
Semplicemente usati per profumare gli ambienti, oppure per accompagnare momenti di meditazione, gli incensi possono contare su una storia millenaria. Con i loro fumi aromatici, offrono note olfattive persistenti e rilassanti, perfette per ogni momento della giornata. Eppure, soprattutto con l’apparizione sul mercato di incensi sintetici, spesso se ne sottovalutano i rischi: possono infatti contenere dei derivati del petrolio che, per via della combustione, rappresentano una grave fonte di inquinamento indoor. Ma quali sono le conseguenze principali e, soprattutto, quali alternative preferire?
I rischi degli incensi industriali
Una vastissima gamma di fragranze, offerte a bassissimo costo: da qualche anno a questa parte, gli incensi industriali sono diventati particolarmente popolari. Realizzati con bastoncini di cartone, bambù o legno, sono impregnati con oli sintetici, carbone o derivati del petrolio, per garantire una combustione dilungata nel tempo e un effetto deodorante più persistente. Non tutti sanno, però, che possono rappresentare un rischio per la salute.
Le sostanze chimiche pericolose

Affinché siano proposti a buon mercato, gli incensi low-cost incorporano diverse sostanze che richiedono attenzione: composti petrolchimici – il più comune è il muschio sintetico – nonché ftalati, solventi e profumi ingegnerizzati. Tra le componenti più nocive per la salute, si rilevano soprattutto:
- benzene e formaldeide, anche in quantità molto elevate, noti per il loro potenziale cancerogeno;
- toluene e xileni, dagli effetti irritanti per le vie respiratorie e infiammatori per il sistema nervoso;
- idrocarburi policiclici aromatici (IPA), conosciuti per le loro potenzialità come interferenti endocrini, mutageni e sospetti cancerogeni.
Uno studio condotto nel 2021 dallo IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha evidenziato che l’utilizzo di incensi sintetici può avere conseguenze deleterie sulla salute, tanto che l’esposizione in ambienti chiusi ha effetti pari o superiori al fumo di sigaretta.
I rischi della combustione

Il problema maggiore è dovuto alla combustione di questi incensi: oltre agli effetti irritanti del fumo, simili sia per i prodotti naturali che per quelli sintetici, le soluzioni industriali saturano velocemente l’ambiente di sostanze particolarmente inquinanti, in particolare composti organici volatili.
La combustione porta infatti al rilascio di:
- monossido di carbonio e P.M 2.5, indifferentemente si tratti di intensi sintetici o naturali, proprio per effetto della bruciatura;
- COV, aldeide, IPA e metalli pesanti, quasi esclusivamente per gli incensi di produzione industriale.
Una ricerca condotta su 61.320 persone a Singapore ha rivelato un collegamento diretto tra l’esposizione ai fumi degli incensi e disturbi respiratori di ogni genere, compresi carcinomi delle vie respiratorie superiori e neoplasie polmonari profonde. Questo perché i composti chimici emessi con la combustione sono di minuscole dimensioni e, con la respirazione, si depositano facilmente nei bronchi e nei polmoni, determinando una condizione d’infiammazione cronica. Un altro studio ha invece evidenziato un aumento del 33% del rischio di sviluppare tumori polmonari con l’uso continuativo di incensi.
Le alternative naturali ed ecologiche

In linea generale, qualsiasi tipologia di incenso rilascia inquinanti negli ambienti, quindi si dovrebbero preferire altre soluzioni – ad esempio, gli oli essenziali biologici – per deodorare casa. Tuttavia, è altrettanto vero che i rischi dei prodotti naturali e artigianali sono notevolmente ridotti: per quanto PM 2.5 e monossido siano comunque presenti, almeno si eliminano tante altre sostanze chimiche dannose.
Ma quali preferire? Le alternative non mancano:
- l’incenso arabico, detto anche olibano o franchincenso, realizzato con resine prodotte naturalmente da piante, senza alcuna lavorazione chimica;
- la mirra e il Copal, anche queste gommoresine aromatica ricavata direttamente da alberi;
- i legni aromatici, come il Palo Santo e il sandalo;
- gli incensi ricavati da erbe aromatiche, come lavanda, salvia bianca, rosmarino o cedro.
È però necessario accertarsi che questi prodotti siano stati realizzati seguendo metodi artigianali e tradizionali – ad esempio, con la raccolta delle resine direttamente dalla corteccia delle piante – per ridurne l’impatto ambientale. La produzione su vasta scala sta infatti minacciando i già delicati ecosistemi mediorientali, in particolare con la distruzione di antiche foreste, per fare spazio a monoculture.
Come scegliere un incenso senza petrolio

Ma come scegliere un incenso senza petrolio, tra i tanti presenti sulla grande e sulla piccola distribuzione? È sufficiente prestare attenzione ad alcuni passaggi:
- preferire formati puri, come grani di resina, pezzetti di legno o bastoncini in legno naturale, evitando bambù trattato;
- leggere con attenzione le etichette, per verificare la presenza di ingredienti esclusivamente naturali. Meglio evitare le diciture generiche “profumo” o altre componenti di probabile derivazione petrolchimica;
- controllare le certificazioni, come ad esempio l’ICEA, nonché la presenza del marchio CE, perché sul mercato sono spesso presenti incensi di produzione asiatica che non rispettano i requisiti minimi di sicurezza dell’Unione Europea;
- usare con buon senso, senza mai esagerare, in ambienti ben ventilati e per brevi periodi.
In definitiva, quell’incenso che sembra aiutare la meditazione, in realtà potrebbe danneggiare l’organismo. Per questo bisogna prestare particolare attenzione all’acquisto e, soprattutto, usare questi prodotti con parsimonia.

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