per voi»Scrub per il viso: attenzione ai prodotti “naturali”
Provato per voi

Scrub per il viso: attenzione ai prodotti “naturali”

Adriano MarianiDi Adriano Mariani29 Marzo 2017Aggiornato:29 Marzo 20175 min lettura
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Gli ingredienti dei prodotti in commercio, tra tanti eco-furbi

scrub - donna click GRAF COP

Scrub, gommage o esfoliante che dir si voglia, parliamo di uno dei prodotti di bellezza più importanti: rimuove lo strato più superficiale dell’epidermide, combatte il colorito spento e regala un viso più luminoso, rimuove eventuali impurità e contrasta l’invecchiamento, perché stimola il ricambio cellulare.

Semplicissimo da utilizzare, è costituito da una parte granulosa, che deve appunto esfoliare la pelle, e una cremosa che deve invece reidratarla. Attenzione però a questi due ingredienti: nel secondo caso, più che veri agenti idratanti, vengono impiegati siliconi, paraffine o altri filmanti di sintesi, che rendono liscia la pelle solo perché la ricoprono con una specie di pellicola; i granuli invece possono essere formati da plastica, e sono una vera e propria piaga per il mare (ricordate? Ne avevamo parlato qui).

Queste microplastiche, contenute negli scrub ma anche nei dentifrici (avete presente quelli che dicono di pulire come il filo interdentale? Tra l’altro non è neanche un’affermazione corretta, perché nessun dentifricio può sostituire il filo!), sono talmente piccole da non essere trattenute dalla rete fognaria e arrivano direttamente in mare, inquinando flora e fauna: vengono ingerite dai pesci, finendo così nella catena alimentare e contaminando il pesce che consumiamo.

In America sono stati messi al bando, e l’associazione Marevivo chiede che si faccia altrettanto anche da noi; nel frattempo, sta a noi consumatori cercare di evitare i prodotti che li contengono. Li trovate nell’inci come polyethilene (PE), polypropylene (PP), polythylene terephthlate (PET), polymethyl methacrylate (PMMA), nylon.

Visto che proprio gli scrub sono tra i prodotti più “a rischio”, nella mia ricerca ho fatto attenzione anche a queste sigle; ecco quello che ho trovato.

 

NIVEA – Scrub viso quotidiano (€ 4,55 / 150 ml)

nivea

Iniziamo dalla grande distribuzione. Questo è un prodotto indicato anche per uso quotidiano per la sua delicatezza, arricchito con estratto di magnolia e acido lattico… cos’altro?
Nell’inci si trovano anche sodium myreth sulfate, un tensioattivo di derivazione petrolifera non molto diverso dallo SLES, filmanti di sintesi come il Polyquartenium (derivato dal petrolio), diversi PEG, il sequestrante di metalli pesanti trisodium EDTA, benzophenone-4 (un filtro UV chimico nella lista rossa perché allergizzante), phenoxyethanol, parabeni e diversi allergeni del profumo, anche di sintesi.
C’è di buono che rispetto alla formulazione che avevo trovato tempo fa è sparito il polyethilene, ma ancora non ci siamo.

 

GEOMAR – Scrub cremoso delicato (€ 4,90 / 150 ml)

geomar

Non ho mai controllato l’inci di questi prodotti, sempre in vendita nella GDO, che affermano di utilizzare fino al 95% di ingredienti naturali; anche questo scrub viene presentato come privo di siliconi, parabeni, coloranti e allergeni. Sarà tutto oro quel che luccica?
Nell’inci non ci sono siliconi ma altri filmanti di sintesi, il BHT (conservante già bandito in molti Paesi per la sua tossicità), disodium EDTA, phenoxyethanol e un altro conservante da bollino rosso, il methylisothiazolinone, sintetico e allergizzante.
E poi attenzione, nella maschera esfoliante, dalla stessa azione dello scrub, c’è anche il polyethilene! Fortuna che il nome richiama il mare…

 

KIEHL’S – Pineapple papaya facial scrub (€ 30,00 / 100 ml)

kiehl's

Ecco un altro marchio molto famoso, non sempre a buon mercato (anzi), considerato come naturale. Non ne ho mai parlato perché non si trovano gli inci online, ho dovuto leggerlo dalla confezione del prodotto.
In cima troviamo propylene glycol (solvente di sintesi e derivato del petrolio), diversi PEG e PPG, phenoxyethanol e parabeni. Gli estratti vegetali di cui parlano sono le ultime voci degli ingredienti, il che significa che sono le percentuali più basse.
Alla faccia del naturale!

 

VICHY Pureté Thermale – Crema esfoliante (€ 9,40 / 75 ml)

vichy

Ora passiamo in farmacia, con un altro prodotto che promette bene: acqua termale, microperle di jojoba, senza parabeni, ipoallergenico…
Nell’inci però compaiono siliconi, paraffina, PEG, SLES, filmanti di sintesi, isobutane (un solvente derivato del petrolio), phenoxyethanol e polysorbate-60 (un tensioattivo anche lui derivato petrolifero).
Aiuto, uno degli inci peggiori!

 

CLINIQUE – Exfoliating scrub (€ 31,50 / 100 ml)

clinique

Questo invece è un marchio venduto sia in farmacia che in profumeria, a prezzi superiori della media.
Al terzo posto dell’inci eccolo lì: polyethilene! Seguono poi hexylene glycol (solvente derivato petrolifero), tensioattivi contenenti MIPA, sostanza altamente inquinante e irritante, conservanti come phenoxyethanol e methylisothiazolinone.
Un altro bel toccasana per pelle e ambiente…

 

CHANEL – Gommage microperlé éclat (€ 41,00 / 75 ml)

chanel

Concludiamo il tour in profumeria, con un marchio considerato tra i migliori (e che si fa pagare).
Precisano di non utilizzare microgranuli, ma in compenso ci sono filmanti di sintesi, pentylene glycol (solvente derivato del petrolio), PEG, parabeni, chlorphenesin (un conservante sintetico e irritante), propylene glycol, tetrasodium EDTA, phenoxyethanol, diversi parabeni e per finire coloranti di sintesi.
Anche questo direi che è uno degli inci peggiori che abbia visto: lunghissimo e pieno di sostanze da semaforo rosso.

 

Ecco perché io uso solo scrub naturali (quelli veri) oppure fatti in casa: bastano pochissimi ingredienti, sono economici, innocui e molto più efficaci della maggior parte dei prodotti in commercio!

Per il viso ad esempio utilizzo miele e sale fino, miscelati e leggermente scaldati a bagnomaria, poi massaggiati sulla pelle per qualche minuto. Pelle morbida e liscia a costo quasi zero!

 

N.B.: Le mie considerazioni sugli ingredienti le ho fatte alla luce di studi scientifici, opinioni di esperti di cui mi fido, fonti come il Biodizionario o i regolamenti delle certificazioni eco-biologiche.

Foto copertina: www.donnaclick.it

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