A tavola

Merendine preconfezionate? Per la salute e l’ambiente, meglio altri snack

Merendine, Tessa Gelisio

Dolci, proposte in confezioni colorate e spinte da un marketing martellante: le merendine preconfezionate sono ormai da decenni entrate nelle routine alimentari dei più piccoli, conquistando i loro favori. D’altronde, per i bambini è davvero difficile resistere al richiamo di questi dolcetti, spesso venduti in abbinato a simpatici gadget o piccoli giocattoli. Eppure, non solo potrebbero non essere la scelta giusta per la loro dieta, ma rappresentano anche un prodotto poco amico dell’ambiente. Che fare, allora?

Innanzitutto, non c’è motivo di trasformarsi in intransigenti dell’alimentazione: una merendina ogni tanto, anche solo per appagare il palato, la si può di certo concedere ai più piccoli. Tuttavia, nella maggior parte dei casi il loro ricorso è più che quotidiano: dagli snack consumati a scuola nell’intervallo fino alla merenda del pomeriggio, passando per molte altre occasioni. Ho quindi deciso di capirne di più: quali sono gli ingredienti più rischiosi delle merendine industriali, quali sono i problemi a livello ambientale e, soprattutto, come sostituirle con una dieta maggiormente salutare?

Merendine preconfezionate: un profilo nutrizionale non sempre ottimale

Merendine e bambino

È sempre difficile generalizzare quando si parla di merendine preconfezionate, poiché l’apporto nutrizionale di questi prodotti cambia enormemente a seconda del marchio e della tipologia prescelta. Nel corso del 2020 ne avevo infatti parlato con la dietista Monica Artoni, analizzando alcune delle merendine più diffuse sul mercato.

Ma cosa contengono queste merendine? A quali ingredienti bisogna prestare attenzione? Sempre in linea generale, gli studi condotti sui prodotti dolciari della grande distribuzione evidenziano un profilo nutrizionale non sempre ottimale per le esigenze dei più piccoli. Il gruppo Humanitas, ad esempio, qualche tempo fa ha riportato il parere di Giorgio Calabrese, docente di Scienza dell’Alimentazione all’Università Cattolica di Piacenza. E ne sono emersi alcuni punti critici, da valutare prima di inserire questi prodotti stabilmente nella propria dieta:

  • Grassi saturi idrogenati: la maggior parte delle merendine contengono alti livelli di grassi saturi idrogenati, noti per essere correlati a patologie come l’obesità, l’ipertensione arteriosa, le problematiche del fegato e del pancreas e molto altro ancora;
  • Colesterolo: legata all’alta presenza dei grassi saturi, vi è anche il problema del colesterolo. In media, si registrano circa 20 milligrammi di colesterolo per ogni 100 grammi di merendina;
  • Calorie eccessive: le merendine preconfezionate tendono a essere ipercaloriche, tanto che l’apporto per 100 grammi è di 414 calorie per gli snack farciti, 359 per i dolci con marmellate e ben 463 per le merendine a base di pan di Spagna;
  • Tanti zuccheri, poche proteine: sempre in generale, le merendine sono ricche di zuccheri semplici e, al contempo, troppo povere di proteine. A volte i livelli di carboidrati sono talmente elevati che basta una sola merendina per raggiungere il 9-10% di tutto il fabbisogno giornaliero di energia del bambino.

L’eccesso di zuccheri è il fronte che desta maggiore preoccupazione, così come evidenziato qualche tempo fa da un report dell’OMS. Proprio a causa di un elevato consumo di prodotti industriali da forno, snack, junk food e bibite zuccherate, il consumo di dolcificanti in Europa è passato dagli 8 kg all’anno per individuo nel 1940 ai 27 attuali. E, sempre secondo l’OMS, per ridurre sensibilmente rischi per la salute – in particolare proprio tra i bambini e nella fase dello sviluppo – di quei 27 ne andrebbero eliminati almeno 18 chilogrammi.

Le problematiche di salute connesse alle merendine

Merendine e obesità

Negli ultimi decenni si assiste a un aumento di patologie già dall’infanzia che, un tempo, risultavano decisamente rare. Questo perché l’alimentazione dei più piccoli è cambiata profondamente e non sempre in meglio: come abbiamo già visto, gli zuccheri assunti quotidianamente sono eccessivi, nella dieta vi sono spesso alte quantità di grassi saturi idrogenati e il ricorso a ingredienti ipercalorici. Ovviamente le merendine non sono le uniche responsabili delle conseguenze di un’alimentazione sregolata, che deve essere infatti considerata nel suo complesso, ma sono comunque rilevanti.

Tra le problematiche rilevate dall’OMS dovute a un’alimentazione troppo ricca di zuccheri per i bambini, si evidenziano:

  • Aumento del rischio di obesità: dall’ultimo European Regional Obesity Report 2022 dell’OMS, nel Vecchio Continente un bambino su tre soffre di forme più o meno gravi di obesità. Un problema che colpisce più i maschi (29%), ma che rimane elevato anche per le femmine (27%);
  • Decadimento dentale precoce: il consumo continuo di zuccheri semplici rappresenta la prima causa di carie nei bambini, sia fra coloro che presentano ancora una dentizione provvisoria che già quella definitiva;
  • Incremento dei casi di diabete: sempre l’alimentazione ricca di zuccheri aumenta il rischio di sviluppare importanti patologie come il diabete di tipo-2, per il sovraccarico che questo tipo di alimentazione riserva al pancreas;
  • Aumento dei problemi al fegato: mai come in questi anni si registra un aumento delle problematiche legate alla funzionalità del fegato già nei più piccoli, proprio a causa di diete sregolate.

L’impatto ambientale delle merendine: il packaging

Inquinamento, packaging


Non ci sono solo i problemi di salute, quello delle merendine è un universo critico anche dal punto di vista ambientale. A confermarlo è un recente studio condotto nel Regno Unito che, oltre ad analizzare il profilo di 57.000 alimenti disponibili sulla grande distribuzione, ne ha evidenziato anche le problematiche ambientali.

Per quanto non siano così inquinanti come altri alimenti – la carne da allevamenti intensivi, ad esempio – le merendine presentano delle problematiche da non sottovalutare:

  • Packaging: le merendine sono quasi sempre confezionate in involucri eccessivi, per la maggior parte di plastica. In media, i prodotti sul mercato prevedono una pellicola esterna in plastica, un contenitore interno sempre in plastica oppure in derivati del polistirolo e, fatto non meno importante, ogni singolo snack è confezionato singolarmente. Si tratta di una grandissima quantità di plastica, oltretutto difficile da riciclare;
  • Ingredienti: alcuni ingredienti molto diffusi nelle merendine – come cacao, cioccolato, mandorle e nocciole – non vengono prodotti localmente ma acquistati in Paesi lontani, dalla manodopera a basso costo e dalle normative ambientali lasche. Il problema maggiore qui è rappresentato dal trasporto delle materie prime che, come facile intuire, devono passare da un continente all’altro per raggiungere gli impianti di produzione;
  • Olio di palma: fra tutti gli ingredienti, è quello che preoccupa di più. Questo perché è direttamente correlato alla massiccia deforestazione  di foreste tropicali primarie in Paesi come l’Indonesia e il Sudest Asiatico.

Quali alternative alle merendine preconfezionate?

Merenda con anguria

Fortunatamente, è molto semplice trovare delle alternative alle merendine di produzione industriale. Degli alimenti più sani, magari anche realizzati con ingredienti a chilometro zero, con cui fare felici i più piccoli senza pesare sul loro benessere. Ma come è possibile sostituire questi prodotti dolciari?

  • Dolci fatti in casa: dalle torte ai biscotti, preparare i dolci in casa è la soluzione migliore per offrire ai più piccoli degli alimenti più sani. Innanzitutto, poiché è possibile controllare con più facilità la quantità di zucchero nelle preparazioni, offrendo così dolci meno calorici senza alterarne il gusto. Dopodiché, perché vengono meno additivi, conservanti e coloranti dannosi per la loro salute. E si evita di produrre rifiuti dovuti al packaging: per portare le merende a scuola, ad esempio, basta una busta in cera d’api oppure un normale contenitore riutilizzabile per alimenti;
  • Frutta e verdura: per il corretto sviluppo dei più piccoli, è fondamentale offrire ogni giorno buone quantità di frutta e verdura. È vero che i bambini sono sempre un po’ restii a consumare questi alimenti, ma si possono rendere più appetibili proponendo delle macedonie, estratti, succhi e granite fatte in casa;
  • Confettura e cioccolato: quando i bambini desiderano alimenti particolarmente dolci, è decisamente meglio offrire un pezzo di cioccolato – magari fondente di alta qualità – che una merendina farcita. Lo stesso vale per le confetture, magari prodotte in casa con ridotte quantità di zuccheri aggiunti.

In definitiva, nessuno vieta di consumare una merendina ogni tanto ma, per il benessere dei bambini e un maggiore rispetto del Pianeta, è meglio investire parte del proprio tempo in cucina. I dolci fatti in casa sono infatti più sani e più sostenibili e, per farli, ci possiamo anche fare aiutare dai più piccoli, stimolando così la loro fantasia e creatività.

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