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Come smaltire gli abiti usati correttamente? E dove finiscono quando li buttiamo?

Cosa fare con i capi d’abbigliamento che non indossiamo più è una domanda che ci poniamo molto di frequente. Smaltire gli abiti usati, infatti, non è un’operazione immediata e abituale, come accade invece per carta, plastica o altri materiali. La raccolta differenziata del tessile non è regolamentata per legge e questo causa ancora oggi un enorme accumulo di scarti in discarica. Fortunatamente l’Europa si sta attivando, con le nuove Direttive sull’economia circolare che chiedono agli Stati membri di attivare la raccolta differenziata del tessile entro il 2025. 

L’Italia, addirittura, ha anticipato questa scadenza al 2022: stiamo andando nella giusta direzione, questo è sicuro. Ma fino ad allora è importante sapere cosa fare dei nostri abiti usati. A cominciare dal domandarci se è davvero necessario gettarli o se invece non possiamo pensare per loro un percorso diverso. 

Ecco alcuni consigli per smaltire gli abiti usati, tutti molto semplici e soprattutto molto buoni: per noi, per gli altri e per l’ambiente!  

Riciclare gli abiti usati in modo creativo 

Quando mettiamo via quello che non intendiamo più indossare, la prima domanda da farsi è: posso trovare a queste cose un utilizzo alternativo? Il riciclo creativo dei vecchi vestiti è un ottimo modo per evitare di passare dall’armadio al cassonetto. Vecchi maglioni, camicie e t-shirt possono essere trasformati in panni per la pulizia domestica, ad esempio, oppure diventare accessori per la cuccia del nostro animale domestico. Anche le calze possono essere recuperate, come abbiamo visto nell’articolo sul riciclo creativo di vecchi collant. [link: https://ecocentrica.it/riciclo-creativo-collant-vecchi/] Chi ha dimestichezza con taglio e cucito, poi, può dare sfogo alla creatività trasformando capi come magliette o jeans, come ho suggerito quando abbiamo parlato di Fashion Upcycling.  [link: https://ecocentrica.it/fashion-upcycling-il-riciclo-creativo-e-sostenibile-per-dare-nuova-vita-ai-vecchi-vestiti/]

Swap party: lo scambio degli abiti usati  

Se i nostri capi sono ancora in buono stato, un’altra soluzione è quella di scambiarli! La pratica dello swap party, arrivata dagli Stati Uniti, è diventata da molti anni una consuetudine anche qui, e chiunque sia appassionato di moda e anche attento all’ambiente vi ha partecipato almeno una volta! 

Ed è facile capire come mai abbia preso piede così facilmente: ci liberiamo degli abiti che non usiamo, senza doverli buttare via, e ne portiamo a casa altri che ci piacciono anche di più. Il tutto, spesso, durante una piacevole serata tra amici: un guadagno per tutti, incluso il pianeta! Le regole di base sono molto semplici: per prima cosa i capi devono essere tutti in ottime condizioni. Poi si può scegliere di assegnare un valore a ogni capo e permettere lo scambio solo con altri di valore corrispondente, oppure lasciare che siano il gusto e la disponibilità di ciascuno a regolare lo swap. Buon divertimento!

Donare gli abiti usati

Quello che per noi è un capo ormai inutilizzabile può essere invece una risorsa per chi si trova è in difficoltà: perché non pensare alla donazione, quindi? Una cosa importante da sapere è che per legge la donazione è possibile solo se avviene direttamente presso l’ente che effettua la raccolta, quindi dovremo prima sceglierne uno. In ogni città ci sono diverse opzioni: parrocchie, cooperative sociali o associazioni non profit sono tra le principali realtà che se ne occupano. Queste, una volta ricevuta la donazione, seguono le operazioni di smistamento e valutazione dei capi che poi, dopo le necessarie procedure di igienizzazione, vengono destinati a chi ne ha bisogno. Il mio consiglio, se intendete smaltire gli abiti usati in questo modo, è di fare una ricerca nel vostro territorio e contattare direttamente gli enti per capire come e quando effettuare la donazione. 

Smaltire gli abiti usati in mercatini e negozi

I mercatini dell’usato sono un’altra possibile risorsa per prolungare la vita dei nostri abiti dismessi. Anche in questo caso la cosa più importante è fare una ricerca a livello locale, magari chiedendo consigli ad amici e conoscenti che lo hanno già fatto, in modo da affidarci a delle realtà che lavorano con qualità ed etica. 

Non tutti lo sanno, ma anche molte catene di moda offrono ai clienti la possibilità di conferire presso i punti vendita abiti e calzature usati, anche in forte stato di usura. Se sono in buone condizioni, vengono recuperati e rivenduti come seconda mano. In caso contrario, vengono scomposti nelle loro fibre tessili per ricavarne nuova materia prima.  

Il cassonetto giallo: cosa succede davvero agli abiti gettati? 

Recycle clothes concept. Young woman with recycling box full clothes.

Arriviamo infine alla pratica più conosciuta e frequente, ovvero quella del conferimento nei cassonetti gialli. Ogni Comune affida la loro gestione diretta ad associazioni ed enti non profit: è per quello che su ogni cassonetto troviamo scritto il nome di chi si occupa di ritirare e smaltire gli abiti usati. Contrariamente a quanto si pensi, però, queste realtà non utilizzano il materiale in prima persona: trattandosi ufficialmente di rifiuti, infatti, gli abiti qui conferiti non possono essere riutilizzati se non vengono prima trattati da società specializzate. 

Cosa succede quindi ai nostri abiti? Dopo il ritiro e un primo controllo del contenuto, che serve a eliminare materiale non adatto (come scarpe spaiate o vestiti sporchi), i nostri abiti usati possono prendere diverse direzioni: 

  • vengono venduti ad aziende certificate e autorizzate al recupero degli abiti usati, per utilizzare il ricavato per progetti di solidarietà. È quello che fa la Caritas Ambrosiana, ad esempio, che con la rete Dona Valore gestisce la maggior parte dei cassonetti gialli in Lombardia. 
  • vengono affidati a società specializzate per il trattamento e la sanificazione, per poi essere reimmessi nel circuito della seconda mano. Questa è una delle scelte di Humana, una delle più importanti realtà italiane per il recupero di abiti usati, che gestisce negozi a Milano, Roma e Torino ed è collegata al circuito Charity Shop con punti vendita in Italia e in Europa. 
  • nel caso di materiali troppo usurati, invece, si recupera la materia prima per usi industriali o per la creazione di nuovi prodotti tessili. 

Tutte le pratiche di cui abbiamo parlato condividono un obiettivo principale ed essenziale: evitare la produzione di scarti e l’accumulo di rifiuti tessili in discarica. E per fortuna le strade alternative che i nostri abiti possono prendere, prima di essere davvero dismessi, sono davvero tante. Di più: oltre ad essere buone con l’ambiente sono spesso anche piacevoli e utili agli altri. Ecco perché ti invito a prenderle in considerazione tutte, al momento di scegliere come smaltire i tuoi abiti usati! 

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