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Eco non vuol dire cheap

Tessa GelisioDi Tessa Gelisio12 Ottobre 20158 commenti4 min lettura
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Nella moda eco e bellezza si sposano senza rinunce

Tessa_Gelisio_moda_cover 

Lo sapevate che il cotone è una delle coltivazioni a maggior impatto ambientale? Le piantagioni di cotone dell’ex URSS hanno prosciugato uno dei laghi più grandi del mondo, l’Aral, riducendolo a un acquitrino fangoso in poco più di 50 anni.

Il cotone beve tantissima acqua: per produrre una t-shirt sono necessari 2.700 litri d’acqua e la maggior parte di questi è necessaria a far crescere le piante da cui proviene la fibra; il cotone in circolazione OGM e questo di per sé significherebbe poco se non fosse che la maggior parte del cotone in circolazione è geneticamente modificato e secondo diverse ong sembrerebbe essere è alla radice di gravi iniquità sociali nei paesi produttori, specialmente in India; il cotone comunemente in commercio subisce trattamenti che possono potenzialmente indurre l’insorgere di allergie e dermatiti atopiche.

IMG_8035 (4)

Prendete i jeans. Uno dei capi più comuni (e pratici) che ci sia è anche uno dei più discussi. Tecniche di invecchiamento, cotone ad alto impatto e sfruttamento della manodopera in condizioni di sicurezza e igiene scarsissime in paesi in cui i diritti dei lavoratori sono ancora un miraggio. Senza parlare dell’impatto ambientale. Per un paio di jeans ci vogliono quasi 10.000 litri d’acqua e una decina di passaggi in vasche di tintura. Eppure… Belli i jeans che indosso nella cover e qui sopra eh? Sono della Par.co denim, una ditta tutta italiana e molto green. Lavorano con tessuti italiani e giapponesi di cotone biologico tagliati e cuciti da artigiani italiani.

Producono Jeans cimosati crudi e Denim con lavaggi a secco e trattamenti con Eco-aging, composto naturale 100% biodegradabile; senza contare che sperimentano tanti tessuti a minore impatto come bambù, canapa, lino, cotoni riciclati.Detto questo, in generale, la moda non è un campo a basso impatto ambientale. Tra tinte, purificazioni delle fibre, fibre sintetiche, trattamenti invecchianti, conce, ecc… non si può certo dire che il fashion tradizionale sia un’attività verde.

V_WestWood_VegDye

Ognuno, poi, è libero di fare come crede e soprattutto di pensare ciò che crede fino a che non si tratta di clamorose bestialità. Lasciate che provi a sfatarne una e una volta per tutte: ecofashion non vuol dire andare in giro indossando sacchi di iuta o coperti da teli di lino grezzo. Affatto. Sentite cosa dice Vivienne Westwood, stilista e creatrice di moda di fama mondiale: “Penso che sia una buona cosa comprare meno e scegliere bene ciò che si compra. E’ bene per l’ambiente ma anche per me, perché i miei capi costano abbastanza”.

In effetti uno dei principi della moda eco è proprio non riempire l’armadio di cose inutili, risparmiando sul singolo capo per avere più cose da indossare. Il suo impegno ecologista si è visto nei fatti e nella comunicazione. Un esempio su tutti: l’ “Ethical Fashion Africa” una linea di borse e accessori di moda realizzata con cavi elettrici, alluminio di scarto, vecchi cartelloni pubblicitari e tende da safari. O la collezione “Vegetable Dye” che realizza i capi d’abbigliamento con processi naturali come le tinture con radici di liquirizia. Ha tappezzato per anni i suoi capi di messaggi sul clima e l’ecologia diventati veri spot quando indossati dalle star, usa il suo successo come altoparlante per l’ambiente.

 

Intimo_nmt

E’ per questo allora che mi piace segnalare le aziende che la pensano come me e che vogliono unire salute del corpo a salute dell’ambiente. Una di queste è la Nuove Manifatture Tessili di GB Bruzzese ditta di Novara che ha deciso dal 2006 dopo decenni di tradizione di virare sulla produzione di capi eco, equosolidali e certificati bio. Si specializza nella produzione di capi di maglieria intima, proprio perché sono quelli a più stretto contatto con la pelle è importante sapere che: in nessuna fase della produzione si fa uso di sostanze tossiche; i tessuti sono“100% skin friendly”, ad hoc per chi a causa di allergie deve indossare soltanto tessuti sani e naturali; viene utilizzato soltanto cotone biologico certificato IBD e Bioinspecta AG, coltivato senza uso di fertilizzanti, erbicidi, pesticidi e defoglianti chimici e di provenienza 100% equosolidale certificato FLO. La NMT, tra l’altro, produce costumi da bagno in tessuto rigenerato. Un dettaglio non da poco dei capi NMT: sono belli e sappiamo quanto sia difficile trovare intimo comodo e bello nella biancheria di tutti i giorni.

Una cosa è certa: quando la Westwood dice “comprate meno, scegliete meglio e fate durare i vostri vestiti” non riesco a non essere d’accordo e preferisco investire in un capo eco- più costo ma durevole e a basso impatto piuttosto che in due capi meno costosi e ad alto impatto. Come sempre eco- significa minore quantità e maggiore qualità. 

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8 commenti
  1. elisabetta su 13 Ottobre 2015 17:00

    Dove li vendono a pa d ova grazie

    Rispondi
    • Tessa Gelisio su 14 Ottobre 2015 9:59

      beh a Padova non so…. guarda i siti delle aziende

      Rispondi
    • Alessandro su 15 Ottobre 2015 10:11

      Salve Elisabetta,
      al momento purtroppo non ci sono punti vendita a Padova.

      Sul sito web dell’azienda c’è anche la sezione shop online dove può acquistare i prodotti con consegna/cambio taglia e reso gratuito. https://www.parcofashion.it

      Nel caso conosca un negozio che potrebbe essere interessato, ce lo faccia sapere che proveremo a contattarlo.

      Saluti e grazie.

      Grazie anche a Tessa della possibilità di utilizzare questo strumento.
      Alessandro-

      Rispondi
      • Tessa Gelisio su 28 Ottobre 2015 19:29

        e’ un piacere!

        Rispondi
  2. Enrico su 14 Ottobre 2015 9:04

    Che bello! Finalmente qualcuno che la pensa come noi..si perché abbiamo proprio scelto Par.Co Denim e Nuove Manifatture tessili per la loro serietà e per la qualità dei loro capi. Tantissime donne ( e anche qualche maschietto) scelgono la linea in cotone biologico di abbigliamento intimo, per i jeans c’è ancora un po di diffidenza..ma anche quelli stanno guadagnando terreno. Il nostro progetto gogreenstore.com vuole dare evidenza proprio a quelle aziende che sono le eccellenze italiane, sostenibili sia eticamente che ecologicamente. I prodotti non sono economici? Neanche costosi come quelli di grandi marchi (che hanno qualità inferiore). Se tutti iniziassimo a scegliere queste aziende virtuose i prezzi si abbasserebbero notevolmente ..per noi è solo questione di tempo. ;). Grazie Tessa per i tuoi preziosi consigli, se vuoi vieni a dare un’occhiata al sito e dacci un parere..

    Rispondi
    • Tessa Gelisio su 14 Ottobre 2015 9:58

      ok!! grazie mille

      Rispondi
    • Tessa Gelisio su 14 Ottobre 2015 10:02

      bellissimo sito!! mi sa che diventerò vostra cliente….. quando avete belle aziende da promuoverefarmi conoscere mandatemi mail!

      Rispondi
      • Enrico su 14 Ottobre 2015 10:28

        Grazie! Ti terremo informata 😉

        Rispondi
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