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Crisi energetica e caro bollette: come risparmiare energia elettrica. Non si compensano i rincari ma si può risparmiare molto

Tessa Gelisio, energia elettrica

È un autunno in piena crisi energetica, quello che purtroppo abbiamo inaugurato con l’arrivo di carissime bollette. E non solo con i rincari dei prezzi del gas, di cui vi ho parlato soltanto pochi giorni fa, ma anche con una crescita esponenziale delle tariffe dell’energia elettrica. Un problema non da poco per le famiglie che si apprestano a vivere le stagioni più fredde dell’anno quando, come fisiologico che sia, i consumi energetici crescono velocemente. E mentre non sembra che la situazione politica internazionale possa garantire un ritorno a prezzi normali nel breve periodo, come possiamo fare sia per ridurre la bolletta che per aiutare l’ambiente?

Per quanto sia difficile il contesto in cui stiamo vivendo, abbiamo sempre un’arma a disposizione: quella di una vita più sostenibile e, al contempo, votata al risparmio. Sì, perché ci sono piccoli comportamenti quotidiani che, per quanto apparentemente banali, se sommati ci possono portare a ridurre anche sensibilmente i nostri consumi, proteggendo al contempo sia l’ambiente che il portafoglio. Ho quindi deciso di proporvi alcuni consigli per ottimizzare i consumi di energia elettrica in casa ed evitare degli sprechi che, in bolletta, potremmo davvero pagar caro!

Perché il caro bollette colpisce anche l’energia elettrica?

Bolletta

Da qualche settimana a questa parte sentiamo continuamente parlare di problemi nell’approvvigionamento di gas, dovuti alla complessa situazione internazionale attuale. Le forniture sempre più ridotte dalla Russia, e la necessità di trovare altri partner per l’Italia e l’Europa, hanno portato i prezzi di questa materia prima alle stelle. Ma per quale ragione l’aumento dei costi del gas impatta anche sull’energia elettrica?

Uno dei principali motivi è relativo al mix energetico che l’Italia sfrutta per produrre energia. Lo Stivale produce autonomamente circa l’85% di tutta l’energia di cui ha bisogno, il 15% viene invece importato dall’estero. All’interno del nostro mix energetico, il 48,3% dell’energia elettrica è prodotta tramite gas naturale, il 17.7% sfruttando l’idroelettrico, il 9.4% con il fotovoltaico, il 6.9% con l’eolico, il 4.4% utilizzando carbone, l’1% con il petrolio e il 12.3% arriva da altre fonti. In una simile suddivisione, dove la maggior parte dell’energia viene ancora prodotta bruciando metano, purtroppo qualsiasi variazione sul prezzo del gas influisce negativamente anche sulle tariffe dell’elettricità. Una ragione in più, questa, per accelerare il percorso verso le fonti rinnovabili e raggiungere, con tecnologie verdi, una piena indipendenza energetica.

Crisi energetica: come ridurre i consumi elettrici in casa

Sono talmente tante le fonti di consumo energetico all’interno della casa che, spesso, nemmeno ce ne rendiamo conto. Dall’illuminazione agli elettrodomestici, passando per i piccoli e grandi dispositivi di intrattenimento, con una gestione più oculata possiamo di certo ridurre i nostri consumi. E anche qualora usassimo l’energia elettrica per riscaldare l’acqua sanitaria e gli ambienti, oppure per cucinare, possiamo di certo alleggerire le nostre bollette. Ma come fare?

Illuminazione: meno sprechi con nuove lampadine

Energia, lampadina led

L’illuminazione domestica è un elemento irrinunciabile delle nostre vite, ma spesso non ci rendiamo conto quanto sia elevato il suo consumo. Soprattutto se si utilizzano ancora vecchie lampadine alogene: tenere accesa per 12 ore una lampadina classica da 60W, comporta un consumo annuo di ben 262 kWh, ben 70 euro ai prezzi attuali dell’energia!

Eppure la soluzione c’è: basta installare le lampadine LED, disponibili anche in diverse colorazioni e con la possibilità di sceglierne la tonalità. Una lampada equivalente ai 60W classici consuma solo 10,8 kW l’ora, circa 47 kWh l’anno: alle tariffe odierne, si spenderebbero solo 12.69 euro. E se moltiplichiamo questo vantaggio per tutti i punti luce della casa, il risparmio è evidente!

A proposito di punti luce, la soluzione per evitare consumi inutili di energia è quella di favorire l’illuminazione naturale degli ambienti. Sia liberando le finestre dalle tende o, in alternativa, scegliendo tessuti molto leggeri e chiari. Allo stesso modo, se è possibile farlo, l’installazione di lucernari permetterà di tenere la luce spenta per tante ore ogni giorno.

Elettrodomestici e consumi elettrici: cosa fare?

Lavastoviglie

Gli elettrodomestici hanno letteralmente cambiato la nostra vita, liberandoci da molte attività che avrebbero chiesto tempo e fatica se condotte manualmente. Eppure questo vantaggio è controbilanciato da un grande consumo energetico, che pesa certamente in bolletta. Come comportarsi?

Molto dipende dalla tipologia di elettrodomestico in uso e, soprattutto, dalla sua classe energetica. Quando ci troviamo quindi a dover sostituire un apparecchio, come la lavatrice o il frigorifero, investiamo qualche euro in più per scegliere la classe più alta disponibile. Dopodiché, ci sono degli utili consigli quotidiani per gli apparecchi più famelici d’energia della casa:

  • Lavatrice: avviamo sempre cicli a pieno carico e manteniamo la temperatura attorno ai 30/40 gradi, quando non è possibile lavare a freddo. I 60 gradi dovrebbero essere destinati solo a indumenti davvero macchiati e i 90, invece, solo se si ha la necessità di igienizzare a fondo i tessuti, ad esempio per eliminare i parassiti degli animali domestici. Lavare a freddo oppure a 40 gradi permette di ridurre i consumi anche del 60%;
  • Lavastoviglie: anche in questo caso, avviamo il ciclo di lavaggio sempre a pieno carico. Se i piatti non risultano eccessivamente sporchi, possiamo disattivare il pre-lavaggio, risparmiando così circa il 20% dell’energia consumata. Se l’elettrodomestico lo permette, scegliamo anche i programmi “eco”: riducono la temperatura da 75 a 50-55 gradi, garantendo il medesimo livello di pulito;
  • Frigorifero: è quell’apparecchio di cui non possiamo fare a meno, perché acceso 24 ore su 24. Il primo passo da compiere è quello di verificare che il termostato sia correttamente impostato: bisognerà rimanere sempre tra i 4 e i 6 gradi, preferendo l’estremo più alto se possibilei. Per ogni grado in meno, si risparmierà circa il 5-10% di consumi. Dopodiché, evitiamo di riempire troppo l’apparecchio, perché ciò riduce il corretto ciclo di ventilazione, costringendo il frigorifero a consumare più energia. Allo stesso posto, posizioniamo gli alimenti sui ripiani consigliati dal produttore, poiché pensati per ottimizzare proprio i consumi. Questo perché il vano dell’elettrodomestico prevede temperature leggermente diverse a seconda dello scaffale: è proprio per questa ragione che tutti i modelli offrono cassetti specifici per la frutta e la verdura, le uova e le bibite;
  • Ferro da stiro: stirare è un’attività noiosa e pure dispendiosa di energia. Stirare per due ore la settimana porta a un consumo annuo di 192 kWh – circa 52 euro ai prezzi attuali. Possiamo però ridurre la temperatura della piastra o, ancora, prestare attenzione a stendere i panni con cura, affinché la gran parte delle pieghe non venga a formarsi.

Discorso assai diverso per tutti quelle soluzioni che, per quanto altamente energivore, vengono usate per periodo brevi: il microonde, il phon, la piastra per capelli o l’aspirapolvere: l’unica soluzione è accorciare i tempi o, ancora, diminuire la temperatura se l’apparecchio lo prevede.

E per i dispositivi d’intrattenimento, come stereo, televisore e console di videogiochi? È meglio scollegarli dalla rete dopo l’uso, evitando che vadano in stand-by: quella lucina rossa accesa ci può costare 5-10 euro l’anno per ogni singolo apparecchio. E attenzione anche ai device di ultima generazione, come le smart-tv: pur non presentando LED sempre accesi, vanno in stand-by ibernando lo schermo, affinché l’utente ritrovi tutte le sue preferenze alla riaccensione. Anche in questo caso, sempre meglio scollegare la presa.

Cucina elettrica? Attenzione agli sprechi

Energia, piastra elettrica

Sempre più persone stanno abbandonando i classici fornelli a gas per montare cucine elettriche, sia classiche che a induzione. I vantaggi non sono infatti pochi: oltre a essere più sicure, eliminando il rischio di fughe di gas o pericolosi incendi, cuociono gli alimenti in modo più uniforme e mirato. Eppure, nonostante questo, hanno consumie elevati: un piano cottura classico arriva a 2.200W, uno elettrico a 1.200. In media, una famiglia di quattro persone consuma 450 kW l’anno per cucinare sul piano a induzione, spendendo 150-200 euro.

Ho già proposto in un precedente articolo i vantaggi di tutte le tipologie di piano cottura elettrico, ma non mancano dei consigli ulteriori:

  • Per le piastre elettriche classiche, cucinare a castello – ovvero impilando le pentole – permette di risparmiare una grande quantità di energia;
  • Sfruttare la pentola a pressione per bollire, così da ridurre i tempi di cottura;
  • Scegliere fornelli dimensionati a pentole e padelle in uso, così da evitare le dispersioni di calore;
  • Quando possibile, scegliere l’induzione perché permette di dimezzare i tempi di cottura dei cibi e, di conseguenza, anche i consumi energetici.

Caldaia e acqua calda: la nota dolente della crisi energetica

Boiler elettrico

Per chi dispone di boiler elettrici, o addirittura di caldaie elettriche per il riscaldamento, la fredda stagione in arrivo rischia di essere davvero complessa da gestire sul fronte della spesa elettrica. Basti pensare che un comune boiler da 1.000 watt può consumare fino a 2.000 kWh l’anno, pari a oltre 600 euro alle tariffe dell’energia attuali.

Il primo passo da compiere è quello di gestire al meglio l’accensione di boiler e caldaia. Non serve rimangano accesi quando non siamo in casa, oppure di notte se le temperature non sono totalmente proibitive: un’accensione di 5 ore giornaliere può portare a una riduzione dei consumi anche del 20%. Ma come gestire questo flusso? Rendiamo i nostri apparecchi smart: vi sono tanti termostati che, collegati alle app per gli smartphone, permettono di programmare l’accensione anche da remoto: basterà attivarli un’ora prima di rientrare in casa.

Regoliamo anche la temperatura del boiler – 40 gradi sono più che sufficienti per una doccia confortevole – e per il riscaldamento rimaniamo a non più di 18-19 gradi. Se possibile, cambiamo poi la vecchia caldaia scegliendo proposte più sostenibili, come ad esempio la pompa di calore: l’impatto ambientale è ridotto e più contenuti sono i consumi energetici.

Risparmiare sulle bollette con l’autoproduzione di energia elettrica

Pannelli solari

Ma se si vogliono davvero tagliare i consumi e abbattere i costi in bolletta, la vera soluzione è investire. Come? Scegliendo l’autoproduzione di energia. Un impianto fotovoltaico da tetto, abbinato al suo sistema di storage a batteria, è ormai in grado di assecondare tutti i consumi energetici della casa. E per chi non può installarlo sul tetto, c’è sempre il fotovoltaico da balcone: non copre l’intero fabbisogno energetico, ma si può tagliare la bolletta di circa 300 euro l’anno. E considerando i bonus e gli incentivi oggi disponibili per installare il fotovoltaico, la spesa iniziale potrà essere facilmente riassorbita.

E per l’acqua calda? La risposta è il solare termico che, con un sistema di serbatoi e serpentine, permette di ottenere acqua sanitaria ad alte temperature solo sfruttando i raggi del sole.

Insomma, la crisi energetica sta mettendo a dura prova i nostri portafogli, ma con un po’ di attenzione possiamo dare un taglio alla spesa. E, al contempo, aiutare l’ambiente!

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