Provato per voi

Per una vita senza macchia – 2

Secondo capitolo del vademecum che rende le macchie “impossibili” possibilissime

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Bene, ed eccoci di nuovo alle macchie difficili, quelle che sono l’incubo di qualunque donnina o omino di casa, quelle che quando le vedi ti si gela il sangue e ti viene l’istinto di buttar via macchia e indumento macchiato… già, proprio quelle.  Lasciate, allora, che vi guidi in una piccola galleria di piccoli orrori e che per ogni “mostro” della galleria vi consigli il metodo (a bassissimo impatto ecologico ed economico) per eleminarlo.

 

A una cena galante vi finisce un goccia di vino rosso sulla camicia o la camicetta? Beh, all’imbarazzo del momento non c’è rimedio. Ma se avete un po’ di spirito prendete la saliera e con nonchalance versate un po’ di sale sulla macchia e lasciate che assorba il vino. Non risolverà subito il problema ma una volta a casa, eliminate i residui di sale e sfregate con un bel pezzo di sapone di Marsiglia sotto l’acqua calda: la vostra camicia per quanto bianca fosse tornerà a splendere di un immacolato candore!

 

Per le macchie oleose, sia grasso di macchina oppure olio extravergine di eccellente qualità, intervenite con dell’argilla: già, proprio così, sporcate per bene la macchia con dell’argilla che come un tampone raccolga l’olio sul quale la sola acqua ben poco può fare. Dopo questa terapia d’urto intervenite con il sapone di Marsiglia e un po’ di olio, appunto, di gomito. Buona fortuna.

 

Per un caffè caldo ci vuole un bel po’ di acqua fredda corrente subito e poi acqua calda, grinta nello sfregare e sapone di Marsiglia in seconda battuta. Risultato garantito! Non mi credete? Date un occhio qui sotto!

1- acqua fredda

acqua

 

2- Sapone di Marsiglia

 

 

sapone

 

3- Il risultato: che se nulla fosse accaduto

dopo

Il tè lo preferite con il limone o con il latte? Posso darvi un consiglio? Se vi finisce sui jeans usate il limone… per strofinare la macchia, sparirà come un brutto ricordo. Se invece si trattasse di un tessuto delicato utilizzate l’aceto bianco. Insomma, con il tè bisogna usare qualcosa di acido, con cautela.

 

Ok, niente caffè, niente tè… Ma vorrete almeno un sorso di cioccolata! Si può dir di no alla cioccolata? Se l’entusiasmo ve ne facesse finire un po’ addosso ecco come salvare il salvabile: inumidite con acqua e sapone e sfregate (con delicatezza) usando l’acqua ossigenata.

 

Se state in cucina quanto ci sto io, saprete perfettamente che, affettando e sminuzzando, i polpastrelli sono a rischio. Quanto sanguinano anche dei minuscoli taglietti da niente! E se una gocciolina di sangue vi finisse sui vestiti? Prima cosa da NON fare: usare l’acqua calda! Strofinate e lasciate a mollo in una bacinella riempita con acqua fredda, anche con cubetti di ghiaccio. Poi sfregate con sapone di Marsiglia e lasciate agire; quindi, infine, ancora acqua fredda e di nuovo sapone di Marsiglia fino a quando non sparisce. .

 

La muffa ha aggredito i tessuti? L’unico modo per scacciarla è renderle la vita impossibile tamponando la macchia con un panno imbevuto di limone e acqua molto salata per una decina di minuti, poi fate intervenire il sapone di Marsiglia. La macchia a quel punto sarà sparita ma non è detto che lo siano anche le microscopiche spore che solo un passaggio in lavatrice a 90°C potrà uccidere.

 

Visto? Ogni macchia ha la sua cura. Un ultimo suggerimento: affrontate tutti questi piccoli incidenti prima di lavare in lavatrice o stirare… Le macchie “cotte” diventano medaglie indelebili!

 

 

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