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Tintarella senza rischi

L'esposizione al sole è uno dei fattori di rischio per il melanoma: vediamo le regole principali per abbronzarsi in tutta sicurezza
Adriano MarianiDi Adriano Mariani15 Giugno 2017Aggiornato:26 Settembre 20175 min lettura
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I consigli del dermatologo per preparare la pelle al sole e per una corretta esposizione

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Siamo appena all’inizio della stagione estiva ma il tema abbronzatura è già “caldo”. Chi non vede l’ora di godersi le prima giornate al mare, e magari togliersi di dosso il grigiore invernale?

Non bisogna però farsi prendere troppo dall’entusiasmo: non dimentichiamo che il sole è amico e allo stesso tempo nemico della pelle.

L’esposizione solare porta tantissimi benefici, primo fra tutti la sintesi di vitamina D, fondamentale per la salute delle ossa, ma in più contribuisce anche ad abbassare la pressione sanguigna, stimolare la circolazione, accelerare il metabolismo e migliorare il tono dell’umore.

Di contro, prendere troppo sole e senza le dovute precauzioni, espone a tanti rischi. La pelle e l’organismo vanno preparati per tempo e in spiaggia occorre fare attenzione ad abitudini nocive: per raggiungere una sana abbronzatura e salvare la pelle, ho chiesto qualche consiglio al Prof. Leonardo Celleno, Dermatologo, Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Presidente AIDECO-Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia.

Prima di tutto, cerchiamo di capire quali sono i pericoli dati dai raggi solari.

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Foto: www.sanihelp.it

«I raggi ultravioletti possono essere UVB, che colpiscono gli strati più superficiali della pelle e sono responsabili di danni immediati, come eritemi e scottature, oppure UVA, più pericolosi perché arrivano fino al derma, causando danni a lungo termine come invecchiamento precoce o anche cancro alla pelle. I dermatologi insistono da anni su questo punto, ma le loro raccomandazioni spesso vengono prese alla leggera.»

A torto, purtroppo: secondo i dati AIRC, in Italia vengono fatte oltre 3mila diagnosi l’anno di melanoma cutaneo; l’incidenza è raddoppiata negli ultimi 10 anni ed è in continua crescita. Indovinate qual è il principale fattore di rischio? L’eccessiva esposizione ai raggi UV.

La sua prevenzione consiste proprio nel proteggere la pelle al sole, oltre a controlli periodici dei nei.

«Andrebbero fatti in linea di massima una volta l’anno, anche se poi ciascuno deve seguire le indicazioni del dermatologo.
L’importante è che diventi una pratica e non ci si rivolga al medico solo quando si sta male: la prevenzione è importante, ancora di più per i soggetti con pelle chiara, che si scotta facilmente o con molti nei, perché sono quelli più a rischio. Un buon momento per fare questo controllo è sicuramente prima dell’estate e dell’esposizione al sole.»

Foto: larc.it

Cos’altro bisognerebbe fare per arrivare preparati alle vacanze al mare?

«Esistono tanti rimedi per proteggere la pelle dall’interno. C’è quella che si chiama fotoprotezione per via sistemica, che consiste in miscele di antiossidanti da assumere per bocca, per combattere i danni causati dai radicali liberi innescati dai raggi UV.
Meglio ancora se gli antiossidanti arrivano dall’alimentazione: basta semplicemente approfittare dei prodotti che offre la natura in questa stagione. Frutta e verdura di colori diversi, soprattutto quelle giallo e arancio come meloni, albicocche, carote, ma anche peperoni, pomodoro, pesce e frutti di mare, per il contenuto di beta-carotene.»

E veniamo all’esposizione: come comportarsi al sole? Oltre alle principali raccomandazioni, ovvero utilizzare una protezione solare ad ampio spettro, ovvero che abbia filtri sia per i raggi UVB che UVA, ed evitare le ore più calde della giornata, di cosa dobbiamo tenere conto?

«Prima di tutto, la protezione deve essere adeguata al fototipo: ne esistono 6, e un controllo dal dermatologo prima dell’estate serve anche ad individuare il proprio, che corrisponde ad alcune caratteristiche somatiche come colore di occhi, pelle e capelli.
Si raccomanda poi di esporsi al sole con gradualità perché la melanina ha bisogno di 2/3 giorni per attivarsi: all’inizio quindi l’organismo è senza difese e impreparato.»

Ecco un dubbio che hanno in molti: si può utilizzare la crema solare dell’anno precedente?

«Ogni cosmetico riporta la data di scadenza: sulla confezione troverete la dicitura PAO seguita da, esempio, 12 M; significa che il prodotto si può utilizzare fino a 12 mesi dall’apertura. Se invece la crema non è proprio stata aperta, ed è stata conservata correttamente, è sicuramente buona. Il problema però è un altro: non bisognerebbe ritrovarsi a fine estate con ancora mezzo flacone di crema solare. Si usa poca protezione. Non solo va riapplicata ogni 2 ore e sempre se ci si bagna o si suda, ma è importante farlo anche nelle giuste quantità: 2 mg per cm² di pelle (circa due noci per tutto il corpo). Senza il giusto spessore lo schermo dai raggi UV non è sufficiente.»

Sfatiamo infine un mito molto diffuso: le lampade solari aiutano ad abbronzarsi meglio?

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Foto: www.notizie.it

«No, non servono molto per preparare la pelle perché si tratta di un’abbronzatura “artificiale”, ma sono anche pericolose perché i macchinari sono molto potenti ed emettono comunque radiazioni UV, il che significa più danni per la pelle e maggior rischio di sviluppare un melanoma.
Per limitare i rischi andrebbero utilizzate solo con personale specializzato e comunque mai sotto i 18 anni.»

Non dimentichiamo che IARC le ha inserite nel gruppo 1, ovvero i cancerogeni umani certi!

Spero che questo piccolo vademecum vi torni utile per le prossime vacanze; se avete ancora qualche dubbio, potete consultare i portali AIDECO e www.solesicuro.it.

Grazie al Prof. Celleno per la disponibilità!

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