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Home»Provato per voi»Illuminanti, i must have dell’estate: ma cosa contengono?
Provato per voi

Illuminanti, i must have dell’estate: ma cosa contengono?

Gli illuminanti sono tra i prodotti di make-up più utilizzati durante l'estate, ma spesso contengono sostanze da evitare. Vediamo insieme 6 prodotti famosi
Adriano MarianiDi Adriano Mariani24 Luglio 2017Aggiornato:26 Settembre 20175 min lettura
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6 famosi prodotti analizzati sotto la lente d’ingrandimento

illuminanti COP - donna.nanopress.it

Da ormai un paio di estati sono un must: gli illuminanti sono tra i prodotti per il make up più di moda.

Sono a base di particelle riflettenti e, applicati in punti strategici del viso, regalano immediatamente un aspetto più fresco e luminoso.
Più adatti alla stagione estiva, perfetti per esaltare l’abbronzatura, ne esistono di diversi tipi, da quelli glitterati a quelli opachi, per un effetto più naturale.

Anche i formati possono essere diversi: si va da quelli in polvere, che durano più a lungo ma sono sconsigliati alle pelli secche; quelli in crema o liquidi, più facili da applicare; gli stick, dall’effetto più luminoso; i primer, da utilizzare sotto la base per il viso, i più naturali.

Se fino a un po’ di tempo fa non si trovavano facilmente, oggi vengono proposti anche dalle marche low cost; ho preso 6 prodotti di fasce di prezzo diverse per metterli a confronto: l’acquisto vale la pena?

L’OREAL – Lumi Magique Primer (€ 16,99 / 30 ml)

l'oreal

Il primo prodotto che vediamo è in versione primer, e l’ho trovato di questo famoso marchio venduto anche nella GDO (anche se il prezzo non è così competitivo); si può utilizzare come base, garantendo 8 h di idratazione, e successivamente come illuminante. Vediamo l’inci?
Subito dopo l’acqua inizia una lista di siliconi, seguiti da PEG e PPG, ancora siliconi, Caprylyl Glycol (che appartiene alla famiglia dei glicoli, quindi sintetico), vari filmanti di sintesi e parabeni.
Iniziamo male!

 

ESSENCE – Strobing illuminante viso (€ 3,79 / 9 g)

essence

Anche Essence, marchio low cost per eccellenza, ha realizzato un illuminante: è una versione in polvere, da utilizzare come una cipria a look finito per dare luce all’incarnato.
Le prime voci dell’inci sono tutti di ingredienti naturali, fino a Synthetic fluorphlogopite, una polvere sintetica non biodegradabile, Diisostearyl malate, un emolliente sempre sintetico, filmanti di sintesi e due glicoli (Caprylyl e Hexylene Glycol) come solventi.
Anche qui le sostanze sintetiche non mancano…

 

KIKO – Radiant Touch creaming stick highlighter (€ 9,95 / 10 g)

kiko

Anche questo famosissimo marchio ha creato una vasta linea di prodotti illuminanti; io ho voluto controllare quello in stick, che si presenta senza parabeni, non comedogenico (ovvero non ostruisce i pori della pelle), oftalmologicamente testato e arricchito da olio di jojoba. Sarà la solita eco furbata?
Il primo ingrediente è Hydrogenated Polyisobutene, un emolliente di sintesi, a cui seguono siliconi, Diethylhexyl adipate, Polyehylene e Polymethyl Methacrylate (polimeri della plastica!), cera microcristallina (derivata dalla paraffina), filmanti di sintesi, più vari coloranti, anche sintetici, derivati dal petrolio o il carmine, che si ottiene triturando un insetto, la cocciniglia.
Assolutamente l’opposto di un prodotto ecocentrico!

 

PUPA – Extreme Gold Highlighter (€ 18,90 / 3,5 g)

pupa

Ci spostiamo in profumeria e iniziamo a salire con il prezzo. Ho scelto questo prodotto, una novità, che fa parte di una linea speciale; senza parabeni, non comedogenico, a basso rischio di allergie, dermatologicamente testato… ma gli ingredienti?
Iniziamo male con Caprylic/Capric Triglyceride, un emolliente simile alla glicerina ma di sintesi, seguito da siliconi; ci sono poi Diisostearyl malate, un altro emolliente sintetico e derivato dal petrolio, Polysorbate-20, sempre emolliente e sempre di origine petrolifera, filmanti di sintesi, Isopropyl palmitate, un emolliente derivato dall’olio di palma quindi non proprio ecologico, un filtro UV sintetico, BHT (conservante sospettato di essere un interferente endocrino) e la Synthetic fluorphlogopite vista già prima.
Un elenco lunghissimo di sostanze da evitare.

 

BENEFIT – High beam illuminante liquido per il viso (€ 28,90 / 13 ml)

benefit

Aumentiamo ancora il prezzo e vediamo questo prodotto famoso anche tra i make up artist. Hanno diversi illuminanti, come questo in versione liquida.
L’inci è davvero lunghissimo: si trovano Caprylic/Capric Triglyceride, Pentylene glycol (sempre della famiglia dei glicoli), Polymethyl Methacrylate, vari siliconi, PEG, filmanti di sintesi, Steareth-21 e 2 (emulsionanti sintetici derivati dal petrolio), ancora glicoli, Polysorbate e diversi coloranti, anche di sintesi.
Troppi ingredienti sintetici e di derivazione petrolifera, inoltre a questo prezzo…

 

MAC – Mineralize Skinfinish (€ 31,00 / 10 g)

mac

E concludiamo con un altro marchio usato anche a livello professionale; famoso questo prodotto in polvere, da utilizzare sempre come una cipria a fine trucco. Sul sito scrivono solo che leviga la pelle, senza causare imperfezioni, che è arricchito da un complesso minerale ed è testato oftalmologicamente e dermatologicamente.
Bisogna leggere gli ingredienti sulla confezione per scoprire che contiene filmanti di sintesi, siliconi, Isopropyl palmitate, Isohexadecane (che appartiene alla categoria delle paraffine), filtri solari chimici, polisorbati, ancora filmanti di sintesi, Synthetic fluorphlogopite e vari coloranti sintetici.
Mi sembra che più aumenti il prezzo, più aumentino anche le sostanze dannose!

 

Al di là dell’effetto che creano, non credo che valga la pena spendere tanto: come abbiamo visto, per lo più contengono ingredienti che occludono i pori della pelle, che invece deve poter respirare, a maggior ragione d’estate.

Se proprio è impossibile farne a meno, piuttosto meglio preferire i prodotti naturali, minerali o completamente eco bio: scommettiamo che ce ne sono di ottimi, e magari anche più economici?

 

N.B.: Le mie considerazioni sugli ingredienti le ho fatte alla luce di studi scientifici, opinioni di esperti di cui mi fido, fonti come il Biodizionario o i regolamenti delle certificazioni eco-biologiche.

Foto copertina: donna.nanopress.it

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