Close Menu
  • Benessere e bellezza
  • A tavola
  • Punto di vista
  • Casa Green
  • EcoNews
  • ALTRO
    • Animali
    • Bio Garden
    • Fai da te
    • Green Fashion
    • Green lifestyle
    • Mobilità
    • Video
  • Una vita ecocentrica
  • Contatti
Facebook Instagram YouTube Threads
Ecocentrica
Facebook Instagram YouTube TikTok Threads
NEWSLETTER
  • Benessere e bellezza
  • A tavola
  • Punto di vista
  • Casa Green
  • EcoNews
  • ALTRO
    • Animali
    • Bio Garden
    • Fai da te
    • Green Fashion
    • Green lifestyle
    • Mobilità
    • Video
  • Una vita ecocentrica
  • Contatti
Ecocentrica
Home»Green lifestyle»Ernie addominali: impariamo a riconoscerle
Green lifestyle

Ernie addominali: impariamo a riconoscerle

Quanti tipi di ernie addominali ci sono? E quali sono le più frequenti? Cause, sintomi, cure e tutto quello che c’è da sapere spiegato dal chirurgo
Adriano MarianiDi Adriano Mariani22 Novembre 2017Aggiornato:22 Novembre 20174 min lettura
WhatsApp Facebook Threads Pinterest Telegram
CONDIVIDI
WhatsApp Facebook Threads Telegram Pinterest

Tutto quello che c’è da sapere spiegato dal chirurgo

Quante volte abbiamo sentito parlare di ernia? Sicuramente tante e, se non ci è mai capitata, conosceremo qualcuno che ne ha avuta una. Questo perché sono un problema molto comune, uno degli interventi più frequenti nelle sale operatorie di tutto il mondo: si stima che circa il 10% della popolazione ha avuto o avrà un’ernia addominale nell’arco della sua vita.

Eppure c’è ancora poca chiarezza al riguardo, di cosa si tratta esattamente, come si diagnostica, come si cura, quali sono i vari tipi di ernia. Mi sono fatta spiegare tutto da un esperto che conosco bene, il Dott. Medhanie Abraham, specialista in Chirurgia generale e Chirurgia laparoscopica avanzata, che tra le altre cose si occupa proprio di riparazione di ernie.

Iniziamo da quella più comune, ovvero l’ernia inguinale, che riguarda il 75% dei casi.

Foto: chirurgiatorino.com

DI COSA SI TRATTA

«È una fuoriuscita di parte dell’intestino attraverso l’addome, a livello del canale inguinale. Può colpire sia uomini che donne anche se è più frequente nell’uomo; la donna è invece più soggetta all’ernia femorale (o crurale), ovvero quando l’intestino fuoriesce nel canale femorale, tra inguine e coscia.»

CAUSE

«Le fasce muscolari della parete addominale servono a contenere i visceri, ma se si indeboliscono gli organi scivolano verso l’apertura più vicina al punto debole, in questo caso l’anello inguinale.
Non è esatto dire che sono causate da uno sforzo fisico eccessivo: questo può accelerarne la comparsa, ma alla base c’è sempre una debolezza delle fasce.»

SINTOMI

«Si riconosce da una sporgenza che compare improvvisamente; all’inizio può essere asintomatica, ma diventa via via sempre più grande e insieme al volume aumenta anche la sensazione di fastidio o dolore.»

DIAGNOSI

«Di solito a un medico basta il semplice esame clinico: il gonfiore è visibile se il paziente è in piedi o facendogli fare qualche colpo di tosse. In caso di dubbi, può essere necessaria un’ecografia.»

COME SI CURA

«L’unica cura risolutiva è l’intervento chirurgico, che si compone di due fasi: riportare quello che è erniato nella cavità addominale, e fare in modo che non ci siano recidive inserendo una protesi, una piccola “rete” che sostiene le fasce muscolari.
L’intervento tradizionale parte da un’incisione di circa 8 cm sull’inguine, mentre la via laparoscopica prevede solo 3 piccoli fori (1 cm sull’ombelico, 1 cm alla sua destra e mezzo cm alla sua sinistra) che permettono di lavorare direttamente dall’interno della cavità addominale; questa opzione è la più utilizzata da 20-25 anni perché permette di lasciare intatte le fasce addominali, che sono già deboli, e di inserire una rete più ampia. Inoltre, presenta un minor rischio di recidive, solo lo 0,1% dei casi, contro il 5-8% di quelli che, a distanza di anni dall’intervento tradizionale, hanno un’altra ernia.»

 

Un altro tipo di ernia addominale è quella iatale, che colpisce il 30% di persone negli Stati Uniti e il 15% in Italia; vediamola insieme più da vicino.

Foto: www.benesseresalute.eu

DI COSA SI TRATTA

«Il principio è lo stesso, avviene quando un organo ernia dalla sua posizione originaria; in questo caso si ha lo scivolamento del fondo dello stomaco dall’addome nel torace.»

CAUSE

«Si tratta sempre di un difetto meccanico: il passaggio dell’esofago da torace ad addome avviene attraverso una piccola apertura (lo iato); se però questa si allarga troppo, una parte dello stomaco scivola verso l’alto.»

SINTOMI

«Solitamente sono gli stessi della malattia da reflusso: difficoltà a deglutire, bruciore, digestione lenta.»

DIAGNOSI

«Bisogna fare attenzione proprio a questi sintomi e recarsi dal medico: verrà prescritta una gastroscopia per capire l’origine del problema. È importante una diagnosi precoce; mi è capitato di vedere pazienti di 70 anni con una migrazione di ¾ dello stomaco in torace. A questi livelli può essere pericolosa perché può causare una torsione gastrica, da operare in urgenza: capita spesso negli anziani, che trascurano la propria salute.»

COME SI CURA

«A volte non è necessario intervenire immediatamente, finché l’ernia è piccola si può tenere sotto controllo. Anche in questo caso comunque l’unica cura risolutiva è l’intervento chirurgico, che si effettua sempre per via laparoscopica.»

 

Di cose da dire ce ne sarebbero tante, ma con questa panoramica spero di aver chiarito le questioni principali; torneremo presto a parlare con il Dott. Abraham per un altro tema molto importante: l’obesità.
Continuate a seguire Ecocentrica!

 

Foto copertina: www.essereinsalute.it

Potrebbero interessarti anche
Smartphone ricondizionati? L’ambiente ringrazia, ma occhio alla batteria
Profumatori per auto, concentrato di interferenti endocrini: le alternative
Lascia una risposta Cancella risposta

Appena pubblicati
  • Matrimoni da sogno, ma per gli animali è un’altra storia: l’allarme su colombe, cavalli e farfalle
  • Birdwatching in discarica, poi il caos sulla nave: così sarebbe partito l’incubo hantavirus
  • Green Jobs: transizione ecologica e IA cambiano il mondo del lavoro
  • Gas su animali ancora coscienti: finisce in aula il caso dei mille volatili soppressi a Ravenna
  • Si nascondono dove non immagini: le microplastiche sono anche nel latte artificiale
co2web
co2web
Facebook Instagram YouTube TikTok Threads

© 2026 Ecocentrica.it di TESSA SRL - P. IVA 07010600968 - sede legale: Via Paradisino 5, 57016 Rosignano Marittimo (LI). Tutti i diritti riservati. Preferenze Privacy

Questo blog non è una testata giornalistica registrata, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità; non rientra pertanto tra le pubblicazioni soggette agli obblighi previsti dalla legge n. 62 del 7 marzo 2001.

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.