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Home»Provato per voi»Il mio caffè è equo e solidale!
Provato per voi

Il mio caffè è equo e solidale!

Tessa GelisioDi Tessa Gelisio24 Luglio 20145 commenti2 min lettura
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Sapete quanto caffè consumiamo in un anno? Circa 3500 quintali: come sia fa a togliere agli italiani la quotidiana dose di tazzine? Non si può. Ma si può invece cominciare a distinguere tra caffè e caffè….

FOTO 1Quando comprate il caffè in un supermercato vi domandate da dove proviene? O come è coltivato? O che tipo di sfruttamento umano ed economico nasconde parte delle grandi multinazionali? Dovete cominciare a farlo se volete la patente di Ecocentrici!

FOTO 2Io per esempio compro solo e rigorosamente caffè equo e solidale (così come faccio per il cacao le banane o per altri prodotti che provengono dai cosiddetti paesi del Terzo Mondo). Il caffè è stato uno dei primissimi prodotti coloniali ad essere commercializzato, ovviamente con sitemi che badavano solo al profitto. A scapito dell’ambiente e con grande sfruttamento dei lavoratori  Da qualche anno per fortuna qualcosa è cambiato, e proprio la nostra bevanda preferita è stato il primo prodotto ad essere certificato come prodotto equo e solidale, in cui viene stabilito il rapporto commerciale diretto tra operatori commerciali europei e le organizzazioni produttrici del sud del mondo. Esistono criteri e regole che devono essere rispettate per far in modo che il caffè possa essere riconosciuto come equo e solidale:

FOTO 3

Il caffè deve provenire da cooperative di piccoli contadini certificate dal commercio equo e deve essere coltivato e lavorato in condizioni rispettose dell’ambiente e dei lavoratori.

FOTO 4Ci sono vari tipi di certificazione, ma quella più importante riportata sulla confezione è la Fairtrade. Attualmente i produttori di caffè membri del sistema Fairtrade sono oltre 580.000, riuniti in 348 organizzazioni. Circa l’80% di essi proviene da Perù, Colombia, Messico e da tutta l’America Latina. I caffè equosolidali certificati Fairtrade oggi sono molto diffusi  e sono disponibili in supermercati, ipermercati, discount, negozi del biologico, bar, caffetterie, hotel e ristoranti. Oltretutto i prezzi sono paragonabili agli altri non equi. Io scelgo solo quelli, e a quanto pare non sono la sola visto che i prodotti Fairtrade hanno fatto registrare negli ultimi anni un vero e proprio boom. con una crescita del 25%.

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5 commenti
  1. Arturo Rufolo su 24 Luglio 2014 16:18

    Ma esistono dalle mie parti , non li ho mai visti !

    Rispondi
    • tessa su 24 Luglio 2014 18:40

      certo!! si trovano ovunque ormai ! anche nei grandi classici supermercati
      cerca il logo

      Rispondi
  2. Giuseppe su 24 Luglio 2014 18:42

    Mi impegnero’ a dare il mio contributo..speriamo bene !!!

    Rispondi
    • Tessa Gelisio su 25 Luglio 2014 7:21

      Speriamo. BENE? Perché ? Paura di cosa?

      Rispondi
  3. Luca su 30 Luglio 2014 11:33

    Ecocentrico addicted.Grande Tessa un bacione.
    #luca_in_chain5

    Rispondi
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