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Mare: una risorsa preziosa da tutelare

Tessa Gelisio, Mare

Quanti di voi si trovano al mare, per godersi le ultime settimane di meritata vacanza? E quanti invece stanno pianificando una partenza a settembre, per vivere la spiaggia con maggiore tranquillità? Quando pensiamo al mare, alla nostra mente non possono che balzare immagini di relax sdraiati sul bagnasciuga o, ancora, il ricordo di passate vacanze. Eppure, tra un ricordo vacanziero e l’altro, dovremmo anche pensare quanto sia preziosa questa risorsa e quanto poco stiamo facendo per tutelarla. Sì, perché i nostri mari versano in condizioni sempre più difficili e, senza un cambio di rotta da parte di tutti, rischiano di diventare dei veri e propri cimiteri per la biodiversità.

Le grandi distese marine e oceaniche soffrono infatti le conseguenze della stupidità umana, tra sempre più rifiuti, cambiamenti climatici che portano al surriscaldamento delle acque e alla morte di molte specie marine, depauperamento delle risorse ittiche per la pesca indiscriminata e molto altro ancora. Se solo ci soffermassimo sul fatto che entro il 2050 rischiamo di avere più plastica che pesci nelle nostre acque, oppure che nell’Oceano Pacifico vi è un’enorme isola fatta solo di rifiuti galleggianti, capiremmo quanto grave è questa situazione. Ma come possiamo agire, nel nostro quotidiano? Di seguito, tutti i miei consigli.

Plastica, l’incubo per i nostri mari

Plastica e mare

Non possiamo più negarlo: quello della plastica è uno dei maggiori – se non il principale – problema che colpisce mari e oceani in tutto il mondo. I rifiuti di cui così facilmente ci sbarazziamo finiscono a galleggiare per secoli nelle grandi distese d’acqua, causando non pochi problemi per la sopravvivenza della fauna e della flora marina. E le conseguenze vanno ben oltre a quello che ci potremmo immaginare.

Innanzitutto, i rifiuti in plastica oggi minacciano la sopravvivenza di oltre 700 specie marine. Tra le tartarughe e i cetacei, che scambiano i rifiuti per prede, fino ai delfini impigliati nelle reti da pesca e gli uccelli marini strangolati da lacci e mascherine: la situazione non è rosea. Eppure, quello dei danni agli animali è solo il problema più evidente causato dai nostri rifiuti: vi sono anche conseguenze spesso invisibili, ma non per questo meno pericolose sia per il Pianeta che per l’uomo.

La prima è quella della proliferazione delle microplastiche, ormai ubiquitarie su tutto il globo: sono state rinvenute addirittura nei punti più profondi della Fossa delle Marianne. Questi infinitesimali frammenti di plastica vengono ingeriti dai pesci contaminando l’intera catena alimentare animale e umana. E, come se non bastasse, stanno alterando la composizione dei fondali o la capacità degli stessi di assorbire la luce solare, limitando così la crescita di specie vegetali utili sia per i mari che per l’uomo.

La seconda riguarda invece la proliferazione di batteri che, oltre a modificare i delicati equilibri degli oceani, rischiano di rappresentare una minaccia per l’uomo in un futuro non troppo lontano. È quanto sta accadendo con la platisfera, un vero e proprio nuovo ecosistema marino scoperto di recente dagli scienziati, dovuto alla simbiosi tra batteri e rifiuti dispersi in acqua. A quanto pare, le superfici in plastica favoriscono la proliferazione di germi e batteri se esposte agli agenti atmosferici, come l’acqua e il sole. Questi batteri si stanno moltiplicando con una velocità mai vista prima e stanno anche subendo delle mutazioni: non si può escludere che queste, in futuro, non diventino dannose per l’uomo.

Cosa possiamo fare per proteggere il mare

Come ho già accennato in apertura, anche le nostre piccole azioni quotidiane sono hanno un impatto sensibile per ridurre l’inquinamento dei mari e, di conseguenza, a rallentarne il declino. Dalla corretta gestione dei rifiuti in plastica fino ai comportamenti da tenere in spiaggia, passando per l’uso di cosmetici bio: anche un piccolo gesto, se compiuto da molte persone, può avere effetti positivi inimmaginabili.

Ridurre i rifiuti di plastica

Mare e borraccia

Il primo passo da compiere è quello di ridurre la produzione di rifiuti in plastica, adottando dei comportamenti virtuosi sia nel nostro quotidiano che durante le vacanze, quando ci rilassiamo in spiaggia.

Innanzitutto, è tempo di dire addio alle classiche bottigliette, scegliendo invece soluzioni più virtuose: una  borraccia, magari in duraturo metallo, evita di utilizzare fino a quattro bottigliette di plastica al giorno. Non solo bottiglie, però, perché la plastica è ovunque: non utilizziamo stoviglie e bicchieri usa e getta e, se vogliamo concederci un pasto a due passi dal mare, solo cibi sfusi e non confezionati.

Rinunciamo anche alle buste di plastica per trasportare cibi oppure oggetti in spiaggia, preferendo invece le classiche borse in tela o in paglia, decisamente più sostenibili. Evitiamo poi anche palloni e palloncini con cui fare giocare i più piccoli, poiché potrebbero finire in mare e, per chi non è ancora riuscito a rinunciare al rischio del fumo, i mozziconi non vanno abbandonati nella sabbia. Lo stesso vale per fazzoletti, tamponi igienici, pannolini per bambini e molto altro altro ancora.

Attenzione ai solari, meglio quelli bio

Crema solare

La protezione solare quando ci si espone al sole è indispensabile, perché l’azione dei raggi solari potrebbe non solo causare le classiche e dolorose scottature, ma anche determinare conseguenze gravi nel lungo periodo. Il melanoma, uno dei tumori più difficili da curare, è uno di questi. Ma forse tutti non sanno che le creme solari, se realizzate senza nessuna particolare attenzione per l’ambiente, possono avere effetti nocivi sui nostri mari.


Negli ultimi anni, ad esempio, diverse ricerche hanno dimostrato come alcuni componenti contenute nelle creme solari classiche siano responsabili dell’alterazione chimica delle acque, tanto da accelerare il processo di scolorimento e distruzione della barriera corallina. È quindi indicato scegliere cosmetici con protezione solare più sostenibili. Sia a partire dal packaging, con confezioni riciclabili e plastic-free, che a livello di principi attivi: quelli bio, ad esempio, non contengono sostanze considerate dannosi per la barriera corallina e, più in generale, per la fauna marina. Questi prodotti solitamente contengono schermature minerali dei dannosi raggi UVB del sole, anziché filtri chimici. Prima dell’acquisto, dobbiamo perciò controllare attentamente l’INCI riportato in etichetta.

Qui nel blog ho segnalato tantissimi validi prodotti amici della pelle e del pianeta.

Interveniamo in caso di violazioni o comportamenti scorretti

Spiaggia e animali

Non dobbiamo prestare però attenzione soltanto ai nostri comportamenti, ma anche a quelli altrui. E intervenire, se necessario anche allertando le autorità presenti sul posto, per evitare pericolose conseguenze. D’altronde, sarà capitato a tutti di notare scene ben poco edificanti durante un pomeriggio trascorso in spiaggia.

Il problema più diffuso è certamente quello dell’abbandono dei mozziconi sulla sabbia, come già accennato: possiamo invitare i fumatori a usare posaceneri tascabili o, ancora, chiedere l’intervento del bagnino. Si tratta infatti di un comportamento sanzionato dalla legge, anche con multe importanti. Dopodiché, utile sarà richiedere l’intervento delle forze dell’ordine quando si notano persone intente a gettare rifiuti di ogni tipo: bottigliette, pannolini per bambini, tamponi intimi, packaging alimentare e molto altro ancora.

Una grande attenzione dovrà essere poi riposta nella protezione degli animali. Le autorità dovranno essere immediatamente chiamate quando assistiamo al maltrattamento di quadrupedi domestici, come cani abbandonati sul bagnasciuga e sotto il sole dai loro proprietari. Ma anche quando i comportamenti altrui danneggiano le specie selvatiche: il più classico esempio è quello dei genitori che raccolgono piccoli pesci, paguri, stelle marine e granchi per far giocare i bambini, imprigionando questi animali in secchielli dall’acqua rovente. Anche in questo caso, si tratta di un comportamento punito dalla legge.

Bastano quindi poche e semplici azioni per rendere la nostra vita più amica del mare, un cambio di abitudini che non richiede particolari sforzi ma che, collettivamente, può fare la differenza!

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